Memos
liguori
24 marzo 2016
Terrorismo, servizi segreti e mafie. Intervista con Felice Casson e Claudio Fava

«Secondo l’intelligence italiana un eventuale intervento militare in Libia aumenterà il rischio di attentati in Italia». Lo dice a Memos il senatore Felice Casson, membro del Copasir. Per il vicepresidente della Commissione antimafia Claudio Fava la presenza delle mafie può invece garantire una “pax terroristica” sul territorio italiano.

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GLI ULTIMI PODCAST
23 maggio 2019
 
Memos di gio 23/05

23 maggio 2019: la memoria delle vittime delle stragi di Capaci e via D’Amelio e la storia “scabrosa e inquietante” (Roberto Scarpinato, pg di Palermo) dei processi, dalla trattativa stato-mafia al Borsellino-quater alla ‘ndrangheta stragista. Scarpinato invita a mettere da parte la “retorica di stato” che racconta le stragi come la vendetta mafiosa contro i giudici Falcone e Borsellino per il maxiprocesso degli anni ‘80. Va sostituita con una “storia per nulla semplice e rassicurante, anzi scabrosa e inquietante” come dimostra “la pluralità di risultanze probatorie che si vanno accumulando nei processi”. A Memos oggi riprendiamo il filo del racconto di Roberto Scarpinato (FQ online) e del cronista Saverio Lodato (antimafiaduemila.com), riproponiamo la nostra intervista a Nino Di Matteo del novembre scorso e torniamo su quanto accaduto questa mattina a Palermo, tra celebrazioni ufficiali (Vito Lo Monaco, Centro Pio La Torre) e non (Claudio Fava, commissione antimafia siciliana).

22 maggio 2019
 
Memos di mer 22/05

Il futuro che sfugge, la politica ridotta a governance e il capitalismo che non tramonta mai. E’ il quadro non rassicurante che emerge dall’intervento di oggi a Memos della filosofa Donatella Di Cesare e del sociologo ed economista Mauro Magatti. Siamo partiti da due articoli recenti scritti da Di Cesare (“Il fallimento del futuro”, Lettura, 5.5.19) e Magatti (“Solitudine e fatica di vivere: la nuova minaccia globale”, Corriere, 30.4.19) per concludere che oggi “c’è bisogno di solidarietà e responsabilità” (Di Cesare) e di una “idea relazionale di libertà” (Magatti). Servono entrambe per superare “la privatizzazione del futuro” (Di Cesare) e la individualizzazione delle vite (Magatti) che stanno mettendo a rischio la democrazia.

21 maggio 2019
 
Memos di mar 21/05

La punizione e la preghiera. Salvini ostenta minaccioso la sanzione pecuniaria sui salvataggi in mare e il rosario contro gli infedeli. Sono gli ultimi atti della propaganda prima del voto europeo del 26 maggio. Memos ha ospitato oggi lo storico, professore emerito alla Scuola Normale Superiore di Pisa, Adriano Prosperi.

17 maggio 2019
 
Europa, elezioni 2019 (4)

Come sta la democrazia in Europa? Quarta e ultima puntata del nostro ciclo in vista delle elezioni europee del prossimo 26 maggio. Qual è stata la missione della democrazia europea? Da un lato assicurare la pratica delle libere elezioni (dopo gli anni bui dei fascismi e dei totalitarismi) e dall’altro offrire le garanzie del welfare e dei diritti connessi al lavoro, come tentativo di compensare alcuni effetti negativi del capitalismo. Ma questa missione sembra essersi dimezzata. La crisi economica di questo ultimo decennio ha scavato solchi profondi nel tessuto sociale dell’Europa: le disuguaglianze sono cresciute, il welfare ha fatto passi indietro per i tagli ai bilanci pubblici, il lavoro ha perso per strada diversi diritti. E’ rimasta in piedi solo la pratica delle elezioni e per questa ragione la missione della democrazia europea ha perso pezzi importanti. Memos ne ha parlato con lo storico Marcello Flores e con il politologo Yves Mény (“Popolo, ma non troppo”, Il Mulino, 2019).

