
17/03/2026
Pubblica di martedì 17/03/2026La legislatura in corso è forse una di quelle più dense di progetti di legge e di leggi che riscrivono pezzi importanti della Costituzione.
Due esempi noti.
1. Il progetto di legge costituzionale sul premierato (il cui iter parlamentare è ancora in corso) che prevede l'elezione diretta a suffragio universale del/della presidente del Consiglio insieme al parlamento, con un premio di maggioranza per la coalizione vincente e la norma cosiddetta "anti-ribaltone”.
2. L'altro progetto è quello che mette mano all'ordinamento dei magistrati e lo fa andando a modificare la norme che regolano la formazione e il funzionamento del Consiglio superiore della magistratura (l’organo che i costituenti del 1946-47 avevano individuato per far decidere delle carriere, dei trasferimenti e delle questioni disciplinari dei magistrati). Su questa legge costituzionale voteremo il prossimo 22 e 23 marzo.
Cosa si ricava dai due progetti della destra (magistratura e governo)? C’è una volonta della maggioranza meloniana di muoversi in direzione di soluzioni autoritarie. Il capo del governo – ad esempio - deve diventare un luogo istituzionale dove i poteri si addensano, dove le attribuzioni si concentrano grazie anche all'elezione diretta del capo del governo; oppure – sostiene Meloni e la sua maggioranza - l'autonomia e l'indipendenza della magistratura devono essere ri-sintonizzate con lo spirito dei tempi che sostiene la causa dei poteri accentrati (da Trump a Orban). I poteri si concentrano, mentre le carriere di giudici e pm si separano non solo di fatto, ma anche di diritto. Pubblica oggi ha ospitato Nello Rossi, è stato magistrato, sia giudice che pm. Ha fatto parte del CSM. Oggi è direttore della rivista giuridica “Questione giustizia” (Magistratura democratica).



