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“From Gaza with love”: il documentario che racconta il genocidio dall’interno

10 maggio 2026|Riccardo Stoppa
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Locandina del film "From Gaza with love"

Due anni nell’inferno in terra: il film, su youtube, è titolato così. Racconta due anni trascorsi tra bombardamenti, blackout e morte. From Gaza with love è questo: due anni di riprese e di chiamate, di messaggi e di attese per Charles Villa e Suahil Nassar, gli autori del documentario che racconta il genocidio da dove nessun giornalista straniero è potuto entrare e dove, in tre anni, ne sono stati uccisi 260. Suahil, che prima era graphic designer, con la telecamera in mano riprende e racconta tutto. Anche quando un drone israeliano si abbatte a pochi metri da lui nel suo quartiere. Chiama Charles, gli manda video e aggiornamenti. Charles, giornalista francese a cui è stato negato l’accesso a Gaza, segue a 3200 chilometri di distanza. Lui si occupa del montaggio e dell’editing, mentre Suahil gli manda il materiale. Le notizie gli arrivano col contagocce e, quando il telefono squilla a vuoto, l’angoscia che a Suahil sia successo qualcosa prende vita accanto a lui, nella stanza vuota. Un isolamento che è anche metafora di impotenza.

Il film nasce così, pezzo per pezzo. È un documentario indipendente per necessità, perché nessuno ha voluto finanziarlo. È nato grazie a migliaia di persone che hanno scelto di sostenere questo progetto tramite il crowdfunding. Da una prima distribuzione in pochi cinema fino al grande successo al Festival Internazionale del Film e Forum sui Diritti Umani di Ginevra, il documentario ora è stato caricato su Youtube, affinché tutto il mondo lo veda. Nei titoli di coda, c’è anche una chicca per gli appassionati di musica: il brano Gaza, un jour de paix del duo rap francese PNL, uno delle prime canzoni a chiedere la pace e il cessate il fuoco, nel lontano 2023.

I veri protagonisti sono i bambini palestinesi. E il film è soprattutto l’assedio vissuto dal loro punto di vista. Li vediamo rovistare tra l’immondizia, a Gaza, in cerca di qualcosa da riutilizzare dopo che il loro quartiere è stato raso al suolo. Li vediamo in Cisgiordania, dove Charles è andato a incontrare i sopravvissuti. Sono le prime vittime della guerra, ma sono anche la speranza e il futuro, e il loro sguardo è il filo conduttore che lega tutto. Sembra quasi, nei momenti più bui, che sia proprio la loro energia a far andare avanti i due autori del film.
From Gaza with love non si limita alla cronaca dei fatti. È un racconto in cui lo sguardo è costantemente rivolto al dopo, piuttosto che al prima. Ed è questa la vera forza del film, che incarna lo spirito di adattamento e resilienza del popolo palestinese. Rialzarsi e ricominciare, mentre qualcuno cerca di distruggere le memorie di una vita intera. Perché come spiega Suahil, il popolo palestinese è «come i semi piantati nel terreno»: prima o poi, rifiorirà.

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