16 maggio 2019
 
Memos di gio 16/05

Fascismi e populismi. Federico Finchelstein, storico argentino che insegna alla New School for Social Research di New York, ha studiato per vent’anni il fascismo e il populismo. Li ha osservati in tutte le loro manifestazioni geografiche, dall’America Latina all’Europa agli Stati Uniti. E nel tempo: dal Novecento agli anni Duemila. Qual è la relazione tra fascismi e populismi? Il professor Finchelstein sostiene che nel ‘900 il populismo ha rifiutato di vedere il fascismo come un alleato, mentre i populisti di oggi sono più vicini alle idee del fascismo. Memos ha ospitato il professor Finchelstein autore del libro “Dai fascismi ai populismi” (Donzelli, 2019). Per lo storico argentino c’è una lunga storia di reazione alla democrazia costituzionale e parlamentare, di cui il fascismo e il populismo sono due capitoli. «Il fascismo – sostiene Finkelstein – è una forma di dittatura, razzista, dove la violenza è un elemento centrale della sua concezione del potere. Il populismo – che emerge dopo il 1945 – è invece un processo di riformulazione storica dell’esperienza fascista in chiave democratica». In questi ultimi anni, se pensiamo alle esperienze di Trump negli Stati Uniti di Salvini in Europa e di Bolsonaro in Brasile, il populismo ha assunto una nuova forma. Ad esempio, racconta Finkelstein, «è tornato alla concezione del popolo che aveva il fascismo, il popolo come etnos. Questi populismi ritornano a certi elementi che sono centrali non al populismo ma al fascismo».

15 maggio 2019
 
Memos di mer 15/05

Riace, Domenico Lucano e il processo. Tra quattro settimane, l’11 giugno, a Locri si svolgerà la prima udienza del procedimento giudiziario contro l’ex sindaco di Riace, l’autore di una politica dell’accoglienza diventata un modello. Abuso d’ufficio e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina sono i capi di imputazione. Lui, Lucano, da mesi gira l’Italia per perorare la sua causa – e quella di tantissimi altri – senza poter rimettere piede nella sua città. Memos oggi ha ospitato la giornalista Alessia Candito, per ripercorrere alcune tappe della vicenda giudiziaria; un sostenitore della causa di Lucano Maurizio Zavaglia; e il filosofo del diritto Mauro Barberis, per raccontare la posta in gioco nel processo in termini di principi e valori.

14 maggio 2019
 
Memos di mar 14/05

Torre Maura, Casal Bruciato. L’estrema destra neofascista dà voce al disagio delle periferie o le usa per le sue operazioni di propaganda “mediageniche? Ospite a Memos il sociologo Pietro Castelli Gattinara dell’università di Oslo che – insieme a due colleghi – ha scritto un documentato articolo sulla rivista online Il Mulino. Nel testo si decostruisce il luogo comune che descrive la destra neofascista come capace di interpretare il malessere sociale delle periferie. Ma non è così, dicono i tre ricercatori. Ospite di Memos anche David Bidussa, storico sociale delle idee, con cui – a partire da Casapound – abbiamo parlato del linguaggio del fascismo, del fascismo storico e di quanto ereditato fino ad oggi. Bidussa ha analizzato il linguaggio politico del fascismo e di Mussolini in un libro appena pubblicato “Benito Mussolini. Me ne frego” (Chiarelettere, 2019). Chiude la puntata il messaggio di Davide Mattiello, presidente della fondazione “Benvenuti in Italia” di Torino.

10 maggio 2019
 
Europa, elezioni 2019 (3)

Come sta la democrazia in Europa? Terza puntata del nostro ciclo in vista delle elezioni europee del prossimo 26 maggio. Se guardiamo all’Italia, ai fatti di questi giorni di Casal Bruciato, alla violenta aggressione dei rom, alla derisione delle vittime da parte di Salvini, se guardiamo a tutto questo dobbiamo concludere che la democrazia in Europa sta male. Occorrono riforme radicali. La sinistra è in grado di proporle? Memos ha ospitato Nadia Urbinati, docente di teoria politica alla Columbia University di New York. La professoressa Urbinati si occupa del pensiero democratico e liberale contemporaneo, delle teorie della sovranità e della rappresentanza politica. “Utopia Europa” è il titolo del suo ultimo libro (Castelvecchi, 2019). Ospite anche Colin Crouch, professore emerito all’Università di Warwick, in Gran Bretagna, ideatore all’inizio degli anni Duemila del concetto di post-democrazia. Ha pubblicato di recente “Identità perdute. Globalizzazione e nazionalismo” (Laterza, 2018).

