Approfondimenti

Cerno: “Letta va al disastro, Renzi alla destra”

Tommaso Cerno PD

«In Parlamento ho visto persone cambiare idea a ogni cambio di segreteria, banderuole che accusavano me di voler aprire al Movimento 5 stelle poi sono andati a fare i ministri in un governo che osteggiavano fino a un minuto prima. Ma ho visto anche tanti bravissimi politici che invece sono rimasti coerenti con le loro idee: molti di questi ora sono stati lasciati a casa perché rompevano le scatole»

È uno dei passaggi di una lunga intervista del senatore uscente del PD Tommaso Cerno a Radio Popolare, in onda oggi, mercoledì 17 agosto, alle 18.30.

«Mi hanno etichettato come renziano», ha detto ancora Cerno, «ma io Renzi l’avevo visto due volte in vita mia prima di candidarmi, e da giornalista non l’avevo certo trattato bene».

«In realtà io ho corso per il PD e per la sinistra, non per lui, né per una corrente. Lui era semplicemente il capo del centrosinistra italiano».

«Poi è arrivato Zingaretti, che per me è rimasto un mistero: ha preso in mano il partito con un’idea forte di estenderlo, di aprire alla sinistra fuori dal Palazzo, nelle piazze, poi da un giorno all’altro si è dimesso, io non ho ancora capito il motivo.

«E allora è tornato da questo esilio francese un signore (Letta, ndr) che rappresentava esattamente l’opposto. Ha emesso ordini, ha riempito il partito con le sue truppe e lo ha trasformato in questa cosa che vediamo adesso: cioè sostanzialmente una piccola vendetta privata portata a termine con 8 anni di distanza, che nulla c’entra con quello di cui la sinistra avrebbe bisogno. Il Pd poteva essere una grande canzone popolare, Letta lo ha trasformato in un coro di chiesa con le voci bianche».

«Quando Letta è tornato dalla Francia, fu accolto da un grande applauso all’assemblea del Pd. Io temevo che questo applauso contenesse soltanto il livore e la vendetta, ma pensavo che – con la sua storia di cristiano sociale progressista – non cadesse in questo tranello. Invece ho visto giorno dopo giorno che tutto ciò che accadeva nel Pd era figlio di questa necessità. Ora il centrosinistra va dritto verso lo schianto alle elezioni e questa volta i cocci andranno a finire lontano, il segretario dovrà dimettersi: ha messo nelle liste tutti i suoi per avere il controllo dei gruppi parlamentari anche quando non sarà più il leader».

«Renzi aveva dato un sogno al Pd prima di entrare a Palazzo Chigi. Quando è diventato premier però si è rivelato per quello che è: un uomo di potere, solitario, convinto sempre di avere un’idea più degli altri, mentre un capo politico deve essere soprattutto una spugna delle idee degli altri. E così è arrivato il suo grande fallimento, che ha portato con sé il Pd. Un fallimento non solo elettorale ma soprattutto culturale, che ha ri-coagulato tutto il vecchio gruppo dirigente desideroso di riprendere il potere. Così la sinistra ha perso dieci anni. Penso che il risveglio di Renzi sarà nel centrodestra,che ha bisogno di un’ala più moderata, mentre con la sinistra ormai ha rotto i ponti. E il centro in Italia è solo un’illusione ottica, un miraggio che non esiste».

«Tra chi mi ha deluso di più, spicca la Serracchiani. In questi cinque anni l’ho vista saltare come una ranocchia da una corrente all’altra, da una segreteria all’altra, pur di rimanere a galla. Dal Friuli è scappata a gambe levate per non perdere di 30 punti con la Lega»

«Meloni? Credo che abbia intrapreso una strada molto molto difficile e che all’Italia non fa male, quella di dover fare i conti con una destra che non può esistere in più, né nel Parlamento né nelle strade. Se non fa l’errore di nascondere sotto il tappeto una parte di sé, regalerà all’Italia una destra staccata dal fascismo. E se ci riuscirà, avrà fatto una cosa che alla destra non è riuscita con Berlusconi e alla sinistra non è riuscita con Renzi: ripartire daccapo facendo davvero una cosa nuova. E quindi approcciandosi al nuovo millennio più avanti rispetto a noi di sinistra».

