Approfondimenti

Processo di pace arenato e gruppi armati illegali. Cosa sta succedendo oggi in Colombia?

onu situazione colombia oggi

Samuel Bregolin, giornalista e fotografo indipendente, collaboratore della testata online Osservatorio Diritti, fa a Radio Popolare una panoramica della situazione di oggi in Colombia, tra il processo di pace ormai in stallo, nuovi gruppi armati che hanno conquistato il controllo di almeno 11 delle 32 Regioni che compongono la Colombia e le indagini sulla morte di Mario Paciolla, l’operatore ONU trovato morto nella sua casa di San Vicente del Caguán il 15 luglio scorso.

L’intervista di Sara Milanese a Prisma.

Da dove arriva questo blocco del processo di pace?

Il clima entusiasta di pochi anni fa sembra ormai appartenere ad un passato molto più lontano. La pace non è solo una firma apposta su un pezzo di carta a L’Avana nel 2016, ma è anche e soprattutto un lungo e difficile percorso di cambiamento che coinvolge la politica, l’economia e tutta la società civile colombiana. Nel trattato firmato – sono oltre 500 pagine – le oggi estinte Farc si impegnavano a deporre le armi e a partecipare in forma pacifica e democratica nel gioco politico del Paese.
Dall’altra parte, però, lo Stato colombiano si impegnava a portare investimenti in territori che non hanno ancora nessuna reale alternativa. I trattati, quindi, puntavano a eliminare la causa primordiale del conflitto interno colombiano, che è la povertà nella quale vive la maggior parte dei cittadini del Paese, portando investimenti per lo sviluppo economico delle molte aree rurali del Paese. Il governo di Iván Duque Márquez, però, non ha mai riconosciuto la pace firmata nel 2016 dal suo predecessore Juan Manuel Santos. Anzi, il suo partito politico appoggia la linea dura dell’ex presidente Álvaro Uribe Vélez, che considera gli ex guerriglieri come dei terroristi.

Duque è di fatto il delfino di Uribe, che proprio in questi giorni è tornato al centro delle vicende di cronaca per accuse di corruzione.

Sì esatto. Sono tutti dei giochi politici che riguardano quella che ormai è già denominata come la para-politica dei primi 10 anni dei due mandati di Álvaro Uribe. L’implementazione degli accordi è stata di fatto abbandonata e una delle conseguenze dirette di questa mancata implementazione degli accordi è l’aumento sistematico delle violenze e delle pressioni nei territori e la persecuzione contro i leader sociali. Sono già più di 700 i difensori dei diritti umani, tra i quali 214 ex guerriglieri FARC, ed essere stati uccisi dal 2016 ad oggi. Si è creato un vuoto di potere in molte delle regioni rurali che prima erano sotto il controllo delle estinte FARC e questo vuoto è stato occupato da vari gruppi armati illegali, gruppi paramilitari spesso di estrema destra e al soldo del narcotraffico o dell’estrazione mineraria illegale o delle multinazionali. E poi ci sono alcune infiltrazioni, non ancora chiare, da parte di cartelli del narcotraffico messicano.
Al contrario di quanto succedeva prima, quando il conflitto armato interno aveva comunque i suoi equilibri e le sue regole, questi nuovi gruppi agiscono spesso localmente, senza un comando nazionale e non rispettano più quelle che erano le regole del gioco di un tempo. In questa situazione caotica è spesso difficile capire chi controlla realmente una determinata zona, la popolazione locale non parla per paura delle ripercussioni e anche entrare in un territorio accompagnati dalle guardie indigene, che sono sempre state rispettate, non è più un sinonimo di sicurezza certa.

In che modo si sente oggi questo conflitto nella società civile o nelle grandi città della Colombia?

