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In bici e felici. Consigli per le vostre gite in bicicletta: Morimondo

Abbazia di Morimondo

La nostra destinazione è Morimondo, un grazioso paesino lombardo sulla riva sinistra del Ticino, entrato di diritto nella lista dei borghi più belli d’Italia. Il fascino di questo luogo è legato principalmente alla sua abbazia in stile cistercense in mattoni rossi.

Morimondo si trova lungo li naviglio di Bereguardo, ma essendo il sistema dei navigli una rete potete decidere di partire da luoghi diversi. Da Milano, Da Turbigo (al confine con il Piemonte), da somma Lombardo (in provincia di Varese)

Il percorso da Milano è di 25 km. Con una pedalata molto tranquilla in due ore e mezzo sarete giunti all’arrivo. Partite dalla darsena di Milano imboccando l’alzaia del naviglio grande. Sarà un lento allontanarsi dalla città, dal suo traffico, dai palazzoni, dal cemento per trovarsi dopo poco più di un’ora in mezzo alla campagna.

Attraversate Corsico, Trezzano sul naviglio e Gaggiano.
Ecco a Gaggiano vi consiglio una tappa per rifocillarvi con una seconda colazione alla Casa delle Chiavi, un grazioso ristoro gestito dalla cooperativa sociale Terra e Cielo.

La strada è sempre dritta, non potete sbagliare TRANNE, fate attenzione, poco prima di Abbiategrasso. Lì ad un bivio dovrete tenere la sinistra, lasciare il naviglio grande per iniziare a percorrere il piccolo naviglio di Bereguardo.

Vi propongo anche la partenza da Turbigo e Somma Lombardo perché in questi paesi potrete arrivarci con il treno, trasportando la vostra bicicletta. Da Turbigo i km da percorrere fino a Morimondo diventano trenta e da Somma Lombardo diventano cinquanta.
Da questi due paesi inizierete a pedalare lungo la ciclovia del naviglio grande in direzione Abbiategrasso. Anche in questo caso la strada è sempre dritta, non potete sbagliare TRANNE, ATTENZIONE dopo Abbiategrasso dive dovrete svoltare alla vostra destra seguendo il naviglio di Bereguardo.

Dopo lo stress del cambio di naviglio concedetevi una pausa su uno dei piccoli attracchi sul canale per mettere i piedi a mollo.
Una volta arrivati a Morimondo potremo saziare il corpo e lo spirito. Per saziare lo spirito vi consiglio una visita all’abbazia, sono previsti diversi orari di visita il sabato e la domenica pomeriggio.

Il percorso guidato attraversa il chiostro, la chiesa, le sale di lavoro dei monaci, il giardino dedicato alle erbe officinali. È consigliata la prenotazione scrivendo a fondazione@abbaziamorimondo.it. Per info https://www.abbaziamorimondo.it.

Per saziare il corpo invece cercate nella piazzetta l’Agribirrificio La Grancia, dove potrete gustare cibo locale e birra artigianale. Ah se non hanno la birra di Radio Popolare, ditegli di procurarsela!

Ora siete pronti per tornare a casa. Potete fare il percorso a ritroso, però se siete sfiancati dal caldo o dalla birra artigianale, in pochi kilometri potrete raggiungere la stazione di Abbiategrasso. L’ultimo treno per Milano è alle 22:50. Non fate come ho fatto io l’ultima volta:
pensavo che l’ultimo treno fosse a mezzanotte e me la sono dovuta fare in bicicletta fino a casa di notte.

Dimenticavo una buona abitudine per le gite in bici: portatevi una camera d’aria di scorta in caso di foratura. Anche se non sapete cambiarla troverete sicuramente per strada qualche ciclista che vi aiuterà volentieri, ma senza pezzo di ricambio potrà fare ben poco.

Io sono Giorgia Battocchio, se vi va raccontatemi com’è andata scrivetemi a info@cosanebici.it.

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    «Milano è un contesto mafioso, né più né meno di come può esserlo la Calabria». Sono le parole della procuratrice aggiunta di Milano, Alessandra Cerreti, pronunciate durante la requisitoria al processo Hydra. Ieri c'è stata la prima sentenza per una settantina di imputati che hanno scelto il rito abbreviato. Tra i condannati (Mariano Rosi, Filippo Crea, Giuseppe Fidanzati e altri), stando all’inchiesta della Procura di Milano ci sono figure di primo piano del crimine organizzato in Lombardia. L’inchiesta Hydra - che ha portato al processo - ha messo in luce “un sistema mafioso lombardo”, un’alleanza tra esponenti di ‘ndrangheta, cosa nostra e camorra. Un sistema per compiere dalle rapine alle truffe, dal riciclaggio di denaro alle intestazioni fittizie di beni, fino alle false fatturazioni, alle estorsioni. Tra i reati contestati c'è anche il traffico di droga e di armi. Pubblica ha ospitato lo storico Enzo Ciconte e il ricercatore dell’università Statale di Milano, Andrea Carnì, autore di un importante libro per la conoscenza del fenomeno mafioso in Lombardia uscito in questi ultimi mesi dal titolo «Mafia ed economia. Il rischio criminale in Lombardia» (Futura 2025).

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    Il sindaco di Isernia Piero Castrataro dorme dal 26 dicembre scorso in tenda, accampato davanti all’ospedale cittadino Ferdinando Veneziale. La protesta serve a chiedere risorse e iniziative alla regione Molise per rilanciare la struttura, visto che la desertificazione sanitaria avanza senza ostacoli. Secondo la pianta organica, al pronto soccorso dovrebbero esserci tredici medici. Invece ce ne sono solo quattro. In radiologia tre su dodici. L'ortopedia è al lumicino, altri reparti vanno a singhiozzo. Per mancanza di monitor funzionanti, solo cinque letti di cardiologia su dieci sono attivi. In queste condizioni, il ricorso ai gettonisti è quasi obbligatorio. Castracaro insiste e dice che finché non avrà risposte chiare non mollerà. La situazione in regione è peggiorata nel corso degli anni. La rete ospedaliera nel 2009 aveva quasi 1.800 posti letto e ora sono mille. Il peso della sanità privata invece si è moltiplicato: nel 2009 le imprese avevano il 10% dei posti letto, oggi circa il 40%. Mentre i cittadini vedevano sparire i reparti pubblici la sanità accreditata remunerata con soldi statali ha prosperato. Un piccolo (grande) esempio di come il servizio sanitario nazionale, introdotto in Italia nel 1978 dall’allora ministra della salute Tina Anselmi, si stia progressivamente sgretolando, a nord così come a sud. L'intervista di Cinzia Poli e Alessandro Braga al sindaco Piero Castrataro.

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