«Il governo Conte due è nato al ristorante, a un pranzo tra Casini, Zingaretti e il sottoscritto. Erano i giorni del Papeete, Salvini si era convinto di poter fare il premier. In Senato però era in discussione la Tav in Val di Susa, una ‘grande opera’ contro cui io avevo fatto una battaglia con inchieste e reportage già da giornalista. Durante il mio discorso contro la Tav, Renzi si era allontanato perché pensava che dicessi follie, invece dai banchi dei Cinque Stelle iniziarono a piovere applausi, prima una volta, poi un’altra, alla fine furono sette applausi che stupirono moltissimo Renzi. Finito il mio intervento Casini prese me e Renzi e ci disse: “Ma vi rendete conto di cosa è successo oggi?”. E ci portò a pranzare insieme, noi tre. Fu in quel pranzo che convinse Renzi a sparigliare, aprendo ai Cinque Stelle e facendo nascere il Conte due».

«Il mio futuro? Torno alla scrittura, al giornalismo, mi piacerebbe fare un giornale mio. Qualcuno mi ha proposto di ricandidarmi, ad esempio il gruppo che stava nascendo attorno a Marco Rizzo. Ma io sono entrato in Parlamento col Pd e col Pd esco. Però non ho ancora deciso se e per chi votare. Non vedo molte cose di sinistra sulla scheda».

Foto dal profilo Twitter del senatore Tommaso Cerno

  • Autore articolo
    Redazione
ARTICOLI CORRELATITutti gli articoli
POTREBBE PIACERTI ANCHETutte le trasmissioni

Adesso in diretta

  • Ascolta la diretta

Ultimo giornale Radio

  • PlayStop

    Giornale Radio lunedì 12/01 19:30

    Le notizie. I protagonisti. Le opinioni. Le analisi. Tutto questo nelle tre edizioni principali del notiziario di Radio Popolare, al mattino, a metà giornata e alla sera.

    Giornale Radio - 12-01-2026

Ultimo giornale Radio in breve

  • PlayStop

    Gr in breve lunedì 12/01 18:30

    Edizione breve del notiziario di Radio Popolare. Le notizie. I protagonisti. Le opinioni. Le analisi.

    Giornale Radio in breve - 12-01-2026

Ultima Rassegna stampa

  • PlayStop

    Rassegna stampa di lunedì 12/01/2026

    La rassegna stampa di Popolare Network non si limita ad una carrellata sulle prime pagine dei principali quotidiani italiani: entra in profondità, scova notizie curiose, evidenzia punti di vista differenti e scopre strane analogie tra giornali che dovrebbero pensarla diversamente.

    Rassegna stampa - 12-01-2026

Ultimo Metroregione

  • PlayStop

    Metroregione di lunedì 12/01/2026 delle 19:45

    Metroregione è il notiziario regionale di Radio Popolare. Racconta le notizie che arrivano dal territorio della Lombardia, con particolare attenzione ai fatti che riguardano la politica locale, le lotte sindacali e le questioni che riguardano i nuovi cittadini. Da Milano agli altri capoluoghi di provincia lombardi, senza dimenticare i comuni più piccoli, da dove possono arrivare storie esemplificative dei cambiamenti della nostra società.

    Metroregione - 12-01-2026

Ultimi Podcasts

  • PlayStop

    From Genesis To Revelation di martedì 13/01/2026

    "From Genesis to Revelation" è una trasmissione radiofonica dedicata al rock-progressive, attiva regolarmente dal 1999. Condotta da Renato Scuffietti e Matthias Scheller, offre un'ora settimanale di musica prog, spaziando dai grandi classici dei seventies al newprog e al prog sinfonico, con interviste, recensioni e monografie sui sottogeneri. Nata come un hobby, è diventata un importante punto di riferimento per gli appassionati del genere.

    From Genesis To Revelation - 12-01-2026

  • PlayStop

    Jazz Anthology di lunedì 12/01/2026

    "Jazz Anthology", programma storico di Radio Popolare, esplora la lunga evoluzione del jazz, dalla tradizione di New Orleans al bebop fino alle espressioni moderne. Il programma, con serie monografiche, valorizza la pluralità e la continuità del jazz, offrendo una visione approfondita di questo genere musicale spesso trascurato dai media. La sigla del programma è "Straight Life" di Art Pepper, tratto da "Art Pepper Meets The Rhythm Section" (1957).