C’è una netta differenza fra città e campagna, fra Bogotà, Medellín, i grandi centri urbani e le aree rurali. Il conflitto non è mai arrivato a Bogotà, anche prima degli accordi di pace. Molte zone rurali del Paese, invece, sono lontane dalle città e vivono delle situazioni completamente diverse e lo conferma l’ultimo comunicato stampa di Human Rights Watch in queste settimane di coronavirus: delle 32 regioni che formano la Colombia, in 11 di queste le misure di sicurezza per il coronavirus sono gestite direttamente da questi gruppi armati illegali. Il coprifuoco notturno è imposto con soldati armati che controllano le strade e chi esce per strada dopo le 4 del pomeriggio rischia l’esecuzione a sangue freddo. Ci sono dei posti di blocco all’entrata e all’uscita dei Paesi e chi si sposta da un villaggio all’altro senza l’autorizzazione rischia di vedere la propria moto o la propria macchina bruciata. I gruppi armati illegali hanno approfittato della crisi del coronavirus per imporsi non solo come degli attori violenti, ma anche come gli unici realmente capaci di mantenere l’ordine durante l’emergenza sanitaria.
Va ricordato che parliamo di regioni in cui lo Stato colombiano ha una presenza effimera. Non esistono strutture ospedaliere correttamente attrezzate e in alcuni casi la popolazione non ha neppure accesso continuo all’acqua potabile.

Che ruolo ha oggi la missione ONU in Colombia?

La missione di verificazione dell’ONU in Colombia è uno degli osservatori principali dello sviluppo degli accordi di pace. Vigila sugli impegni presi dallo Stato colombiano nel garantire la reintegrazione degli ex guerriglieri che hanno deposto le armi. Sono state create 24 zone considerate sicure – i famosi ETCR, gli Espacios Territoriales de Capacitación y Reincorporación – in cui gli ex guerriglieri possono vivere con i propri figli e le proprie famiglie e nelle quali si sviluppano dei programmi di reintegrazione per il ritorno alla vita civile. Mario Paciolla lavorava nell’ETCR di San Vicente del Caguán e, come volontario della missione dell’ONU, il suo lavoro era quello di rimanere a stretto contatto con gli ex guerriglieri, aiutarli nelle pratiche quotidiane per la reintegrazione e sorvegliare che le varie istituzioni internazionali o dello Stato colombiano rispettino i programmi e gli impegni presi.

Sull’omicidio di Mario Paciolla si è aperta un’inchiesta anche in Colombia. Gli aspetti ancora da chiarire sono molti.

Sì, in un primo momento la polizia colombiana ha parlato di suicidio e come tale è stato trattato sia dalle istituzioni che dalla stampa colombiana. Il polverone è cominciato quando si è aperta l’ipotesi di omicidio. In questo momento ci sono quattro agenti della polizia colombiana indagati dall’organo indipendente del potere giudiziario colombiano per non aver rispettato il protocollo. Effettivamente sembra che abbiano lasciato entrare del personale delle Nazioni Unite quando in realtà non dovevano farlo o non ne avevano il diritto. La situazione è sicuramente molto delicata, soprattutto per la missione ONU in Colombia: visto l’andazzo non proprio positivo degli accordi di pace la situazione di lavoro per i volontari ONU non è delle migliori. L’attuale silenzio stampa delle Nazioni Unite probabilmente per il momento è giustificato perché ci sono ancora delle indagini in corso e loro potrebbero avere delle informazioni importanti da rivelare alla giustizia colombiana. L’ONU rischia però di vedere screditata una parte del suo prestigio sia in Colombia che all’estero e vista la difficile situazione dell’implementazione degli accordi di pace e il ritorno delle violenze in Colombia, sicuramente questa non è una buona notizia per nessuno.

(Potete ascoltare l’intervista a partire da 1:24:00)

  • Autore articolo
    Redazione
ARTICOLI CORRELATITutti gli articoli
POTREBBE PIACERTI ANCHETutte le trasmissioni

Adesso in diretta

  • Ascolta la diretta

Ultimo giornale Radio

  • PlayStop

    Giornale Radio mercoledì 07/01 19:29

    Le notizie. I protagonisti. Le opinioni. Le analisi. Tutto questo nelle tre edizioni principali del notiziario di Radio Popolare, al mattino, a metà giornata e alla sera.

