
Pubblica | 09/02/2026
Pubblica di lunedì 09/02/2026Diritto, legge, carcere. Tre temi oggi a Pubblica. E tre ospiti. Ugo Mattei, giurista, autore di «La fine del diritto» (Feltrinelli 2025); Cinzia Sciuto, giornalista e saggista, direttrice di Micromega, rivista appena uscita con una monografia sul carcere; Niccolò Nisivoccia, avvocato, autore di «Le belle leggi. 7 esempi di buon diritto”(Laterza 2025). Occuparsi di diritto oggi, significa trattare di un oggetto che è sotto tiro, di un bersaglio che i leader autocrati in giro per il mondo (da Trump a Netanyahu, da Putin ad Erdogan, da Milei a Meloni, a Modi) tengono nel loro mirino. Non una bella posizione, mentre la forza si sostituisce sempre più al diritto. Inoltre, va ricordato che c'è un "diritto-vittima" e un "diritto-carnefice", se mi passate l’espressione sicuramente scorretta dal punto di vista della dottrina. Il primo – il "diritto-vittima", vittima dell’azione politica da stato autoritario – è quello scritto in decenni di relazioni internazionali rinate dal buio delle guerre mondiali della prima metà del Novecento. Il secondo, il diritto-carnefice, è quello fatto di norme usate come una clava sui diritti dei cittadini e delle cittadine. E’ un diritto che si mette al servizio di un’idea autoritaria di sicurezza. Un esempio su tutti: i pacchetti cosiddetti “sicurezza” del governo. Si tratta di norme che di fatto puntano a sfinire la partecipazione democratica a manifestazioni di dissenso. Non solo. Puntano ad esaurire, prosciugare, le risorse democratiche disponibili per un’opposizione al governo Meloni.