    Jazz Anthology - 12-01-2026

  • PlayStop

    News della notte di lunedì 12/01/2026

    L’ultimo approfondimento dei temi d’attualità in chiusura di giornata

    News della notte - 12-01-2026

  • PlayStop

    Il Suggeritore Night Live di lunedì 12/01/2026

    Il Suggeritore Night Live, ogni lunedì dalle 21:30 alle 22:30 dall’Auditorium Demetrio Stratos, è un night talk-show con ospiti dello spettacolo dal vivo che raccontano e mostrano estratti dei loro lavori. Gli ascoltatori possono partecipare come pubblico in studio a partire dalle 21.00. E spesso, il Suggeritore NL vi propone serate speciali di stand up, slam poetry, letture di drammaturgia contemporanea, imprò teatrale. Vi aspettiamo!

    Il Suggeritore Night Live - 12-01-2026

  • PlayStop

    Jailhouse Rock di lunedì 12/01/2026

    "Jailhouse Rock", trasmissione di Radio Popolare e Popolare Network, esplora il legame tra musica e carcere. Ogni lunedì dalle 20.30 alle 21.30, a cura di Patrizio Gonnella e Susanna Marietti, il programma include storie e suoni dal mondo delle prigioni, con la partecipazione di detenuti dei carceri di Rebibbia e Bollate che realizzano un Giornale Radio dal Carcere e cover di artisti. Scopri di più su http://www.jailhouserock.it/ e https://www.facebook.com/Jailhouse-Rock-451755678297925/

    Jailhouse Rock - 12-01-2026

  • PlayStop

    L'Orizzonte delle Venti di lunedì 12/01/2026

    A fine giornata selezioniamo il fatto nazionale o internazionale che ci è sembrato più interessante e lo sviluppiamo con il contributo dei nostri ospiti e collaboratori. Un approfondimento che chiude la giornata dell'informazione di Radio Popolare e fa da ponte con il giorno successivo.

    L’Orizzonte delle Venti - 12-01-2026

  • PlayStop

    Primo palazzo da abbattere tra quelli finiti sotto inchiesta a Milano: è in via Fauché

    Il Comune di Milano è stato costretto da una sentenza del Consiglio di Stato a ordinare l'abbattimento di un palazzo in costruzione all’interno di un cortile in via Fauché 9. Si tratta di uno dei progetti coinvolti nelle inchieste sull'urbanistica. Da Palazzo Marino hanno confermato nel pomeriggio la notizia diffusa da Francesco Floris di LaPresse. Il Comune dice che si tratta di un atto dovuto in seguito alla sentenza del Consiglio di Stato dello scorso novembre. Si tratta del primo ordine di demolizione che riguarda i cantieri sotto inchiesta nei vari procedimenti sull’edilizia milanese. Il progetto era partito nell’ottobre 2022, come in altri casi la palazzina era stata autorizzata tramite autocertificazione Scia come ristrutturazione di un laboratorio. Il progetto prevedeva una palazzina da tre piani. Secondo il Consiglio di Stato le caratteristiche dell'intervento edilizio andavano oltre la "ristrutturazione ricostruttiva" che era stata dichiarata e lo qualificavano invece come nuova edificazione, quindi non bastava la Scia. Noi abbiamo intervistato l’avvocata che ha seguito il ricorso presentato dai cittadini delle palazzine adiacenti al civico 9, Wanda Mastroianni

    Clip - 12-01-2026

  • PlayStop

    Esteri di lunedì 12/01/2026

    1) La guerra di Trump contro la Fed. Il dipartimento di giustizia apre un’indagine su Jerome Powell e i mercati iniziano a vacillare. (Roberto Festa) 2) In Iran le proteste non si fermano, nonostante centinaia di morti. È questa la spallata definitiva al regime degli Ayatollah? (Emanuele Valenti) 3) Donald Trump minaccia Cuba. Niente più soldi e petrolio se il governo non tratta con la Casa Bianca. (Alfredo Somoza) 5) Alla corte di giustizia dell’Aja arriva il caso del genocidio dei Rohyingia. A sei anni dalla presentazione dal presentazione del caso da parte del Gambia, il Myanmar dovrà rispondere per lo sterminio della minoranza musulmana. (Riccardo Noury - Amnesty International) 6) Il Regno Unito contro X di Elon Musk. Londra avvia un’indagine dopo lo scandalo dei deepfake sessuali generati da Grok. (Daniele Fisichella) 7) Serie Tv. I Golden Globe 2026 e l’arrivo in Italia di HBO Max (Alice Cucchetti)

