Memos
liguori
20 aprile 2015
Principi fondamentali, articoli 10 e 11. Conversazioni sulla Costituzione. Con Lorenza Carlassare.

Siamo arrivati al decimo appuntamento di “Principi fondamentali. Conversazioni sulla Costituzione”. “Principi fondamentali” è un supplemento settimanale di Memos – ogni lunedì – dedicato alla Costituzione, in particolare ai suoi principi fondamentali, a quei primi 12 articoli della nostra Carta. Nella puntata di oggi ci occupiamo di due articoli – l’articolo 10 e l’articolo 11 – i cui principi sono direttamente collegati alle vicende di cui si sta discutendo in queste ore dopo l’ultima strage di migranti che si è compiuta nel mare Mediterraneo. L’ospite di oggi è Lorenza Carlassare, professoressa emerita di diritto costituzionale all’Università di Padova. La conversazione di oggi parte dal diritto d’asilo riconosciuto ai cittadini stranieri così come stabilito dall’articolo 10 della Costituzione. «Sul diritto d’asilo l’Italia non ha mai fatto ciò che doveva. Ricordo – racconta Carlassare – ciò che accadde dopo il golpe di Pinochet in Cile e la caduta di Allende. C’erano allora moltissime persone, cittadini cileni, che venivano perchè era loro impedito l’esercizio delle libertà democratiche. Loro, alcune decine di persone e non migliaia come accade oggi, erano detenuti in campi di prigionia, non potevano uscire: quindi non abbiamo mai mantenuto fede ai nostri principi nemmeno quando era possibile. Adesso la situazione è diventata molto peggiore, però in realtà i diritti non glieli abbiamo mai riconosciuti». Con la puntata di oggi di Memos si conclude il ciclo dedicato ai primi dodici articoli della Costituzione italiana. Non si chiude qui, invece, l’appuntamento con “Principi fondamentali”: abbiamo, infatti, deciso di proseguire con altre puntate – sempre di lunedì – per occuparci di quei principi importanti che si possono trovare nelle altre parti della Carta costituzionale (la libertà di espressione e la tutela del lavoro, solo per fare un paio di esempi). L’appuntamento è dunque per lunedì prossimo, 27 aprile!

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GLI ULTIMI PODCAST
05 giugno 2019
 
Memos di mer 05/06

I pilastri indeboliti della Repubblica. Il caso Palamara svela i vizi di una magistratura sfregiata dalla corruzione. L’autodenuncia del vicepresidente del Csm David Ermini che ieri ha parlato di “degenerazioni correntizie”, “traffici venali”, “giochi di potere” all’interno del mondo delle toghe. Memos ha ospitato Alberto Vannucci, politologo e studioso della corruzione all’università di Pisa; e Riccardo Di Vito, presidente di Magistratura Democratica. Chiude la puntata di oggi il messaggio di Dino Amenduni, docente di comunicazione politica dell’Università di Bari.

04 giugno 2019
 
Memos di mar 04/06

Pechino, la protesta e la strage di piazza Tienanmen 30 anni dopo. Furono centinaia, forse alcune migliaia, le vittime della repressione dell’esercito cinese. Di ufficiale sui morti tra gli studenti c’è sempre stato ben poco. Oggi, a distanza di 30 anni da quel 4 giugno 1989, le autorità cinesi rivendicano quel massacro. «E’ stata la scelta politica giusta» – ha detto il ministro della difesa Wei Fenghe – «da allora la Cina ha goduto di stabilità». A Memos Alessia Amighini, economista dell’Università del Piemonte Orientale e co-responsabile dell’Asia Centre dell’Ispi (Istituto di Studi di Politica Internazionale).

24 maggio 2019
 
Memos di ven 24/05

Gli strumenti della campagna elettorale. Social media, siti, manifesti, spot e trasmissioni. A mezzanotte si chiude, domenica si vota. Dino Amenduni, che insegna comunicazione politica all’università di Bari, fa un bilancio di questi ultimi mesi di caccia al voto, per le europee e per le amministrative. A seguire l’economista Alessandro Roncaglia con il suo “L’età della disgregazione” (Laterza, 2019), uno studio sul pensiero economico contemporaneo: dal retroterra classico (Smith, Ricardo, Marx) ai precursori (Keynes e Weber), dai giganti del secolo breve (von Hayek e Sfraffa) agli epigoni della sintesi neoclassica e dei neoliberismi.

