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Bologna. Il vero leader è Salvini

Prove tecniche di unità, ma solo a metà.

Perché se alla fine l’alleanza per le amministrative di primavera ci sarà, non è tutto rose e fiori quello che si è visto in piazza Maggiore a Bologna.

Le differenze tra la Lega salviniana e Forza Italia berlusconiana ci sono, e non poche. Ma in una giornata di mobilitazione si doveva cercare di minimizzarle. La cosa non è riuscita.

Il primo a tentare l’affondo nei confronti dell’alleato che lo ospitava sul palco della sua kermesse è stato Silvio Berlusconi, che ha provato a rubare la scena al padrone di casa, proponendosi addirittura come perno centrale dell’alleanza. “Ho presentato a Giorgia e Matteo una bozza di programma – ha detto Berlusconi – su cui dovremo ragionare tutti insieme, perché solo insieme vinceremo”.

Ascolta Silvio Berlusconi in piazza Maggiore a Bologna

Silvio Berlusconi

Già fischiato dai Giovani Padani, l’ex presidente del consiglio è stato subito bloccato dal segretario leghista, Matteo Salvini, che in apertura del suo intervento ha detto secco che “questa piazza non guarda al passato con nostalgia, ma al futuro per costruire qualcosa di nuovo”.

Ascolta Matteo Salvini in piazza Maggiore a Bologna

Matteo Salvini

Insomma, se bisogna andare avanti insieme benissimo, ha fatto capire Salvini, ma che Berlusconi non pensi di fare di nuovo l’attore protagonista. Salvini dal palco ha parlato da nuovo leader del centro-destra, utilizzando in alcuni passaggi la prima persona singolare, come quando ha detto “il primo giorno in cui sarò al governo”. Sembra ormai chiaro che la nuova coalizione, qualsiasi essa sarà, non potrà essere la riproposizione del vecchio centrodestra, ma sarà necessariamente più spostata a destra, con Salvini che proverà a interpretare il ruolo che in Francia sta cercando di ritagliarsi Marine Le Pen col suo Front National.

Non è un caso che Salvini abbia parlato della Francia, e degli asili nido gratuiti per i francesi, andando a chiudere il suo intervento. È lì che guarda il segretario leghista, ed è lì che porterà il centrodestra, o la destra italiana. Al momento insieme a Berlusconi; in futuro, chissà.

Anche perché dalla piazza più di una persona lo ha ammesso: “Berlusconi ormai è il passato, e se riuscissimo a fare a meno di lui, sarebbe meglio”

Ascolta le voci dei militanti raccolte in piazza Maggiore a Bologna

Voci piazza Maggiore

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    Alessandro Braga
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    Il disco di debutto dei The Sophs è previsto per il prossimo 13 marzo ma la giovane formazione di Los Angeles sta già catturando l’attenzione di molti. Poco prima di partire per un tour che lì vedrà suonare in molti dei più grandi festival del 2026, due dei sei componenti della band sono passati ai microfoni di Volume per presentare l’album in uscita e suonare alcuni brani. Dalla nascita del progetto fino all’esperienza con la storica etichetta Rough Trade - “un sogno che si avvera”, spiega la band - abbiamo chiesto ai The Sophs anche il loro punto di vista, da statunitensi, sulla difficile situazione che il loro paese sta attraversando in questi giorni. “Ci vergogniamo del nostro governo, le persone in carica oggi non rappresentano in alcun modo i cittadini americani - spiega Ethan Ramon, prima di ricordare l’importanza del voto per supportare la propria comunità - “siamo tutti figli di immigrati, la cultura della diversità è la vera spina dorsale del nostro paese”. L'intervista di Elisa Graci e Dario Grande e il MiniLive dei The Sophs.

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