    Giornale Radio - 07-01-2026

Ultimo giornale Radio in breve

  • PlayStop

    Gr in breve mercoledì 07/01 18:30

    Edizione breve del notiziario di Radio Popolare. Le notizie. I protagonisti. Le opinioni. Le analisi.

    Giornale Radio in breve - 07-01-2026

Ultima Rassegna stampa

  • PlayStop

    Rassegna stampa di mercoledì 07/01/2026

    La rassegna stampa di Popolare Network non si limita ad una carrellata sulle prime pagine dei principali quotidiani italiani: entra in profondità, scova notizie curiose, evidenzia punti di vista differenti e scopre strane analogie tra giornali che dovrebbero pensarla diversamente.

    Rassegna stampa - 07-01-2026

Ultimo Metroregione

  • PlayStop

    Metroregione di mercoledì 07/01/2026 delle 19:47

    Metroregione è il notiziario regionale di Radio Popolare. Racconta le notizie che arrivano dal territorio della Lombardia, con particolare attenzione ai fatti che riguardano la politica locale, le lotte sindacali e le questioni che riguardano i nuovi cittadini. Da Milano agli altri capoluoghi di provincia lombardi, senza dimenticare i comuni più piccoli, da dove possono arrivare storie esemplificative dei cambiamenti della nostra società.

    Metroregione - 07-01-2026

Ultimi Podcasts

  • PlayStop

    The Box di mercoledì 07/01/2026

    la sigla del programma è opera di FIMIANI & STUMP VALLEY La sigla è un vero e proprio viaggio nel cuore pulsante della notte. Ispirata ai primordi del suono Italo, Stump Valley e Fimiani della scuderia Toy Tonics, label berlinese di riferimento per il suono italo, disco e house, ci riportano a un'epoca di neon e inseguimenti in puro stile Miami Vice, un viaggio nella notte americana alla guida di una Ferrari bianca. INSTAGRAM @tommasotoma

    The Box - 07-01-2026

  • PlayStop

    News della notte di mercoledì 07/01/2026

    L’ultimo approfondimento dei temi d’attualità in chiusura di giornata

    News della notte - 07-01-2026

  • PlayStop

    Doppio Click di mercoledì 07/01/2026

    Doppio Click è la trasmissione di Radio Popolare dedicata ai temi di attualità legati al mondo di Internet e delle nuove tecnologie. Ogni mercoledì approfondiamo le notizie più importanti, le curiosità e i retroscena di tutto ciò che succede sul Web e non solo. Ogni settimana approfondiamo le notizie più importanti, le curiosità e i retroscena di tutto ciò che succede sul Web e non solo. A cura di Marco Schiaffino.

    Doppio Click - 07-01-2026

  • PlayStop

    Il giusto clima di mercoledì 07/01/2026

    Ambiente, energia, clima, uso razionale delle risorse, mobilità sostenibile, transizione energetica. Il giusto clima è la trasmissione di Radio Popolare che racconta le sfide locali e globali per contrastare il cambiamento climatico e ridurre la nostra impronta sul Pianeta. Il giusto clima è realizzato in collaborazione con è nostra, la cooperativa che produce e vende energia elettrica rinnovabile, sostenibile, etica. In onda tutti i mercoledì, dalle 20.30 alle 21.30. In studio, Elena Mordiglia e Marianna Usuelli, in redazione Lorenzo Tecleme e Gianluca Ruggieri.

    Il giusto clima - 07-01-2026

  • PlayStop

    L'Orizzonte delle Venti di mercoledì 07/01/2026

    A fine giornata selezioniamo il fatto nazionale o internazionale che ci è sembrato più interessante e lo sviluppiamo con il contributo dei nostri ospiti e collaboratori. Un approfondimento che chiude la giornata dell'informazione di Radio Popolare e fa da ponte con il giorno successivo.

