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Battaglia finale Berlusconi-Salvini

Matteo Salvini e Silvio Berlusconi

Dopo l’imboscata di Salvini al Senato, Berlusconi ha riunito i suoi a Palazzo Grazioli. E c’era pure Umberto Bossi.

Ormai la guerra tra Salvini e Berlusconi si gioca con la spada. Il capo di Forza Italia era a conoscenza da ore che Salvini avrebbe fatto la mossa di votare Annamaria Bernini, disobbediendo all’indicazione di votare Paolo Romani. Solo ufficialmente è stata una sorpresa. “Berlusconi non lo sapeva, ed è molto arrabbiato” diceva un dirigente di Forza Italia subito dopo il secondo voto in aula, in cui i leghisti sono confluiti compatti sulla forzista Bernini.

In realtà, nelle ore precedenti alla seconda conta in aula, c’era stato un colloquio riservato tra Bernini e Niccolò Ghedini, il plenipotenziario di Berlusconi al Senato, in un corridoio non accessibile a orecchie interessate. E diversi contatti tra leghisti e forzisti sono continuati nel pomeriggio.

Berlusconi ha cercato di fermare l’iniziativa leghista, senza riuscirci. Le parole durissime di Berlusconi, che ha reagito dicendo che la Lega rompe la coalizione di centrodestra e smaschera il progetto di governo Lega-5Stelle sono da considerarsi un ulteriore rilancio in questa partita con Salvini. La prima mossa l’aveva fatta Berlusconi, dichiarandosi il solo interlocutore dei 5 Stelle a nome di tutto il centrodestra e lanciando la candidadura di Paolo Romani al Senato. Salvini, messo all’angolo, ne è uscito con un atto aggressivo, il voto a una candidata di Forza Italia diversa da quella indicata.

Ora Berlusconi decide di muovere l’ultima sfida a Salvini: dimmi con chi stai, o di qua o di là. Se Salvini non dovesse cedere, si romperebbe il centrodestra, si aprirebbe la strada a un governo Lega – Movimento 5 Stelle. Intanto, cerca di far leva sul vecchio alleato, Bossi. E’ probabile che tra Lega e 5 Stelle, i cui rappresentanti sono stati zitti tutto il giorno, ci sia già un preaccordo di questo tipo.

Uno scenario del tutto diverso da quello auspicato oggi dal presidente emerito Giorgio Napolitano che ha tenuto un discorso inaugurale della legislatura decisamente politico. Napolitano ha fatto un’analisi impietosa del risultato del suo partito e dei governi espressi dal Pd, che pure aveva contribuito a creare e sostenere, lanciando la presidenza di Renzi quando era al Quirinale. “Il voto ha bocciato l’auto esaltazione dei governi” ha scandito “Sulla scena politica nazionale il voto del 4 marzo ha determinato un netto spartiacque -ha detto Napolitano- a inequivocabile vantaggio dei movimenti e delle coalizioni che hanno compiuto un balzo in avanti clamoroso nel consenso degli elettori e che quindi di fatto sono oggi candidati a governare il Paese. L’invito a 5 Stelle e centrodestra ad assumersi le proprie responsabilità è suonato più come un monito, quasi una minaccia. E dopo la mossa leghista che potrebbe spaccare la coalizione e aprire la strada a un governo Lega 5 Stelle si comprende ancora di più il discorso, preoccupato, di Napolitano. Così come si comprende l’appello a seguire le indicazioni del capo dello Stato, quello in carica, Sergio Mattarella: “Per aprire, nell’attuale scenario, nuove prospettive al Paese sono insieme essenziali il rispetto della volontà popolare e il rispetto delle prerogative del Presidente della Repubblica, al quale rivolgo a nome di voi tutti l’espressione calorosa della nostra stima e fiducia”.

E un Governo Lega – 5 Stelle non è in cima alle aspirazioni di Mattarella.

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    Luigi Ambrosio
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    Le premiazioni della 83ª edizione dei Golden Globe hanno avuto luogo ieri a Hollywood  dando come ogni anno il via ufficiale alla stagione dei premi. Oggi, a Volume, abbiamo commentato i vincitori e i momenti più rilevanti della cerimonia insieme ad Alice Cucchetti. "Una battaglia dopo l’altra" di Paul Thomas Anderson ha portato a casa quattro statuette, Timothée Chalamet ha vinto per la prima volta con “Marty Supreme”, mentre sul fronte televisivo a trionfare è stata la miniserie “Adolescense”. Tuttavia, dopo lo scandalo di corruzione che incriminò l’organizzazione cinque anni fa, spiega Alice Cucchetti, "ci sono ancora dei meccanismi loschi, perchè la società che ha acquistato i Golden Globe è adesso la stessa che gestisce i principali giornali di cinema americano“. L’intervista di Elisa Graci e Dario Grande ad Alice Cucchetti.

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    Un percorso attraverso la stratificazione sociale italiana, un viaggio nell’ascensore sociale del Belpaese, spesso rotto da anni e in attesa di manutenzione, che parte dal sottoscala con l’ambizione di arrivare al roof top con l’obiettivo dichiarato di trovare scorciatoie per entrare nelle stanze del lusso più sfrenato e dell’abbienza. Ma anche uno spazio per arricchirsi culturalmente e sfondare le porte dei salotti buoni, per sdraiarci sui loro divani e mettere i piedi sul tavolo. A cura di Alessandro Diegoli e Disma Pestalozza

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