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USA. Dominijanni: “Un voto contro le guerre e capitalismo rapace”
USA. Dominijanni: “Un voto contro le guerre e capitalismo rapace”
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USA. Dominijanni: “Un voto contro le guerre e capitalismo rapace”
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Redazione

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Significato, effetti e incognite. Ida Dominijanni, giornalista, filosofa e storica, analizza su più fronti il voto americano e la sconfitta elettorale di Donald Trump. Il primo livello ha a che fare con la questione sociale. “Oltre a essere contro Trump, quello americano è stato pressochè ovunque anche un voto contro i miliardari e contro il caro vita. Se non proprio contro il capitalismo, è stato un voto contro le storture estreme di un capitalismo che va corretto. Questo è un aspetto che va oltre gli Stati Uniti, riverberandosi in ciò che da settimane è in corso anche nelle piazze europee, scosse da un movimento imponente. E’ un fatto a mio avviso molto importante, che per alcuni aspetti mi ricorda ciò che c’era ai tempi del Vietnam: un movimento dal basso, contro la destra e certe derive del capitalismo”. Il secondo punto riguarda gli effetti che la sconfitta di Trump può avere su quell’internazionale “nera” che attorno a lui si era da tempo coagulata e organizzata. “Credo che degli effetti saranno inevitabili. Quell’internazionale si era finora difesa e schermata dietro un personaggio come Trump. Ora qualcosa dovrà cambiare”. Le incognite, per Dominijanni, riguardano invece uno dei grandi capitoli che stanno accompagnando il momento: i fronti di guerra. “Questo è stato chiaramente anche un voto contro le guerre e contro Trump che aveva promesso di chiuderle in fretta, senza invece farlo. Su questo aspetto mi sento molto meno tranquilla, dopo il voto. Sconfitto, Trump ne esce indebolito anche nei confronti di Putin e dell’Iran, non vedo come ora potrà riuscire a chiudere questi fronti di guerra. Temo molto che, non potendoli chiudere, li inasprirà”. L’intervista di Massimo Bacchetta a Ida Dominijanni, nel corso di "Tutto Scorre".
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