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Sahara rock’n’roll

Cosa ci fanno delle chitarre elettriche nel Sahara?

Nemmeno nel deserto si sfugge all’omologazione?

E’ un’inesorabile perdita di identità e l’adesione ad una identità altrui?

Intanto a ben vedere nel secolo scorso per modernizzarsi gran parte della musica dell’Africa ha cercato la propria strada guardando all’esempio di uno o più filoni musicali che sull’altra sponda dell’Atlantico sono nati con un decisivo contributo del Continente Nero: il Sudafrica si è rifatto al jazz, sia il Senegal che il Congo alla musica afrocubana, l’Etiopia al rhythm’n’blues, il Mali alla musica afrocubana e al rock-blues. E ne sono venute fuori musiche originalissime.

Anche i touareg sono stati sollecitati dal rock-blues tanto americano che britannico. Non una banale imitazione: tra la musica tradizionale touareg e il rock-blues e le sonorità elettriche sembra esserci una affinità profonda, e in questo contatto la musica tradizionale dei nomadi del deserto ne esce non edulcorata, ma riportata alla contemporaneità ed esaltata. Anche il rock sembra guadagnarci, ritrovando una ragion d’essere e nuova linfa. All’interno del più generale fenomeno della world music, quello del rock-blues touareg è un fenomeno di successo, che dopo parecchi anni non mostra segni di stanchezza. Assieme a fenomeni contigui come la musica moderna del Sahara occidentale (pure nata nella lotta per la causa Sahrawi) e in Mauritania, Sahara rock’n’roll racconterà le origini del rock-blues touareg nel corso delle lotte e delle rivendicazioni touareg dei decenni scorsi, e il suo emergere sulla scena internazionale con artisti come i maliani Tinariwen e il nigerino Bombino (protagonista l‘8 settembre della festa-concerto di Radio Popolare).

A cura di Marcello Lorrai

A CURA DI:

Marcello Lorrai

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