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Estratti delle trasmissioni di Radio Pop
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Redazione
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Clip | 11/06/2026
Il cinema al femminile non deve raccontare le donne come fanno gli uominiL'attrice Anna Foglietta è stata ospite di ALF Premi Cinema al Femminile, l’appuntamento biennale curato da Aimara Garlaschelli e Gaia Guarducci per valorizzare, sostenere e raccontare lo sguardo delle donne nel panorama cinematografico contemporaneo. “La narrazione del femminile da parte delle registe deve essere diversa da quella a cui ci hanno abituato gli uomini - ha detto Foglietta al microfono di Radio Popolare.” La premiazione si è tenuta venerdì scorso durante il Milano Film Fest, giorno in cui è stata approvata la legge per l'educazione sessuale nelle scuole solo con il consenso dei genitori. Anna Foglietta, attrice e attivista che si è sempre spesa per i diritti delle donne e, come all'ultima Mostra del Cinema di Venezia con la sua esposizione contro il genocidio a Gaza, nell’intervista, ha commentato la nuova legge Valditara. “Io l'ho interpretato davvero come un lutto. Sono provata da questa legge che è passata in maniera anche sottotraccia, senza che un'opposizione davvero abbia lottato per questa cosa. Non ci rendiamo conto della tragicità di questa decisione. Purtroppo non possiamo affidarci alla buona volontà dei genitori, perché non sono e non sempre possono essere in grado di capire che cosa significhi oggi crescere in un mondo dove la pornografia insegna ai nostri figli un sesso di stupri, violento, un immaginario violato che sta rendendo purtroppo le relazioni sempre più complicate e difficili”. L'intervista di Barbara Sorrentini a Anna Foglietta.

Clip | 11/06/2026
Iran, Libano e non solo: la guerra è una malattia cronicaLa guerra si cronicizza in tutti gli scenari: Iran, Libano, Gaza dove coesiste con l’occupazione. I dati del Peace Research Institute di Oslo dicono che dal 1945 mai così tante guerre come quest’anno (65), con 245mila morti recensiti, perchè di molti conflitti sono censurate o non sono contate nemmeno le vittime. “Le guerre iniziano e non finiscono mai e ovviamente colpiscono sempre di più la popolazione civile, con conseguenze non solo dirette, morti, ferimenti, distruzione, ma con gli effetti indiretti che pesano sulle vite e sulle società per decenni”, spiega Rossella Miccio, presidente di EMERGENCY. L’esperienza della Ong da 30 anni dice che in tutti i territori dove opera la guerra è praticamente sempre rimasta o addirittura è peggiorata. È quello che sta succedendo anche in Ucraina dove la Ong lavora per la popolazione senza accesso ai servizi sanitari proprio nelle zone del Donetsk prossime al fronte. “Eppure dell’Ucraina si parla solo in termini militari, delle persone, dei cittadini sappiamo sempre poco, dei loro bisogni. L’Europa destina 75 miliardi di euro di aiuti militari all’Ucraina e 1,4 miliardi agli aiuti umanitari”, specifica Miccio. Sono scelte politiche. L'intervista di Cinzia Poli e Claudio Jampaglia

Clip | 10/06/2026
Giovanni Toscano sull’avere trent’anni oggi nel nuovo Ep “Il gioco delle tre domande”‘Il gioco delle tre domande’ è il titolo del nuovo Ep di Giovanni Toscano, artista originario di Pisa che si divide tra musica, scrittura e cinema. Oggi ospite di Volume, Giovanni ci ha raccontato la genesi di questo nuovo lavoro che aprirà la pista al terzo album. “E’ una rappresentazione di cosa vuol dire avere trent’anni, oggi”. Un percorso di brani cantautorali sospeso tra atmosfere acustiche e intimiste, che affonda le radici nel cantautorato italiano ma ricco di influenze che arrivano dal rock internazionale e dai suoni del Sud America. Ascolta l’intervista e MiniLive di Giovanni Toscano.

Clip | 10/06/2026
Tara Menon: la vita sommersa di due ragazzine al tempo del cambiamento climaticoIn ogni nome è racchiuso un presagio, dice un’antica sentenza. Una verità che vale certamente per la protagonista di queste pagine, chiamata da sua madre, che amava più di ogni altra cosa il mare, Marissa, dal genitivo latino maris. E come una creatura acquatica, Marissa cresce in un’isola delle Andamane, senza però che la madre, morta quando lei ha appena sei anni, possa vederla. Su quel piccolo lembo di terra, in compagnia del padre, un biologo animato dal desiderio di continuare le ricerche della moglie sulla riproduzione delle mante, trascorre la sua infanzia felice e la sua tragica adolescenza.
Lì Marissa conosce Arielle, un incontro fatale che dà inizio al legame più profondo della sua vita. Insieme all’agile ragazza orgogliosa del suo sangue thailandese, scopre le fragili meraviglie delle barriere coralline, delle foreste e delle spiagge. Insieme a lei, si immerge nel blu più profondo del mare, dove le mante, nella stagione della riproduzione, si fondono insieme in una lotta veloce. Con lei, impara a trattenere a lungo il respiro sott’acqua. Un giorno, però, uno spaventoso tsunami si abbatte sull’isola. Un’onda possente travolge le due ragazze. Arielle viene trascinata via dalla forza del mare. Marissa si salva, ma il dolore per la perdita dell’amica la segna per sempre.
Otto anni più tardi, a New York, smarrita e tormentata dal ricordo di Arielle, Marissa collabora stancamente a una rivista di viaggio per ricchi e passa da una relazione occasionale all’altra. Quando però l’uragano Sandy incombe sulla città e il passato torna come l’alta marea, comprende che è giunta l’ora per lei di trovare un equilibrio nel suo e nel nostro fragile mondo. Il romanzo "Vita sommersa" (Feltrinelli Gramma) di Tara Menon è una storia di amicizia femminile al tempo dei cambiamenti climatici. Tara Menon ne ha parlato con Ira Rubini a Cult.

