Approfondimenti

Ci ha lasciati il nostro collega e amico Ezio De Gradi

ezio degradi

Ezio De Gradi è stato un pezzo importante di Radio Popolare. 

Era arrivato in radio dalla fabbrica, non dalla scuola di giornalismo. Musicista. suonava il basso in una band sognando di emulare il suo idolo, Roy Orbison. Incise anche alcuni vinili. Una volta in radio venne Franco Battiato con un flexi disc, di quelli che regalava la Settimana Enigmistica. Sul lato B un brano di Battiato, sul lato A la band di De Gradi.

Per chi lavorava alla redazione programmi, il segmento della radio che produce le trasmissioni ed è fatta anche da tanti collaboratori che hanno un lavoro altrove ma producono format radiofonici, lui era il “capo servEzio”. Sto parlando di una radio analogica, dove al posto degli mp3 c’erano le cassette, anche per le pubblicità.

Non c’era Whatsapp, ma i messaggi che Ezio scriveva a mano. Come le radio guide.

È vero che era il secolo scorso, ma è la radio in cui molti di noi sono cresciuti.

Preciso, pignolo, rustico, granitico. Nei gusti musicali e nelle convinzioni politiche, che spesso mischiava. Il compromesso non era il suo forte.

“Claudio sei anche una persona intelligente, ma perché metti in onda certa musica di merda?” da lui me lo sono sentito dire centinaia di volte. Se c’era da fare qualcosa per aiutare la radio non si tirava indietro: indimenticabili le sue performance ad extrafestival, dove ha interpretato, in Ezio style, Khaled e Manu Chao. 

I cassetti della sua scrivania erano un rifugio per vecchi vinili, copie di riviste musicali che da anni non uscivano più in edicola, ritagli di giornali… 

Ezio è una di quelle persone che se le hai conosciute, non te le dimentichi mai più.

  • Autore articolo
    Claudio Agostoni
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    CBCR 2026: al Circolo Magnolia la maratona live con il meglio della nuova musica italiana

    Sabato 17 gennaio, al Circolo Magnolia di Segrate, andrà in scena la notte dei Cbcr, evento organizzato dal magazine musicale online rockit. Giunto alla sua quarta edizione, l'evento “è al contempo una previsione e un auspicio per i dodici mesi successivi della musica italiana”, racconta l’organizzatore Dario Falcini ai microfoni di Volume, “punta a portare sul palco gli artisti sul punto di esplodere perchè secondo noi hanno le carte in regola, perchè se lo meritano e farebbero un gran bene al sistema. Negli anni sono stati individuati in tempi non sospetti Calcutta, Olly, Tananai, ThaSup, Blanco e altri artisti poi diventati mainstream.”Dal pop allo shoegaze, dall’hip hop all’elettronica, il programma si preannuncia ricco e variegato, mettendo insieme anche progetti completamente diversi tra loro. Ben diciotto i live che si susseguiranno su due palchi: una vera maratona musicale dal vivo, dalle 17.30 alle 3 di notte. “Inizialmente questo era un format scritto”, continua Falcini, “negli ultimi anni però gli spazi della musica live in Italia si sono contratti moltissimo, e volevamo dare a questi giovani artisti una possibilità e un palco per farsi conoscere”. L'intervista di Elisa Graci e Dario Grande a Dario Falcini. (in foto: Tresca Y Tigre)

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