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    Per il bene comune, di tutti. L’acqua e il suo diritto. Intervista con Ugo Mattei

    A cura di:

    Raffaele Liguori

    Che cos'è un bene comune? Chi decide cos'è un bene comune? Come lo si gestisce? Sono alcune delle domande che Memos ha girato a Ugo Mattei. Giurista, docente di diritto civile all'Università di Torino e di diritto internazionale comparato all'Università della California, Mattei è stato tra gli estensori dei quesiti referendari del 2011 sull'acqua bene comune. Ha appena scritto un libro, insieme alla giurista Alessandra Quarta: “L'acqua e il suo diritto” (Ediesse). Mattei ricorda che i referendum del 2011 avevano l'obiettivo primario di sottrarre i beni comuni alla gestione dei privati. Ma il semplice passaggio alla proprietà pubblica non è sufficiente a garantire una corretta gestione dei beni comuni. La gestione di questo tipo di beni, e di un bene comune per eccellenza come l'acqua, ha bisogno della partecipazione dei cittadini. «Un'azienda bene comune – dice Mattei – deve contenere nel suo statuto un obbligo esplicito: gli amministratori devono governare quel bene in modo ecologico e sociale! L'altra caratteristica di questo tipo di aziende riguarda il controllo della comunità sull'amministrazione». Come lo si può realizzare? «Nell'azienda di gestione dell'acqua del Comune di Napoli - che ho presieduto fino ad un mese fa, la Abc - accanto al consiglio di amministrazione c'è un comitato di sorveglianza composto da utenti, lavoratori, rappresentanti del mondo ambientalista e del consiglio comunale».

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    Fabio Giomi fa da 15 anni il cassiere di un supermercato Pam a Siena e, suo malgrado, è diventato protagonista della storia di fine anno che abbiamo scelto. Licenziato in tronco dall'azienda dopo che nel cosiddetto "test del carrello" non aveva identificato dei prodotti nascosti in altri prodotti da parte di un ispettore mentre passava la spesa (un controllo a sorpresa che aveva già subito qualche tempo fa) ha deciso di non piegare la testa e si è rivolto al suo sindacato, la Filcams Cgil, e ha fatto causa. Nonostante le proposte di riconciliazione dell'azienda, lui è andato in giudizio e alla prima udienza ha vinto: reintegro, danni e spese processuali pagati da Pam Panorama. Perché la dignità non deve essere mai mercificata né sottomessa. E lottare per i diritti paga sempre. Ricordiamolo. Intervista di Claudio Jampaglia

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    Kate Winslet, Scarlett Johansson, Kristen Stewart, Juliette Binoche. È stato l’anno delle dive del cinema che hanno deciso di passare dietro la cinepresa e dirigere. E anche dei figli d’arte; il nostro preferito è Ronan Day Lewis, che per il suo debutto da regista ha potuto arruolare come protagonista papà Daniel Day Lewis.

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