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    “W la République 2”. Intervista con Michela Marzano, filosofa e deputata del Pd.

    A cura di:

    Raffaele Liguori

    Memos è dedicata anche oggi ai “fatti di Parigi” - un'espressione generica, ma che serve a tenere insieme la catena di eventi della settimana scorsa: la strage nella redazione di Charlie Hebdo, l'assalto al supermercato Cacher e la manifestazione dell'altro ieri a Parigi. Ospite di Memos è Michela Marzano. E' deputata del Pd, insegna filosofia morale alla Sorbona di Parigi. «Oggi sono in discussione – dice Marzano - i valori repubblicani di libertà, uguaglianza e fratellanza. Gli attentati sono in qualche modo il frutto della decostruzione di questi valori. Gli attentatori erano cittadini francesi, nati con quei valori che, forse, noi stessi anche come insegnanti siamo stati poco capaci di trasmettere. E' difficile parlare di fraternità, solidarietà, in un mondo che lascia per strada molte persone. E' difficile difendere, spiegare il significato della libertà quando le persone non hanno la libertà di portare avanti la propria esistenza». Marzano parla anche della crisi della laicità, del ruolo e delle responsabilità della sinistra. «Credo che (in alcuni casi, ndr) sia venuta meno la capacità, e forse anche la voglia, da parte della sinistra di costruire il famoso progetto per la difesa di questi valori. E' una sconfitta, come l'aveva sottolineato già Norberto Bobbio. In “Destra e Sinistra” Bobbio scrisse che la battaglia per l'uguaglianza non era stata vinta e che si doveva ancora ragionare in termini di uguaglianza-disuguaglianza. Bobbio aveva ragione: la battaglia contro la disuguaglianza non era stata vinta negli anni '90 e ancora meno è stata vinta oggi. Non si può rinunciare a questa coppia di concetti e credo che occorra ancora approfondire la questione dell'accesso egualitario alla democrazia (e cioè all'istruzione, alla salute, al lavoro). E per questa ragione si sente ancora la mancanza di sinistra».

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