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Cornell University, la denuncia di uno stupro di gruppo e la cultura patriarcale nei campus

02 ottobre 2026|Roberto Festa
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Cornell NL

La decisione della governatrice dello Stato di New York, Kathy Hochul, era attesa. Il caso della ragazza di 20 anni vittima, secondo la denuncia, di uno stupro di gruppo a Cornell University, si sta rivelando sempre più preoccupante e imbarazzante. È ormai chiaro che università e autorità hanno minimizzato, probabilmente occultato, il crimine.

La testimonianza che la polizia del campus raccolse dalla vittima, che raccontava di essere stata stordita con ketamina e alcool, era lunga 120 pagine. La ragazza diceva chiaramente di essere stata stuprata. Nella versione riassunta che il campus mandò al procuratore distrettuale, Matthew Van Houten, la parola stupro non compariva.

Lo stesso Van Houten, cui ora viene tolto il caso, non fece nulla per approfondire la vicenda. Vicenda che mostra il tipo di cultura – patriarcale, maschilista, violenta – che regna nelle istituzioni di educazione superiore americane – va ricordato che Cornell University è università Ivy League. Gli stupratori postarono sulla chat della confraternita un messaggio in cui si diceva che in una stanza c’era sesso gratis. Nella chat c’erano 57 ragazzi. In 5 si presentarono per approfittare dell’offerta, nessuno degli altri denunciò l’accaduto.

Dopo la prima denuncia della ragazza, l’università espulse due dei responsabili, agli altri 5 venne commissionato un paper per spiegare la loro condotta. È solo con la seconda causa civile, presentata dalla vittima, che questa storia a lungo negata è potuta venir fuori, e minaccia ora di travolgere in particolare le autorità di Cornell. Cornell dove il 25 per cento delle ragazze, l’8% dei ragazzi, dice di essere vittima di violenza sessuale.

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