Giorno della Memoria: “La Shoah, un orrore senza fine” dice Mattarella

27 gennaio, Giorno della Memoria. Iniziative e appuntamenti di confronto e riflessione, istituzionali e non, si stanno svolgendo in tutta Italia. In una dichiarazione diffusa stamattina la presidente del consiglio Giorgia Meloni ha parlato dell’antisemitismo come di un morbo in continua espansione e ha condannato la complicità del regime fascista nelle persecuzioni, nei rastrellamenti e nelle deportazioni. La senatrice a vita Liliana Segre ha partecipato alla cerimonia al Quirinale con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Il servizio da Roma di Anna Bredice
“La memoria va costantemente attualizzata, ma senza schiacciare il presente sul passato”
27 gennaio 1945, la liberazione del campo di sterminio nazista di Auschwitz da parte delle truppe sovietiche. Oggi si ricordano le vittime della Shoah. In quel campo quasi un milione di ebrei furono uccisi nelle camere a gas, dopo che era stata tolta loro l’umanità. Vittime di quello sterminio nazista anche rom e sinti, omosessuali, oppositori politici. Oggi si ricordano anche le vittime del fascismo italiano, delle leggi razziali e del sostegno dato dal regime mussoliniano alla logica genocidaria nazista. “La memoria va costantemente attualizzata”, racconta a “Pubblica” Simon Levis Sullam, storico all’università Ca’ Foscari di Venezia. “Inevitabilmente – aggiunge lo storico intervistato da Raffaele Liguori – guardando al passato riformuliamo il nostro modo di ricordare quel passato. Tutto quello che ci succede intorno ci porta a delle sfide e interrogativi nuovi. La violenza che vediamo attorno a noi ci porta a reinterpretare in modo diverso anche gli eventi al centro del Giorno della Memoria”. Lo storico Levis Sullam conclude ricordando che “come storico questi sono eventi che continueranno ad essere riletti e reinterpretati. Partendo da questi possiamo farci delle domande sull’oggi, ma senza schiacciare il presente sul passato”.
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Giorno della Memoria, giorno dell’inquietudine
Il 27 gennaio è il Giorno della Memoria della Shoah, dello sterminio pianificato di tutte le persone deportate nei lager nazisti. Nel 2026 è anche il giorno del dilemma possibile: come raccordare il passato e il presente, come evitare la trappola della rivalsa e dei paragoni che annullano le cose anzichè aiutare a capire, a distinguere e inquadrare le cose. L’utile inquietudine per un Paese che ha avuto un ruolo attivo nelle persecuzioni. Ospiti: Alessandra Minerbi, presidente comitato Pietre d’inciampo; Elisabetta Ruffini, storica, direttrice Isrec di Bergamo. A cura di Massimo Bacchetta.
Ascolta la puntata di oggi di “Tutto Scorre” qui.
Memoria: “Sottrarsi alla logica di guerra che ci sta trasformando”
La giornata della memoria, la necessità di discuterne oggi e di continuare a ricordare proprio oggi che “sono molti quelli che dicono basta gli ebrei non meritano più la nostra attenzione perché sono direttamente coinvolti nella strage dei palestinesi, d’altra parte, alcuni esponenti della Comunità ebraica nn vogliono celebrare la memoria perché oggi viene affiancata la parola Gaza”, dice Gad Lerner, allora “con Mai indifferenti, Ebrei per la Pace e il Laboratorio ebraico contro il razzismo siamo convinti che bisogna fare la cosa difficile sugli insegnamenti che possiamo trarre per sottrarci alla logica di guerra che si sta inferocendo e ci sta trasformando di nuovo in persone che si voltano dall’altra parte”. In Parlamento giacciono sette proposte di legge sull’antisemitismo, ma per Lerner non è questa la strada della memoria: “Temo sia un boomerang. C’è la Legge Mancino in Italia che la destra guarda con dispetto e mi fa specie che oggi la destra si erga a protettori degli ebrei e voglia una legge separata per loro dalle altre forme di odio razziale: una legge così confermerebbe i pregiudizi sulla comunità ebraica dipinta come una lobby”.
Ascolta l’intervista di Cinzia Poli e Claudio Jampaglia a Gad Lerner:
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