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Olimpiadi, contratto part-time ma lavora 12 ore al giorno. La testimonianza di un vigilante a Radio Popolare

Olimpiadi, contratto part-time ma lavora 12 ore al giorno. La testimonianza di un vigilante a Radio Popolare

Sono tra le persone che contribuiscono di più a far sì che le Olimpiadi diventino realtà, ma lo fanno nel silenzio. Talvolta anche nell’illegalità.Sono i lavoratori delle opere olimpiche di Milano-Cortina. Uno di loro, Pietro Zantonini, nella notte tra l’8 e il 9 gennaio scorsi, è morto mentre faceva vigilanza allo stadio del ghiaccio di Cortina d’Ampezzo dove oggi, 4 febbraio, sono iniziate le prime partite di curling.Gli addetti ai servizi di sicurezza sono tra i più sfruttati. Lo racconta il vissuto di un giovane (ha chiesto di restare anonimo) che, fino a pochi giorni fa, ha lavorato, in momenti diversi, per due società di vigilanza tra la nuova arena di Santa Giulia, a Milano, e il forum di Assago: nonostante fosse stato assunto con un contratto part-time di 20 ore a settimana, si è trovato a dover fare turni di 12 ore al giorno, sette giorni su sette, al freddo, senza dispositivi di protezione individuale.Una testimonianza che apre uno spiraglio inquietante sul rispetto delle norme e dei diritti dei lavoratori delle opere di Milano-Cortina. Una questione su cui resta difficile fare luce.

Questo è un estratto dell’intervista di Stefano Ruberto. La versione estesa andrà in onda giovedì 5 febbraio, dalle 20.30, nella nostra trasmissione Uscita di sicurezza.

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