23 maggio 2019
 
Memos di gio 23/05

23 maggio 2019: la memoria delle vittime delle stragi di Capaci e via D’Amelio e la storia “scabrosa e inquietante” (Roberto Scarpinato, pg di Palermo) dei processi, dalla trattativa stato-mafia al Borsellino-quater alla ‘ndrangheta stragista. Scarpinato invita a mettere da parte la “retorica di stato” che racconta le stragi come la vendetta mafiosa contro i giudici Falcone e Borsellino per il maxiprocesso degli anni ‘80. Va sostituita con una “storia per nulla semplice e rassicurante, anzi scabrosa e inquietante” come dimostra “la pluralità di risultanze probatorie che si vanno accumulando nei processi”. A Memos oggi riprendiamo il filo del racconto di Roberto Scarpinato (FQ online) e del cronista Saverio Lodato (antimafiaduemila.com), riproponiamo la nostra intervista a Nino Di Matteo del novembre scorso e torniamo su quanto accaduto questa mattina a Palermo, tra celebrazioni ufficiali (Vito Lo Monaco, Centro Pio La Torre) e non (Claudio Fava, commissione antimafia siciliana).

22 maggio 2019
 
Memos di mer 22/05

Il futuro che sfugge, la politica ridotta a governance e il capitalismo che non tramonta mai. E’ il quadro non rassicurante che emerge dall’intervento di oggi a Memos della filosofa Donatella Di Cesare e del sociologo ed economista Mauro Magatti. Siamo partiti da due articoli recenti scritti da Di Cesare (“Il fallimento del futuro”, Lettura, 5.5.19) e Magatti (“Solitudine e fatica di vivere: la nuova minaccia globale”, Corriere, 30.4.19) per concludere che oggi “c’è bisogno di solidarietà e responsabilità” (Di Cesare) e di una “idea relazionale di libertà” (Magatti). Servono entrambe per superare “la privatizzazione del futuro” (Di Cesare) e la individualizzazione delle vite (Magatti) che stanno mettendo a rischio la democrazia.

21 maggio 2019
 
Memos di mar 21/05

La punizione e la preghiera. Salvini ostenta minaccioso la sanzione pecuniaria sui salvataggi in mare e il rosario contro gli infedeli. Sono gli ultimi atti della propaganda prima del voto europeo del 26 maggio. Memos ha ospitato oggi lo storico, professore emerito alla Scuola Normale Superiore di Pisa, Adriano Prosperi.

17 maggio 2019
 
Europa, elezioni 2019 (4)

Come sta la democrazia in Europa? Quarta e ultima puntata del nostro ciclo in vista delle elezioni europee del prossimo 26 maggio. Qual è stata la missione della democrazia europea? Da un lato assicurare la pratica delle libere elezioni (dopo gli anni bui dei fascismi e dei totalitarismi) e dall’altro offrire le garanzie del welfare e dei diritti connessi al lavoro, come tentativo di compensare alcuni effetti negativi del capitalismo. Ma questa missione sembra essersi dimezzata. La crisi economica di questo ultimo decennio ha scavato solchi profondi nel tessuto sociale dell’Europa: le disuguaglianze sono cresciute, il welfare ha fatto passi indietro per i tagli ai bilanci pubblici, il lavoro ha perso per strada diversi diritti. E’ rimasta in piedi solo la pratica delle elezioni e per questa ragione la missione della democrazia europea ha perso pezzi importanti. Memos ne ha parlato con lo storico Marcello Flores e con il politologo Yves Mény (“Popolo, ma non troppo”, Il Mulino, 2019).

16 maggio 2019
 
Memos di gio 16/05

Fascismi e populismi. Federico Finchelstein, storico argentino che insegna alla New School for Social Research di New York, ha studiato per vent’anni il fascismo e il populismo. Li ha osservati in tutte le loro manifestazioni geografiche, dall’America Latina all’Europa agli Stati Uniti. E nel tempo: dal Novecento agli anni Duemila. Qual è la relazione tra fascismi e populismi? Il professor Finchelstein sostiene che nel ‘900 il populismo ha rifiutato di vedere il fascismo come un alleato, mentre i populisti di oggi sono più vicini alle idee del fascismo. Memos ha ospitato il professor Finchelstein autore del libro “Dai fascismi ai populismi” (Donzelli, 2019). Per lo storico argentino c’è una lunga storia di reazione alla democrazia costituzionale e parlamentare, di cui il fascismo e il populismo sono due capitoli. «Il fascismo – sostiene Finkelstein – è una forma di dittatura, razzista, dove la violenza è un elemento centrale della sua concezione del potere. Il populismo – che emerge dopo il 1945 – è invece un processo di riformulazione storica dell’esperienza fascista in chiave democratica». In questi ultimi anni, se pensiamo alle esperienze di Trump negli Stati Uniti di Salvini in Europa e di Bolsonaro in Brasile, il populismo ha assunto una nuova forma. Ad esempio, racconta Finkelstein, «è tornato alla concezione del popolo che aveva il fascismo, il popolo come etnos. Questi populismi ritornano a certi elementi che sono centrali non al populismo ma al fascismo».

