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Addio a Gino Paoli: le sue parole e la sua musica hanno riempito di bellezza le nostre vite

24 marzo 2026|Niccolò Vecchia
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Aveva 91 anni Gino Paoli, morto la scorsa notte nella sua casa di Genova. Una città di cui è diventato un simbolo, per come è stato una delle colonne della cosiddetta “Scuola genovese” insieme ad altri artisti come Tenco, De André, Lauzi, Bindi. Dopo aver lavorato come grafico e pittore, ha debuttato nella discografia contribuendo al rinnovamento della canzone italiana, con una personalità autoriale fuori dal comune, evidente sin dal suo primissimo successo, “La Gatta”, una canzone che lui per primo non immaginava potesse dargli la notorietà. Brani come “Il cielo in una stanza”, portato al successo da Mina nel 1960, e “Sapore di sale” del 1963, che contava sull’arrangiamento di Ennio Morricone e sul sax di Gato Barbieri, sono diventati, insieme ad ancora altre sue grandi canzoni, una parte fondamentale della storia della musica italiana.

La sua dedizione alla scrittura lo ha sempre accompagnato, e in una presentazione della sua bella autobiografia intitolata Cosa farò da grande, si raccontava così: “Mi considero un artigiano, non mi considero un produttore, un professore, un saggio; mi considero un artigiano che sa mettere insieme le parole come un altro artigiano mette insieme i legni…”.
Un artigiano che con il suo talento ci ha riempito di una bellezza che resterà con noi per sempre.

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