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Per ora le opposizioni non chiedono le dimissioni di Meloni, ma attaccano “È lei la responsabile”

26 marzo 2026|Anna Bredice
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“Anche Santanchè si è dimessa, ma sempre troppo tardi”. Elly Schlein ha commentato con queste parole le terze dimissioni post-referendum. Ma, come per gli altri leader dell’opposizione, sono considerate dimissioni tardive perché avvenute dopo quasi 4 anni di governo, nei quali Meloni ha tollerato scandali, inchieste, coprendo sempre i suoi. Ora vuole ripulire un po’ il Governo, ma alle opposizioni questo non basta perché la responsabile dell’insuccesso del referendum è considerata lei: di leggi repressive, di politiche di governo che non hanno affrontato i veri problemi dei ceti più in difficoltà. Questa è l’opinione di tutte le opposizioni, ma nessuno al momento chiede le dimissioni di Giorgia Meloni. “Solo la presidente del Consiglio – dice la segretaria del PD – sa se può esserci un voto anticipato. Noi, nel caso ci faremo trovare pronti, ma –  aggiunge – vogliamo batterla alle elezioni”. Per l’opposizione è evidente che sarebbe più utile lasciare il Governo scivolare verso una progressiva debolezza fatta di divisioni e tensioni tra alleati e, intanto, prepararsi al voto dell’anno prossimo, in modo da rafforzare la coalizione e arrivare a decidere chi sarà il candidato che la sfiderà al voto. A questo proposito, si chiarisce anche di più il percorso per il Partito democratico. Nessun federatore come candidato premier: la scelta deve andare sui leader politici, o è quello che prende più voti alle elezioni o si faranno le primarie. Ma per ora Elly Schlein non vuole andare oltre perché quei 15 milioni di voti non devono andare persi, vanno capitalizzati e a loro date delle risposte.
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