Il centrosinistra in piazza per l’Iran con Amnesty. Nascondendo per un giorno le divisioni
16 gennaio 2026|Luigi Ambrosio
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La manifestazione unitaria in solidarietà ai giovani iraniani massacrati dal regime degli Ayatollah alla fine l’ha organizzata Amnesty International. Questo pomeriggio a Roma. Con l’adesione di una lunga lista di realtà sociali, tra cui la Cgil e l’Anpi. E con l’adesione di 4 partiti del centrosinistra: Pd, Movimento 5 Stelle, Avs, PiùEuropa. “Solidarietà alla popolazione iraniana, che manifesta per reclamare diritti e giustizia, sfidando la repressione più brutale” recita la convocazione. Due giorni fa in Parlamento il centrosinistra non ha mostrato la stessa compattezza. In aula alla Camera tutti i partiti hanno votato una mozione unitaria di solidarietà al popolo iraniano e di condanna degli Ayatollah. Tutti tranne uno: il Movimento 5 Stelle. Conte ha fatto astenere i suoi perché mancava, nella mozione unitaria, una condanna preventiva di un’eventuale azione militare statunitense. Un distinguo che ha sollevato polemiche ma la questione avrebbe anche potuto chiudersi lì. Tutto sommato è ben più dirompente la posizione dei 5 Stelle sull’Ucraina rispetto al Pd, pensando all’agibilità di un eventuale governo del Campo Largo. Invece, ieri, in commissione esteri alla Camera il Pd e Avs hanno votato a favore della mozione dei 5 Stelle. Una sorta di risarcimento al riottoso alleato. A questo punto, descrivendola plasticamente, i 5 Stelle rimangono fermi sulle loro posizioni. Il Pd si sposta un po’ di qua e un po’ di là, ondivago: un giorno con la maggioranza, un giorno con Conte. Un Pd “di governo” in un’occasione, un Pd “identitario” in quella successiva. Ma questi rimangono giochi parlamentari, che suonano particolarmente stonati nel momento in cui in Iran è in corso una carneficina e il mondo vive tensioni mai viste negli ultimi decenni, forse nemmeno al culmine degli anni dell’equilibrio del terrore durante la guerra fredda. Servono pensieri politici forti. In Italia, invece, la maggioranza vivacchia al traino di Trump, gestendo alla meglio l’estremismo leghista. E le opposizioni mancano di un pensiero autorevole ed egemone in grado di fare sintesi. Dovrebbe essere il pensiero del partito più grande, nato con quell’ambizione. Questa volta ci pensa Amnesty. Un cappello per un giorno che non nasconde i guai del centrosinistra italiano.
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