Lungo il Danubio, dal lato opposto del parlamento, dove il partito di opposizione Tisza ha allestito il suo quartier generale, più tardi, dovrebbe parlare anche il leader del partito, Peter Magyar. Il molo e la piazza antistante sono pieni di persone, moltissimi i giovani, che sventolano bandiere ungheresi e bandiere dell’Unione Europea. Sui maxischermi vengono trasmesse le notizie live e quando appaiono i rappresentanti di Fidesz, la folla urla “fuori i russi”. C’è un grande clima di festa anche se il risultato non è affatto scontato. Anche se i sondaggi indipendenti condotti prima del voto prevedono una comoda vittoria per Tisza, bisogna considerare il vantaggio tecnico che Orban si è costruito negli anni e in più, durante la giornata di oggi sono stati segnalati diverse irregolarità. Le ha segnalate Tisza che a sua volta è stato accusato da Orban di voler truccare il risultato. Per questo, l’ottimismo è alto, ma lo è anche la cautela. Sicuramente queste elezioni hanno mobilitato la popolazione come mai prima: alle 18.30 l’affluenza era del 77,8%, record storico per il Paese. Le urne hanno chiuso alle 19, ma chi era già in coda alle 19 può ancora votare. I primi risultati dovrebbero arrivare intorno alle 20.
Sono elezioni parlamentari, quindi Una volta accertato l’esito delle elezioni, il presidente che è del partito di Orban, convocherà il Parlamento entro un mese, aprendo la strada alla scelta del prossimo premier. Sarà poi il Parlamento a eleggerlo a maggioranza semplice, su proposta del capo dello Stato, che di norma indica il leader del partito vincente.
Al partito di opposizione, però, non basta vincere. Per assicurarsi la leadership, Tisza dovrà raggiungere la soglia dei 2 terzi dei seggi in parlamento: senza sarà difficile riuscire ad apportare i cambiamenti strutturali promessi e dovrà fare delle alleanze, ma l’unico altro partito che potrebbe superare lo sbarramento è un partito di Estrema Destra, mi Hazank.
Sarà quindi una battaglia all’ultimo voto e saranno fondamentali anche i voti per posta sia degli ungheresi all’estero – che solitamente votano per l’opposizione – che degli etnici ungheresi che vivono in altri paesi e che solitamente votano per Fidesz.
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