09 maggio 2019
 
Memos di gio 09/05

Disinformazione elettorale. Quanto è diffusa la pratica delle fake news in campagna elettorale? Il leader del Pd Nicola Zingaretti ha denunciato una balla che sta circolando in rete da settimane: “il Pd, se vince le elezioni, chiederà una direttiva per ospitare 800 mila profughi libici”. Zingaretti si dice preoccupato: “la pratica delle fake news uccide la qualità della nostra democrazia”. Il leader del Pd esagera o le fake news sono un problema grave? Memos ha ospitato due studiosi: Sara Bentivegna, docente di sociologia della comunicazione all’Università La Sapienza di Roma, e Massimo Mantellini, pioniere dei blogger in Italia, studia e scrive di cultura digitale dalla metà degli anni ‘90. Di social network e politica ha parlato anche Giovanni Ziccardi, giurista informatico. Chiude la trasmissione con il suo messaggio Bruno Simili, vice-direttore della rivista Il Mulino.

08 maggio 2019
 
Memos di mer 08/05

Il modello Lombardia. Un’imprenditoria criminale che manovra la politica, a sua volta disposta a mettersi a libro paga delle aziende. Diverse decine di arresti, quasi un centinaio gli indagati. Mezza Forzitalia lombarda è finita sotto accusa, anche il presidente leghista Fontana raggiunto dallo schizzo di fango dell’abuso di ufficio. L’inchiesta della procura antimafia di Milano è iniziata da due imprenditori, vicini ad alcune famiglie della ‘ndrangheta al Nord. Memos ha analizzato l’inchiesta milanese con l’aiuto di Alberto Vannucci, docente di scienza politica all’Università di Pisa e uno dei principali studiosi italiani dei sistemi di corruzione e dell’anti-corruzione. «C’è una continuità di fondo, uno spaccato già visto chiamato corruzione sistemica, ma con un diverso equilibrio di poteri», dice il professor Vannucci dell’ultima inchiesta della procura di Milano. «I veri motori del sistema in questa vicenda – aggiunge Vannucci – sono gli imprenditori. Sono loro a mettere a libro paga l’esponente politico che a sua volta deve mettere a disposizione la sua rete relazionale. Il politico – conclude il professore dell’Università di Pisa – si fa faccendiere, riceve una sorta di retribuzione fissa, fornendo relazioni, contatti, informazioni». Chiude la puntata di oggi il messaggio di Dino Amenduni, docente di comunicazione politica.

07 maggio 2019
 
Memos di mar 07/05

Napoli, all’attacco della camorra. Il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho ha chiesto un cambio di strategia nella lotta contro la camorra: «è necessario passare da una strategia di contenimento ad una di vero e proprio attacco alla camorra. Bisogna entrare nei quartieri dove si verificano agguati, stese, tentativi di omicidi in forze, con perquisizioni a blocchi, negli edifici». Le parole del procuratore antimafia arrivano dopo l’ultimo agguato di camorra avvenuto a Napoli in pieno giorno e in mezzo ai passanti. Il killer, la vittima designata, la bimba di 4 anni ferita e tuttora in coma. La scena di un delitto drammaticamente già visto su cui oggi bisogna intervenire con “la scuola, il lavoro, contro le disuguaglianze incancrenite”, dice Andrea Morniroli ospite oggi a Memos. Morniroli si occupa di politiche di welfare locale, è socio della cooperativa sociale Dedalus, fa parte del Forum Disuguaglianze&Diversità. Con lui a Memos anche la professoressa Gabriella Gribaudi, storica all’Università Federico II di Napoli, studiosa della camorra. La puntata di oggi si chiude con il messaggio di Debora Migliucci, storica, direttrice dell’Archivio Lavoro della Cgil di Milano.

03 maggio 2019
 
Europa, elezioni 2019 (2)

Come sta la democrazia in Europa? Quarant’anni dopo le prime elezioni del 1979, finirà l’era del compromesso storico popolari-socialisti? Dieci anni di austerità, una crisi lacerante e una società sempre più diseguale, hanno fatto crescere le destre e i nazional-populismi. E’ in arrivo la riscossa delle sinistre? E i verdi, capitalizzeranno le piazze piene di questi mesi contro il cambiamento climatico? Sono alcune delle domande che Memos ha girato e girerà ai suoi ospiti in questo ciclo di trasmissioni che tutti i venerdì verranno dedicate all’Europa alla vigilia del voto del 26 maggio. Gli ospiti di stasera: Rosa Fioravante, studiosa delle ideologie della globalizzazione, filosofa, autrice di “La sinistra necessaria – Un dialogo fra generazioni” (Castelvecchi, 2017); e Alessandro Somma, giurista, insegna all’Università di Ferrara. L’ultimo suo libro “Sovranismi. Stato popolo e conflitto sociale” (Derive e Approdi, 2018).

 
 
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