    Esteri - 12-01-2026

  • PlayStop

    L'Orizzonte di lunedì 12/01 18:34

    L'Orizzonte è l’appuntamento serale con la redazione di Radio Popolare. Dalle 18 alle 19 i fatti dall’Italia e dal mondo, mentre accadono. Una cronaca in movimento, tra studio, corrispondenze e territorio. Senza copioni e in presa diretta. Un orizzonte che cambia, come le notizie e chi le racconta. Conducono Luigi Ambrosio e Mattia Guastafierro.

    L’Orizzonte - 12-01-2026

  • PlayStop

    Golden Globe 2026: premi, vincitori e rinnovati sospetti sull’organizzazione

    Le premiazioni della 83ª edizione dei Golden Globe hanno avuto luogo ieri a Hollywood  dando come ogni anno il via ufficiale alla stagione dei premi. Oggi, a Volume, abbiamo commentato i vincitori e i momenti più rilevanti della cerimonia insieme ad Alice Cucchetti. "Una battaglia dopo l’altra" di Paul Thomas Anderson ha portato a casa quattro statuette, Timothée Chalamet ha vinto per la prima volta con “Marty Supreme”, mentre sul fronte televisivo a trionfare è stata la miniserie “Adolescense”. Tuttavia, dopo lo scandalo di corruzione che incriminò l’organizzazione cinque anni fa, spiega Alice Cucchetti, "ci sono ancora dei meccanismi loschi, perchè la società che ha acquistato i Golden Globe è adesso la stessa che gestisce i principali giornali di cinema americano“. L’intervista di Elisa Graci e Dario Grande ad Alice Cucchetti.

    Clip - 12-01-2026

  • PlayStop

    Poveri ma belli di lunedì 12/01/2026

    Un percorso attraverso la stratificazione sociale italiana, un viaggio nell’ascensore sociale del Belpaese, spesso rotto da anni e in attesa di manutenzione, che parte dal sottoscala con l’ambizione di arrivare al roof top con l’obiettivo dichiarato di trovare scorciatoie per entrare nelle stanze del lusso più sfrenato e dell’abbienza. Ma anche uno spazio per arricchirsi culturalmente e sfondare le porte dei salotti buoni, per sdraiarci sui loro divani e mettere i piedi sul tavolo. A cura di Alessandro Diegoli e Disma Pestalozza

    Poveri ma belli - 12-01-2026

  • PlayStop

    Vieni con me di lunedì 12/01/2026

    Vieni con me è una grande panchina sociale. Ci si siedono coloro che amano il rammendo creativo o chi si rilassa facendo giardinaggio. Quelli che ballano lo swing, i giocatori di burraco e chi va a funghi. Poi i concerti, i talk impegnati e quelli più garruli. Uno spazio radiofonico per incontrarsi nella vita. Vuoi segnalare un evento, un’iniziativa o raccontare una storia? Scrivi a vieniconme@radiopopolare.it o chiama in diretta allo 02 33 001 001 Dal lunedi al venerdì, dalle 16.00 alle 17.00 Conduzione, Giulia Strippoli Redazione, Giulia Strippoli e Claudio Agostoni La sigla di Vieni con Me è "Caosmosi" di Addict Ameba

    Vieni con me - 12-01-2026

  • PlayStop

    Volume di lunedì 12/01/2026

    Bob Weir dei Greatful Dead scomparso nel weekend e il nuovo disco della settimana dei Sault raccontati da Niccolò Vecchia. Il collegamento telefonico con Alice Cucchetti per commentare i vincitori dei Golden Globe. Billie Eilish e gli artisti che a seguito dell'uccisione di Renee Good stanno denunciando la condotta dell'ICE e dell'amministrazione Trump.

    Volume - 12-01-2026

Adesso in diretta