La mostra di Radio Popolare a Strasburgo: nel cuore dell’Europa una storia di libertà e democrazia

Il Parlamento Europeo è un luogo di democrazia e di storia, la storia della difficile, mai compiuta e pure resistente idea di un’Europa dei popoli. Radio Popolare, quell’idea ce l’ha fin dal nome e ce l’ha nella sua storia. Le fotografie esposte all’Europarlamento la raccontano, si vedono facce e microfoni, feste e riunioni di redazione, concerti e piazze. L’allestimento percorre in ordine cronologico le tappe, dal bianco e nero degli scatti del 1975 fino alle iniziative per il cinquantesimo. C’è la storia di Milano che scorre insieme ai momenti e ai luoghi della radio. La raccontiamo agli eurodeputati che sono venuti a vedere la mostra con i loro assistenti, gli addetti stampa, tutto quel mondo che appare a volte lontano dalle strade dell’Europa. In quelle strade Radio Popolare ci sta da sempre e oggi ne ha portate un po’ qui, a Strasburgo. Mentre inauguriamo la mostra, pochi passi più in là, la plenaria del Parlamento discute dei tempi difficili della guerra, della crisi energetica, di come l’Europa la debba affrontare. Per un attimo ci sembra una situazione surreale, ma invece no, non lo è. “Soprattutto ora Radio Popolare è necessaria” ci dice l’eurodeputata Cecilia Strada davanti alle fotografie, per raccontare e informare: pace e guerra, libertà e fascismi, diritto e prepotenza del più forte, democrazia e autoritarismo, scelte da fare. Fotografie che raccontano, qui nel cuore dell’Europa, una storia che continua in tempi come questi.
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