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Il nuovo manuale minimo dell’attore

Dario Fo, ospite a Bookcity per presentare il “Nuovo manuale minimo dell’attore” (ed. Chiarelettere), la seconda tappa di un percorso intrapreso con Franca Rame, prima della sua recente scomparsa, condivide volentieri con Il Suggeritore ricordi di vita e considerazioni sul ruolo dell’arte.

Personaggi celebri rappresentati nel corso del lavoro insieme, come Giorgio Strehler o Jacques Lecoq, in quel secondo dopoguerra che per il teatro italiano rappresentò un definitivo punto di svolta.

E una dichiarazione d’amore per Milano, la città dove dapprima per casualità e poi con sempre più definita convinzione, un irreprimibile Dario Fo e una indimenticabile Franca Rame partivano per un viaggio artistico che li avrebbe portati lontano, lontano nel tempo, per dirla con Tenco.

Ecco un breve estratto da questa nuova, allegra fatica del più anticonvenzionale dei Nobel:

Cos’è la quarta parete, cosa significa? È la condizione in cui si viene a trovare normalmente il pubblico che assiste alla rappresentazione nello spirito del «guardone». Cioè sta spiando al buio, non visto, una storia che gli attori stanno vivendo al di là del proscenio, in piena luce, come se stessero recitando senza rendersi conto che sono ascoltati da centinaia di persone. Questa è la peggiore condizione che possa capitare a un attore. «Bisogna assolutamente distruggerla questa quarta parete – sbottava Franca –, fare in modo che ogni spettatore esca da quello stato d’animo deleterio e ascolti libero da condizionamenti, o meglio con una partecipazione consapevole e, al contrario, trasformi la qualità della suaattenzione, a costo di assumere un atteggiamento critico nei riguardi del dramma o della commedia.»

Ascolta l’intervista di Il Suggeritore a Dario Fo

Dario Fo a Il Suggeritore

 

 

  • Autore articolo
    Ira Rubini
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    Le Olimpiadi invernali potrebbero lasciare in eredità a Milano una sanità più povera. Durante il periodo dei Giochi l’ospedale Niguarda comincerà a gestire le attività di ambulatorio del punto di primo intervento di Livigno, in Valtellina, ma non lo farà solo per le settimane delle gare. Una delibera di Regione Lombardia ha stabilito che questo nuovo modello diventerà ordinario: medici di pronto soccorso e ortopedici presteranno servizio sia a Milano sia in provincia di Sondrio per colmare le carenze della zona montana. Una prospettiva che tra i sanitari coinvolti sta creando malumori sempre più diffusi. Bruno Zecca, segretario della Funzione pubblica Cgil Medici della Lombardia, al microfono di Luca Parena.

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    Un percorso attraverso la stratificazione sociale italiana, un viaggio nell’ascensore sociale del Belpaese, spesso rotto da anni e in attesa di manutenzione, che parte dal sottoscala con l’ambizione di arrivare al roof top con l’obiettivo dichiarato di trovare scorciatoie per entrare nelle stanze del lusso più sfrenato e dell’abbienza. Ma anche uno spazio per arricchirsi culturalmente e sfondare le porte dei salotti buoni, per sdraiarci sui loro divani e mettere i piedi sul tavolo. A cura di Alessandro Diegoli e Disma Pestalozza

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    CBCR 2026: al Circolo Magnolia la maratona live con il meglio della nuova musica italiana

    Sabato 17 gennaio, al Circolo Magnolia di Segrate, andrà in scena la notte dei Cbcr, evento organizzato dal magazine musicale online rockit. Giunto alla sua quarta edizione, l'evento “è al contempo una previsione e un auspicio per i dodici mesi successivi della musica italiana”, racconta l’organizzatore Dario Falcini ai microfoni di Volume, “punta a portare sul palco gli artisti sul punto di esplodere perchè secondo noi hanno le carte in regola, perchè se lo meritano e farebbero un gran bene al sistema. Negli anni sono stati individuati in tempi non sospetti Calcutta, Olly, Tananai, ThaSup, Blanco e altri artisti poi diventati mainstream.”Dal pop allo shoegaze, dall’hip hop all’elettronica, il programma si preannuncia ricco e variegato, mettendo insieme anche progetti completamente diversi tra loro. Ben diciotto i live che si susseguiranno su due palchi: una vera maratona musicale dal vivo, dalle 17.30 alle 3 di notte. “Inizialmente questo era un format scritto”, continua Falcini, “negli ultimi anni però gli spazi della musica live in Italia si sono contratti moltissimo, e volevamo dare a questi giovani artisti una possibilità e un palco per farsi conoscere”. L'intervista di Elisa Graci e Dario Grande a Dario Falcini. (in foto: Tresca Y Tigre)

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