M7 è il settimanale di Metroregione, una trasmissione per raccontare Milano e il territorio fuori dalla frenesia delle notizie di tutti i giorni. Dentro M7 troverete quelle storie che tutte insieme fanno una comunità e tutto quello che le sta attorno. M7 è in onda tutti i sabati dalle 10.35 alle 11, sempre disponibile in podcast, a cura di Roberto Maggioni, Alessandro Braga, Luca Parena e Chiara Manetti. Per comunicare con la redazione, per segnalazioni, spunti: metroregione@radiopopolare.it
M7 è il settimanale di Metroregione, una trasmissione per raccontare Milano e il territorio fuori dalla frenesia delle notizie di tutti i giorni. Dentro M7 troverete quelle storie che tutte insieme fanno una comunità e tutto quello che le sta attorno. M7 è in onda tutti i sabati dalle 10.35 alle 11, sempre disponibile in podcast, a cura di Roberto Maggioni, Alessandro Braga, Luca Parena e Chiara Manetti. Per comunicare con la redazione, per segnalazioni, spunti: metroregione@radiopopolare.it
Manifestazioni, scontri, furti, danneggiamenti. Tra Gen Z e Gen Alpha sta succedendo qualcosa. Milano il 17 e 18 ottobre è stata l'epicentro di una rivolta senza volto. Una fiammata alimentata dai social che nessuno sa cosa diventerà.
Ne abbiamo parlato con giovani di Milano tra 12 e 18 anni e con Gabriel Seroussi, autore del libro "La periferia vi guarda con odio".
La Lombardia è la prima regione in Italia per numero di studenti con background migratorio, ma l'emergenza evocata dalla politica si scontra con la realtà quotidiana delle aule. Da Cinisello Balsamo al Parco Trotter, fino a San Siro, abbiamo visitato le scuole in cui la multiculturalità è la norma. Un confronto con presidi e ricercatori universitari per capire come si gestisce la segregazione scolastica e che cosa serve davvero alle scuole di oggi, al di là dei decreti e delle soglie numeriche, per evitare il fenomeno del White flight.
Cinquecento delegati, a fine settembre del 1906, si riunirono a Milano, per dare vita alla confederazione generale del lavoro. In oltre un secolo di vita, quella confederazione, la Cgil, è diventata il più grande sindacato del mondo libero. Nei prossimi giorni ci saranno le celebrazioni ufficiali. Noi abbiamo provato a capire come è cambiata la Cgil in questi anni e quali sono le sfide che la attendono nel prossimo futuro. Ne abbiamo parlato con Luca Stanzione, segretario della Camera del Lavoro di Milano, con Antonio Pizzinato, storico sindacalista milanese, e Debora Migliucci, direttrice dell’archivio del lavoro. In chiusura, la rubrica di Mario Consani, “Quelli che il Giorno… a Milano”.
Un secolo di partite di calcio, un’infinità di emozioni legate a un gol allo scadere o a un concerto indimenticabile. Lo stadio di San Siro compie 100 anni mentre Inter e Milan corrono per avere un impianto nuovo e demolire quello vecchio.
Alcuni lavori hanno già cominciato a cambiare il volto dell’area, anche se la partita delle autorizzazioni e dei ricorsi ancora non è conclusa.
Abbiamo raccolto le voci di chi ha dedicato un libro ai 100 anni della “Scala del calcio”, di chi segue da vicino le mosse di Inter e Milan e di chi, in consiglio comunale, continua a chiedere che sia l’interesse pubblico, non i privati, a indirizzare il futuro di San Siro.
Per alimentarli consumeremo gas, acqua e territorio. La Lombardia è la regione con più richieste: 290 delle 530 arrivate in tutta Italia. Solo una parte di queste sarà accettata, ma a governare l'ondata sono i colossi americani ai quali il governo Meloni ha aperto le porte del Paese. Siamo stati tra Lacchiarella e Cusago - territori dove sorgeranno i data center più grossi - parlando con i comitati cittadini, un sindaco e un esperto di energia.
