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Giornalisti sul red carpet

marco garzonio - l'ambrosiano

Meloni chiama, Mattarella risponde, i timori crescono perché il libero esercizio dell’informazione è vittima di crescenti stress e non si vede profilarsi un clima culturale e politico che riporti la professionalità di chi fa il giornalista al riparo da appartenenze, tifoserie, intimidazioni, sospetti. La Premier stizzita aveva invocato il Colle dopo la denuncia di Fanpage sul fascismo dei giovani di FdI. Il Capo dello Stato ha detto ora il suo pensiero che è interpretazione autentica della Costituzione antifascista: «Ogni atto rivolto contro la libertà d’informazione è un atto eversivo rivolto contro la Repubblica». In mezzo c’è stata l’aggressione di militanti di Casa Pound ad Andrea Joly de La Stampa reo d’aver voluto documentare gli inni a Mussolini di quel gruppo, ma secondo il Presidente del Senato (not in my name e di molte e molti altri, credo) colpevole di non essersi subdolamente detto giornalista. Qualifica che non si sa se gli sarebbe valsa un’accoglienza collaborativa (“S’accomodi, chieda, fotografi: non abbiam nulla da nascondere”) o d’altro tipo. Il Circolo in cui Casa Pound festeggiava si chiama “Associazione Asso di bastoni. Circolo sociale”.

Per inciso “Asso di bastoni” (già squadriglia aerea Rsi) fu la testata con cui il Msi rispose nel 1948 all’entrata in vigore della Costituzione; direttore Vanni Teodorani, già inviato de Il Popolo d’Italia, capo della segreteria militare del duce a Salò, scampato a Dongo, arrestato, riabilitato dall’amnistia di Togliatti. È giunto il momento di gesti. I politici mostran muscoli, querele, insinuazioni? Ordine dei Giornalisti, Sindacati, Associazioni ispirate a nomi di giornalisti vittime del lavoro (penso anche a Libera, Ucsi) rilancino tutela di diritti e doveri di chi informa. Gli operai dell’Ilva andarono a San Remo per farsi sentire; i cronisti puntino su Venezia; dal red carpet dire con orgoglio che i giornalisti servono la democrazia perché chi è informato decide in coscienza. Chi bolla i giornalisti provocatori è perché vuol fare da solo ciò che serve a lui e a chi lo vota. O ha cose imbarazzanti e rilancia contando sulla notte della memoria; nel nero sono uguali Feste dell’Unità e Casa Pound (La Russa: ipse dixit!).

  • Autore articolo
    Marco Garzonio
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