    L’Orizzonte delle Venti - 07-01-2026

  • PlayStop

    Esteri di mercoledì 07/01/2026

    Il giro del mondo in 24 ore. Ideato da Chawki Senouci e in onda dal 6 ottobre 2003. Ogni giorno alle 19 Chawki Senouci e Martina Stefanoni selezionano e raccontano fatti interessanti attraverso rubriche, reportage, interviste e approfondimenti. Il programma combina notizie e stacchi musicali, offrendo una panoramica variegata e coinvolgente degli eventi globali.

    Esteri - 07-01-2026

  • PlayStop

    L'Orizzonte di mercoledì 07/01 18:34

    L'Orizzonte è l’appuntamento serale con la redazione di Radio Popolare. Dalle 18 alle 19 i fatti dall’Italia e dal mondo, mentre accadono. Una cronaca in movimento, tra studio, corrispondenze e territorio. Senza copioni e in presa diretta. Un orizzonte che cambia, come le notizie e chi le racconta. Conducono Luigi Ambrosio e Mattia Guastafierro.

    L’Orizzonte - 07-01-2026

  • PlayStop

    Graz!

    quando l'arrivo senza preavviso di Francesco, dottorando in Austria, risveglia sopite memorie radiofoniche e fa uscire dal sarcofago di famiglia l'Ambroeus e il Belotti

    Poveri ma belli - 07-01-2026

  • PlayStop

    Vieni con me di mercoledì 07/01/2026

    Vieni con me è una grande panchina sociale. Ci si siedono coloro che amano il rammendo creativo o chi si rilassa facendo giardinaggio. Quelli che ballano lo swing, i giocatori di burraco e chi va a funghi. Poi i concerti, i talk impegnati e quelli più garruli. Uno spazio radiofonico per incontrarsi nella vita. Vuoi segnalare un evento, un’iniziativa o raccontare una storia? Scrivi a vieniconme@radiopopolare.it o chiama in diretta allo 02 33 001 001 Dal lunedi al venerdì, dalle 16.00 alle 17.00 Conduzione, Giulia Strippoli Redazione, Giulia Strippoli e Claudio Agostoni La sigla di Vieni con Me è "Caosmosi" di Addict Ameba

    Vieni con me - 07-01-2026

  • PlayStop

    La Battaglia di Pavia: una mostra racconta gli splendori di una antica metropoli

    Ai Musei Civici del Castello di Pavia è in corso la mostra "1525 - 2025 La battaglia di Pavia". Attraverso le opere di maestri come Leonardo da Vinci, Ambrogio Bergognone, Bernardino Zenale, Pietro Perugino, la mostra testimonia la fioritura artistica e culturale di Pavia nel Rinascimento. La battaglia è raffigurata in sette spettacolari arazzi monumentali del Museo e Real Bosco di Capodimonte a Napoli, eccezionalmente concessi in prestito per l’occasione, tessuti negli anni 1528-1531 dalla manifattura fiamminga di Jan e Willem Dermoyen su disegni di Bernard van Orley, per celebrare la vittoria delle truppe di Carlo V sull’esercito francese guidato da re Francesco I. Per la mostra è stato ricomposto anche un polittico, che Ambrogio Bergognone realizzò per la Certosa e le cui tavole sono oggi divise in luoghi e proprietà diversi. Testo e intervista di Tiziana Ricci. Ascolta l’intervista ad Annalisa Zanni, presidente del comitato scientifico che ha curato la mostra.

    Clip - 07-01-2026

  • PlayStop

    Volume di mercoledì 07/01/2026

    Dal lunedì al venerdì dalle 14.00 alle 16.00, Elisa Graci e Dario Grande vi accompagnano alla scoperta del suono di oggi: notizie, tendenze e storie di musica accompagnate dalle uscite discografiche più imperdibili, interviste con artisti affermati e nuove voci, mini live in studio e approfondimenti su cinema, serie TV e sottoculture emergenti. Il tutto a ritmo di giochi, curiosità e tanta interazione con il pubblico. Non fartelo raccontare, alza il Volume!

    Volume - 07-01-2026

Adesso in diretta