“Ma la maggior parte della mia vita la trascorro al di là del confine della città, oltre i capolinea, come direbbe, ermetizzando, un cattivo poeta neorealista. Amo la vita così ferocemente, così disperatamente, che non me ne può venire bene: dico i dati fisici della vita, il sole, l’erba, la giovinezza; è un vizio molto più tremendo di quello della cocaina, non mi costa nulla, e ce n’è abbondanza sconfinata, senza limiti e io divoro, divoro… Come andrà a finire non lo so…”
(Racconto la mia vita, scheda autobiografica di Pier Paolo Pasolini)
E come poteva andare a finire il tentativo di ingabbiare in otto puntate di mezz’ora la vita e l’insegnamento di Pasolini, non lo sapevo nemmeno io quando ho iniziato questo lavoro. Dopo aver girato mezza Italia, da Roma alla provincia friulana, mi sono ritrovato con ore di registrazioni. Da Giovanna Marini a Silvio Parrello, detto Er Pecetto. Da Ascanio Celestini a Felice Accame. E poi Giuseppe Vacca, deputato del PCI per due legislature. La regista Francesca Archibugi e Roberto Chiesi, responsabile dell’Archivio Pasolini della Cineteca di Bologna. Flavia Leonarduzzi, presidentessa del Centro Studi Pasolini di Casarsa e Piero Colussi, che l’aveva preceduta in questo incarico. Le guide turistiche Gabriella Massa e Claudio Beltrame.
Simona Zecchi e Dario Pontuale, autori di due libri fondamentali per chi volesse approfondire la vita e l’assassinio di Pasolini (rispettivamente “Massacro di un poeta” e “La Roma di Pasolini”). Franca, abitante del quartiere Idroscalo sito a poche centinaia di metri da dove è stato trovato il corpo di Pasolini…
Da queste registrazioni abbiamo ricavato otto puntate che come fil rouge hanno le geografie (italiane) di Pasolini. Un grazie va all’attore Alex Cendron che ha letto le citazioni pasoliniane e a Remo Anzovino, dal cui cd “L’alba dei tram” (dedicato a Pasolini) abbiamo tratto le musiche. La regia è di Roberto Cirillo.
(Le fotografie sono di Bruno Zanzottera, agenzia Parallelo Zero)