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Album della settimana. This Is Lorelei e l’indie folk surreale di ‘The Singer in My Band’

19 settembre 2026|Dario Grande
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Il nuovo disco della settimana di Volume è ‘The Singer in My Band’, firmato da un cantautore che negli ultimi anni si sta dimostrando sempre più rilevante nella sua generazione. Dietro il nickname di This Is Lorelei si nasconde infatti Nate Amos, musicista newyorkese anche fondatore dei Water From Your Eyes, duo che già da un po’ ha attirato l’attenzione del panorama alternativo internazionale.

La storia di This Is Lorelei comincia nel 2013: per quasi dieci anni Amos è estremamente prolifico, accumulando oltre 30 tra EP, mixtape e raccolte su Bandcamp, anche se il primo album vero e proprio, Box for Buddy, Box for Star, vede la luce soltanto nel 2024, seguito già l’anno successivo da Holo Boy, composto da vecchie canzoni reincise, e ora da The Singer in My Band.

Il nuovo disco, primo a uscire per Matador Records, riporta Amos verso la musica con cui è cresciuto. Suo padre Bob è un musicista bluegrass e oggi suona in duo con la sorella di Nate, Sarah: entrambi compaiono nell’album, il primo al banjo e la seconda ai cori. Dopo gli esperimenti elettronici e lo spirito imprevedibile dei lavori precedenti, Amos ha deciso di eliminare gran parte degli artifici per concentrarsi su chitarre, melodie e storie.

The Singer in My Band è soprattutto il suo primo vero “disco da strada”. Le idee per le canzoni sono nate durante i lunghi tour degli ultimi anni, spesso fantasticando dal finestrino di un van senza avere uno strumento a disposizione. Amos lo ha definito, riprendendo un’espressione del padre, un disco “on-the-road beatnik”: una raccolta di esperienze caotiche vissute viaggiando, trasformate però in piccoli racconti in cui realtà e invenzione finiscono continuamente per confondersi.

È così che nelle undici tracce incontriamo una piccola galleria di personaggi: Billy è il musicista sfuggente in grado però di dare alle canzoni una marcia in più, Buddy il protagonista di The Kid With the Crown, Sarah quella di Hey Sarah Is It Gonna Rain Forever. Attraverso di loro Amos racconta amore, solitudine, dipendenze, distanza e soprattutto persone che cercano di capire quale posto occupare nel mondo.

Il disco è stato quasi interamente suonato, prodotto e registrato dallo stesso Amos nel suo appartamento di Brooklyn, con gli ultimi ritocchi realizzati nella casa dei genitori in Vermont. Anche l’influenza del bluegrass riguarda più il metodo che la volontà di riprodurne il suono: poche regole e la convinzione che una canzone debba riuscire a reggersi innanzitutto su melodia, parole e accordi.

Ne esce il lavoro più essenziale e compatto di This Is Lorelei: undici canzoni che riportano al centro la scrittura e che, pur nascendo dalle esperienze di Amos, preferiscono trasformarle in storie e personaggi di finzione piuttosto che raccontarle direttamente.

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