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Khan: “Caro Trump, non sarò la tua eccezione”

“Non voglio essere l’eccezione di Donald Trump, non voglio che mi sia permesso andare negli Stati Uniti se gli altri musulmani non possono”. Così il nuovo sindaco di Londra, Sadiq Khan, ha risposto all’offerta del candidato repubblicano, che si è detto disposto a farlo entrare nel Paese anche se di religione islamica.

“Non si tratta di me – gli ha risposto Khan attraverso la BBC – si tratta dei miei amici, dei miei familiari e di tutti quelli che hanno un beckground come il mio, in tutto il mondo”. E ancora: “Donald Trump ha dichiarato che se verrà eletto presidente impedirà ai musulmani di entrare nel Paese. Questo significa che se tu vuoi andare in vacanza a Disneyland, o vuoi andare andare negli Stati Uniti per affari, o se sei un giovane che vuole andare lì a studiare, non puoi andarci solo perché sei musulmano”.

Sadiq Khan ha espresso il suo appoggio per la candidata democratica alla Casa Bianca, Hillary Clinton, augurandosi la sua vittoria. “La mia preoccupazione è che Trump renda i nostri due Paesi meno sicuri. Che faccia il gioco degli estremisti che dicono che non è possibile condividere i valori dell’occidente ed essere musulmani. Londra ha mostrato che è possibile”.

Ascolta Sadiq Khan

Ascolta Sadiq Khan

Lo scambio di cortesie fra Khan e il miliardario americano era iniziato con una battuta del neoeletto sindaco di Londra: “Nel caso Donald Trump sia eletto presidente, devo visitare i sindaci di New York e Chicago prima di gennaio (ovvero prima del suo insediamento, ndr)”. Si riferiva all’impegno preso nel dicembre scorso da Trump di impedire l’ingresso a tutti musulmani negli Stati Uniti in ragione dei loro presunti legami con il terrorismo.

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Le sue parole destarono scandalo in tutto il mondo. Alcuni parlamentari britannici proposero di vietare l’ingresso a Trump in Gran Bretagna, vista la sua retorica razzista. Per tutta risposta Trump minacciò di non investire più nelle infrastrutture turistiche che possiede in Scozia.

Ora che Trump è quasi certo di ottenere la nomination repubblicana alla Casa Bianca, sta adottando toni più soft. Il 9 aprile ha dichiarato di essere contento per l’elezione di Khan a Londra (“Spero che faccia un buon lavoro”), aggiungendo che al suo “bando” dei musulmani “ci sono sempre eccezioni”.

Ma Khan ha sempre sottolineato la forte similitudine fra la campagna razzista di Trump e quella del suo rivale Zac Goldsmith, candidato conservatore a sindaco di Londra. I conservatori “hanno usato la paura e le insinuazioni per mettere i differenti gruppi etnici e religiosi uno contro l’altro. Sembra un metodo tratto da un manuale di Donald Trump” aveva scritto domenica scorsa in un articolo per l’Observer.

  • Autore articolo
    Michela Sechi
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    “Justice for Palestine” ovvero un milione di firme in un anno per dire non vogliamo più l’accordo di Associazione con Israele, almeno finché non ci sarà il pieno rispetto dei diritti dei palestinesi. L’iniziativa è promossa da European Left Alliance, all’interno della piattaforma per le petizioni di “iniziativa dei cittadini europei” che rendono poi obbligatoria la risposta della Commissione a una richiesta che raggiunga le firme. Perché l’Europa non ha preso alcuna posizione significativa nei confronti del governo israeliano, anzi, pur essendo con 42 miliardi anno il principale partner commerciale di Tel Aviv. “Siamo sia il più grande importatore che esportatore verso Israele, abbiamo una grande leva, la politica commerciale: dovremmo condizionarla al rispetto dei diritti umani come in realtà prevederebbe proprio l’accordo di associazione”, sottolinea Giorgio Marasà Responsabile Esteri di Sinistra Italiana che aderisce.

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