Radio Popolare Home
sostienici

“Proviamo a far vivere la festa almeno ai bambini” il racconto dal Ramadan di Gaza

19 febbraio 2026|Martina Stefanoni
CONDIVIDI
Ramadan a Gaza

Ieri a Gaza è iniziato il Ramadan. Fatima – un’insegnante palestinese che vive da sfollata nel centro della Striscia – ci racconta come – nonostante tutto – la popolazione provi a celebrare il mese sacro dell’Islam.

“La situazione non è delle migliori, se così si può dire. Siamo tutti molto stressati perché si continua a parlare di nuove chiusure delle frontiere e di impedire l’ingresso di alcuni beni durante il mese del Ramadan. Ad esempio, si parlava di impedire l’ingresso di uova e di alcuni alimenti a Gaza. E i prezzi sono aumentati per questo motivo.
Quindi potete immaginare come viva questo momento una famiglia in una tenda, sfollata e senza reddito, senza stipendio, senza niente. Come può sopravvivere durante il Ramadan?
C’è anche un altro fattore che ci preoccupa qui a Gaza. Si parla nelle strade di un ritorno dell’aggressione. Quindi siamo sempre sotto stress.
Cerchiamo comunque di celebrare il Ramadan, cerchiamo di far sentire ai bambini che va tutto bene, anche se in realtà – ad essere onesti – non va bene niente. Ma noi siamo un popolo forte, quindi continuiamo a vivere. Le persone sono in giro e per le strade si vendono i dolcetti del Ramadan, anche se la maggior parte delle persone non può permettersi queste cose. Ma almeno, in qualche modo, si può vedere la festa e anche i bambini sono felici. Stanno realizzando delle decorazioni per il Ramadan con le lattine delle bibite, anche i miei nipotini ci stano lavorando. Quindi in qualche modo proviamo a celebrare, con cibo, frutta, dolci, decorazioni.
Ma ovviamente è diverso rispetto al passato. La gente ha anche paura che durante ogni Ramadan ci sia un’operazione di terra. Abbiamo paura che attacchino in un’area dove i militari non sono presenti. Mi riferisco alla parte occidentale di Gaza, vicino al mare.”

 

Segui Radio Popolare su