Clip | 10/06/2026
Cuba strangolata dagli Usa, anche la sanità collassaDue ore di elettricità al massimo, nemmeno una goccia di petrolio e cominciano a non esserci medicinali per cure quotidiane, mentre le grandi compagnie di trasporto internazionali si rifiutano di consegnare nei porti cubani per le sanzioni decise da Trump: “La situazione sta sfuggendo di mano, l’assalto dell’amministrazione Trump è una palese interferenza negli affari domestici di un Paese, è un crimine internazionale”, commenta Nicoletta Dentico, docente di salute globale all’Università La Sapienza di Roma e direttrice del programma di salute globale presso la Society for International Development. “Cuba è stato un modello di investimento nella salute, come servizio sanitario pubblico e come sistema di ricerca non ha eguali al mondo e infatti ha esportato in tanti luoghi del mondo, compresi noi con la fratellanza sanitaria dei medici cubani durante il Covid e adesso in Calabria”. Eppure il mondo assiste senza protestare e reagire. L'Onu denuncia ma nessuno si oppone realmente. L'intervista di Cinzia Poli e Claudio Jampaglia.

Clip | 09/06/2026
1+1=11 e “il mestiere di essere una coppia”: Le I’m Not A Blonde raccontano il nuovo albumSi intitola ‘11 (The Art of Being a Couple)’ il nuovo album del duo italo-americano I’m Not A Blonde, oggi ospite del nostro MiniLive di Volume. Attive dal 2016 e apprezzate per il loro elettro-pop elegante e ballabile anche fuori dall’Italia, il quarto disco delle I’m Not A Blonde è un concept album che abbandona la chitarra come strumento portante per abbracciare maggiormente synth e ritmiche elettroniche. I brani del disco raccontano le diverse fasi dell’innamoramento e della relazione tra due persone: “il concept è emerso strada facendo. Eleven è in realtà un simbolo. Di solito si pensa a due persone insieme come 1+1=2. A noi l'idea 1+1=11 piaceva di più, cioè due persone che percorrono la vita insieme, che si accompagnano senza però fondersi completamente, un po’ come nella nostra band". L’intervista di Elisa Graci e Dario Grande e il MiniLive delle I'm Not A Blonde.

Clip | 09/06/2026
Lo Yiddish Blues, la musica degli esuli: Moni Ovadia dedica un album alla crisi umanitaria a Gaza"Yiddish Blues" è un progetto musicale e un album del 2026 creato da Moni Ovadia, Giovanna Famulari e Michele Gazich, che fonde la cultura yiddish con il blues, intesi come espressione di esilio, dolore e resistenza. Il lavoro esplora la condizione di sradicamento attraverso canzoni inedite e brani tradizionali, inclusi i temi sulla crisi umanitaria a Gaza. Il progetto esplora la sofferenza dei popoli erranti, la denuncia della violenza (in particolare la crisi a Gaza) e l'identità negata. Oltre a canzoni originali, include brani come "Es brent!" di Mordechai Gebirtig e l'inno Rom "Gelem, gelem". I tre autori lo definiscono un "blues non convenzionale" o "eretico", un atto civile e poetico contro l'oblio. Moni Ovadia ha spesso dichiarato che è stata la situazione a Gaza a spingerlo a realizzare il lavoro, un "rito laico" e un documento per non dimenticare. Moni Ovadia ne ha parlato a Cult con Ira Rubini

Clip | 09/06/2026
"Vogliamo solo vivere": da Beirut la testimonianza di padre Toufic Bou Merhi"Una donna con tre figli mi ha appena chiamato e mi ha detto di essere da sola senza un'auto e non sa come poter andare via da Tiro". Ai nostri microfoni padre Toufic Bou Merhi, francescano della Custodia di Terra Santa e parroco latino a Tiro, la città sotto bombardamento e ordine di evacuazione da parte dell'esercito israeliano. Lo abbiamo raggiunto a Beirut, arrivato da poche ore per organizzare l'accoglienza degli sfollati dalla sua città. L'intervista di Alessandro Principe.

Clip | 09/06/2026
Caporalato: “Per batterlo bisogna cambiare il mercato del lavoro”Marco Omizzolo è un sociologo che mette le mani nel caporalato da anni, lo studia e interviene anche nella lotta delle comunità per denunciare, formare, reagire . E’ uno dei massimi esperti sul tema: “Noi deleghiamo la produzione del cibo a persone in schiavitù e dipendiamo dal cibo per vivere, è la grande contraddizione di questa epoca, ma dobbiamo allargare lo sguardo e alzarlo per vedere come in questi 30 anni il nostro mercato del lavoro ha visto un degrado costante in piena contraddizione con la Carta costituzionale che ha portato al degrado e alla schiavitù”. I casi sono tanti, troppi, e hanno conquistato la logistica, la moda, la ristorazione e così via. “Il fenomeno continua a resistere perché il principio della precarietà e della vulnerabilità è stato fissato come centrale a partire dalle leggi, dalla Bossi-Fini, se non mettiamo mano al mercato del lavoro e ripartiamo dalla dignità e dai diritti di chi lavora non ne usciremo mai”. Gli esempi di resistenza e risposta del sociologo sono tanti a partire dalla sua associazione Tempi Moderni. Intervista di Cinzia Poli e Claudio Jampaglia.