Dalla Lombardia alla Sicilia, in Italia cinque morti sul lavoro in un solo giorno

In Sicilia un pompiere è morto dopo aver avuto un malore mentre partecipava allo spegnimento di un incendio in provincia di Caltanissetta. Si chiamava Alessandro Marchì e aveva 59 anni. “Una tragedia che avevamo preannunciato, non si può continuare a operare in condizioni disumane – ha detto Carmelo Barbagallo, segretario nazionale del sindacato Fisi Vigili del fuoco. “Affrontare roghi devastanti con temperature che superano i 40 gradi, in costante emergenza organica, con turni massacranti e una pressione psicofisica insostenibile significa mandare i lavoratori al macello” ha aggiunto il sindacalista. Nelle scorse ore in Italia altre quattro persone sono morte sul lavoro.
di Massimo Alberti
Antonio Giustizieri lavorava per un’azienda nel settore della sicurezza stradale in provincia di Lecce. Sarebbe precipitato da 7 metri mentre lavorava nel capannone aziendale. Tommaso Di Foggia, 60 anni, è morto a causa di un malore in un cantiere a Santa Maria Capua Vetere. Aveva 27 anni l’operaio in subappalto morto nel cantiere di una galleria a Colico, in provincia di Lecco, travolto dal cedimento di un elemento strutturale.
È morto invece dopo 3 giorni di agonia Salah Belkahaoua, operaio edile di 51 anni caduto lunedì mattina da 3 metri mentre lavorava su un ponteggio in provincia di Frosinone. Sono le ultime quattro vittime di due mesi che sono stati una mattanza, quasi quattro morti di media, secondo la pagina “Morti di lavoro”. Almeno 46 in più dell’anno scorso a questo punto del 2026. Interessante come per INAIL si registri una diminuzione. Vedremo poi dati aggiornati.
La disparità si crea nel fatto che sempre più morti avvengono fuori dalla copertura assicurativa – nero o altri settori – ed è un dato su cui occorrerà ragionare. Altro tema. Si muore sempre per le stesse ragioni: cadute dall’alto, cedimenti strutturali nei cantieri. Non esiste un dato specifico, ma si sono moltiplicati i malori in questi due mesi, segno che le ordinanze sul caldo non stanno eliminando il rischio.
Nonostante la strage, il tema resta del tutto fuori dal dibattito pubblico e politico, oscurato nel silenzio tanto dalla maggioranza quanto dall’opposizione che si candida come alternativa, salvo qualche parola di circostanza. Entrarci significa toccare il ruolo delle imprese e dei profitti degli imprenditori. Meglio tenersene a debita distanza.
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