15 maggio 2019
 
Memos di mer 15/05

Riace, Domenico Lucano e il processo. Tra quattro settimane, l’11 giugno, a Locri si svolgerà la prima udienza del procedimento giudiziario contro l’ex sindaco di Riace, l’autore di una politica dell’accoglienza diventata un modello. Abuso d’ufficio e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina sono i capi di imputazione. Lui, Lucano, da mesi gira l’Italia per perorare la sua causa – e quella di tantissimi altri – senza poter rimettere piede nella sua città. Memos oggi ha ospitato la giornalista Alessia Candito, per ripercorrere alcune tappe della vicenda giudiziaria; un sostenitore della causa di Lucano Maurizio Zavaglia; e il filosofo del diritto Mauro Barberis, per raccontare la posta in gioco nel processo in termini di principi e valori.

14 maggio 2019
 
Memos di mar 14/05

Torre Maura, Casal Bruciato. L’estrema destra neofascista dà voce al disagio delle periferie o le usa per le sue operazioni di propaganda “mediageniche? Ospite a Memos il sociologo Pietro Castelli Gattinara dell’università di Oslo che – insieme a due colleghi – ha scritto un documentato articolo sulla rivista online Il Mulino. Nel testo si decostruisce il luogo comune che descrive la destra neofascista come capace di interpretare il malessere sociale delle periferie. Ma non è così, dicono i tre ricercatori. Ospite di Memos anche David Bidussa, storico sociale delle idee, con cui – a partire da Casapound – abbiamo parlato del linguaggio del fascismo, del fascismo storico e di quanto ereditato fino ad oggi. Bidussa ha analizzato il linguaggio politico del fascismo e di Mussolini in un libro appena pubblicato “Benito Mussolini. Me ne frego” (Chiarelettere, 2019). Chiude la puntata il messaggio di Davide Mattiello, presidente della fondazione “Benvenuti in Italia” di Torino.

10 maggio 2019
 
Europa, elezioni 2019 (3)

Come sta la democrazia in Europa? Terza puntata del nostro ciclo in vista delle elezioni europee del prossimo 26 maggio. Se guardiamo all’Italia, ai fatti di questi giorni di Casal Bruciato, alla violenta aggressione dei rom, alla derisione delle vittime da parte di Salvini, se guardiamo a tutto questo dobbiamo concludere che la democrazia in Europa sta male. Occorrono riforme radicali. La sinistra è in grado di proporle? Memos ha ospitato Nadia Urbinati, docente di teoria politica alla Columbia University di New York. La professoressa Urbinati si occupa del pensiero democratico e liberale contemporaneo, delle teorie della sovranità e della rappresentanza politica. “Utopia Europa” è il titolo del suo ultimo libro (Castelvecchi, 2019). Ospite anche Colin Crouch, professore emerito all’Università di Warwick, in Gran Bretagna, ideatore all’inizio degli anni Duemila del concetto di post-democrazia. Ha pubblicato di recente “Identità perdute. Globalizzazione e nazionalismo” (Laterza, 2018).

09 maggio 2019
 
Memos di gio 09/05

Disinformazione elettorale. Quanto è diffusa la pratica delle fake news in campagna elettorale? Il leader del Pd Nicola Zingaretti ha denunciato una balla che sta circolando in rete da settimane: “il Pd, se vince le elezioni, chiederà una direttiva per ospitare 800 mila profughi libici”. Zingaretti si dice preoccupato: “la pratica delle fake news uccide la qualità della nostra democrazia”. Il leader del Pd esagera o le fake news sono un problema grave? Memos ha ospitato due studiosi: Sara Bentivegna, docente di sociologia della comunicazione all’Università La Sapienza di Roma, e Massimo Mantellini, pioniere dei blogger in Italia, studia e scrive di cultura digitale dalla metà degli anni ‘90. Di social network e politica ha parlato anche Giovanni Ziccardi, giurista informatico. Chiude la trasmissione con il suo messaggio Bruno Simili, vice-direttore della rivista Il Mulino.

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