Radio Popolare Home
sostienici

Il boicottaggio per legge dell’educazione all’affettività e alla sessualità nelle scuole

05 giugno 2026|Lorenza Ghidini
CONDIVIDI
bambini a scuola

“I bambini sono delle famiglie”. Questa frase, pronunciata in Senato dall’esponente di Fratelli d’Italia Lavinia Mennuni, rende bene l’idea della mentalità che sta alla base della legge approvata oggi. Le cose delicate devono restare tra le mura di casa, il mondo attorno non deve mettere becco.
Ci sono mille motivi per cui l’educazione sessuoaffettiva spesso non viene fatta dai genitori: perchè richiede condizioni e strumenti che molte mamme e molti papà non hanno. Richiede capacità di comunicare coi propri figli, un vocabolario adeguato alla loro età, tempo per farlo non quando lo decidono i grandi ma quando i piccoli sono pronti all’ascolto. Richiede anche un po’ di coraggio, se così si può dire, perché molti genitori di oggi quando erano piccoli si sentivano raccontare favolette che oggi suonano ridicole. E, dunque, si ritrovano a improvvisare.
Non c’è nessun indottrinamento “gender” nell’educazione all’affettività e alla sessualità a scuola. C’è la grande urgenza di mettere tutti i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze nelle stesse condizioni culturali, a prescindere dal loro retroterra. Per insegnare il rispetto del proprio corpo e di quello dell’altro, l’accettazione dei “no” e l’accoglienza delle differenze. Perché abbiano tutti e tutte una chance di diventare degli adulti migliori di quelli che hanno intorno – i numeri dei femminicidi non hanno bisogno di commento. Possiamo solo augurarci che, se alle prossime elezioni Valditara e company andranno a casa, questa sia una delle prime leggi che verranno abolite.

Segui Radio Popolare su