A Milano centro sono manager, professionisti, avvocati. Al Giambellino migranti, giovani coppie, anziani. A San Giuliano gli operai della grandi fabbriche in crisi. In Martesana, pensionati e persone ai margini della società. I patronati Inca Cgil incontrano ogni giorno tantissime persone che hanno bisogno di un sostegno al reddito, perché hanno perso il lavoro, perché hanno avuto un figlio, perché devono cambiare casa. E ancora, hanno bisogno di cure sanitarie, di aiuto per la pensione o del permesso di soggiorno. Il patronato a volte è l’unico che può aiutare a risolvere queste situazioni. Nel milanese nell’ultimo anno sono state più di 47mila le richieste evase in un territorio variegato, complesso ma unito da un dato di fatto: è sempre più difficile e per sempre più persone sopravvivere a Milano. Ne abbiamo parlato con Daniele Bandi, direttore del patronato Inca Cgil e con operatori e operatrici degli sportelli sul territorio della città di Milano e della sua area metropolitana. A cura di Alessandro Braga
A guardarle distrattamente le biblioteche comunali potrebbero sembrare i luoghi più anacronistici della contemporaneità. Sono gratuite in un mondo che mette un prezzo a tutto. Non vendono, prestano. Custodiscono libri di carta nell'epoca degli schermi e degli algoritmi. Non chiedono di consumare qualcosa per poter restare. Nelle biblioteche si può stare in silenzio senza sentirsi fuori posto. Si può passare del tempo senza dover produrre, comprare, mostrare. Sono tra i pochi spazi dove non è necessario esibirsi, dove non bisogna urlare per essere notati. E proprio mentre sembrano appartenere a un'altra epoca, le biblioteche sono profondamente contemporanee. Vivono insieme ai quartieri che le ospitano e ne seguono le trasformazioni. Sono attraversate da iniziative culturali e sociali di ogni tipo. Sono luoghi aperti, porosi, dove persone diverse si incontrano senza che il denaro sia la condizione d'accesso. Anche in una città come Milano, che spesso celebra valori opposti come la velocità, la competizione, la rendita, il consumo, la visibilità. Le biblioteche non rappresentano un residuo del passato, ma un'altra idea possibile del presente e del futuro. Dove il sapere è condiviso, il tempo non si monetizza, gli spazi comuni non devono necessariamente generare profitto. Così le biblioteche, che potrebbero sembrare fuori da questo tempo, incarnano una modernità di cui abbiamo bisogno. Questa puntata di M7 è un giro in alcune delle biblioteche comunali di Milano. E come ogni ultimo sabato del mese torna l’appuntamento con la rubrica di Mario Consani “Quelli che Il Giorno… a Milano”. La puntata di oggi si intitola “Un confino rosa in prima pagina” e la protagonista è Adele Cambria.
L’indagine per sfruttamento nel cantiere del nuovo consolato statunitense di piazzale Accursio ha svelato un sistema in cui centinaia di operai stranieri sono stati ridotti in semischiavitù a Milano.
Lavoratori arrivati soprattutto dall’India e dal Kenya, reclutati nei loro Paesi, sfruttati e poi licenziati. Alcuni di loro hanno vissuto per strada, nei parchi milanesi, anche dopo aver denunciato quello che avevano subito.
Li abbiamo incontrati grazie a chi sta cercando di aiutarli ad avere dignità e giustizia.
In collaborazione con Stefano Ruberto, responsabile salute e sicurezza della Camera del lavoro di Milano e autore della nostra trasmissione Uscita di sicurezza.
A cura di Luca Parena.
Oggi e domani a Roma ci sarà l’assemblea costituente di Futuro Nazionale, il movimento dell’ex generale Roberto Vannacci che in questo modo diventa ufficialmente partito. Ma Vannacci si sta già muovendo, da tempo, anche nella nostra regione. Lo abbiamo visto con le elezioni comunali che hanno visto l’exploit a Vigevano di Fulvio Suvilla, candidato vannacciano che ha preso il 15% dei voti, lo abbiamo visto con lo sbarco in consiglio regionale, dove due consiglieri, Daniel Luca Ferrazzi e Pietro Macconi si sono iscritti a Futuro Nazionale e a brevissimo saranno seguiti da altri. Lo stiamo vedendo con la nascita di tantissimi comitati sul nostro territorio. Insomma, volenti o nolenti, con Vannacci nel prossimo futuro bisognerà fare i conti E non dovrà farlo solo il centrodestra, ma anche tutti noi. A cura di Alessandro Braga.