
1975
Radio Popolare nasce il 24 dicembre 1975, quando la testata viene registrata al Tribunale di Milano. Le prime trasmissioni sono dell'anno successivo, con continuità da settembre/ottobre. In un primo tempo ci si appoggia alle frequenze di Radio Milano Centrale, l'emittente fondata da Mario Luzzatto Fegiz. Il direttore è Piero Scaramucci che ne scrive il progetto editoriale (Documento programmatico per una radio popolare) e si occupa di contattare le forze politiche e sindacali che devono sostenerla.

1976
Radio Popolare si installa nella sede di corso Buenos Aires 15 dove si trova il "Metrocubo", il microscopico studio di trasmissione. Si forma la Cooperativa di Radio Popolare: all'interno c'è quasi tutto l'arco della sinistra allora extraparlamentare, da Lotta Continua al Movimento Lavoratori per il socialismo, da Avanguardia Operaia al Partito di Unità Proletaria, ai quali si aggiunge la corrente lombardiana del PSI ma non il PCI. Del mondo sindacale fin da subito aderiscono la FIM CISL, poi i metalmeccanici della CGIL e della UIL nonché altri sindacati di categoria. La radio è retta da una Cooperativa con un consiglio di amministrazione composto da 16 membri: 12 sono eletti dai soci e 4 dai lavoratori della radio. Gli ascoltatori possono diventare soci sottoscrivendo una quota di 5.000 lire. In poco più di un anno i soci passano dai 60 iniziali a oltre 2.500. Il 7 dicembre, in occasione della prima della Scala, Radio Popolare si fa conoscere per la radiocronaca degli scontri in piazza tra forze di polizia e migliaia di giovani dei Circoli del Proletariato Giovanile. Una delle corrispondenti dal foyer del teatro è Camilla Cederna.

1977
Roberto “Nini” Briglia, già dirigente di Lotta Continua, assume la direzione della radio. Nata in contrapposizione all’informazione istituzionale, Radio Popolare dichiara di essere una radio di massa, non subordinata alla linea di una particolare forza politica o sindacale. Il palinsesto prevede dieci notiziari al giorno, il “Microfono aperto” (dove gli ascoltatori possono intervenire senza filtri o censure), la “Rubrica giovani” nel pomeriggio, il notiziario sindacale e le notturne. Collaborano collettivi di donne, di medici e giornalisti esteri. Si discute del movimento Punk. A dicembre si decide di uscire anche con una pubblicazione su carta, È “Il Giornale di Radio Popolare”. Il primo numero è di solo 8 pagine ma, come c’è scritto nell’editoriale di presentazione, “dagli articoli che troverete capirete perché siamo convinti che il giornale sia utile e sia un passo in più per la radio”. In onda Dario Fo parla agli ascoltatori. Nasce “Passati col rosso”, trasmissione condotta da Gino e Michele. C’è già una rubrica dedicata all’omosessualità e una trasmissione fatta da non vedenti. La radio si trasferisce nella palazzina di via Pasteur 7. Il 12 marzo le donne di Radio Popolare promuovono un incontro-festa che si svolge all’interno del Palalido. Come è indicato in un ciclostilato che lanciava l’iniziativa “lo scopo era quello di permettere a donne di diverse esperienze e di differenti età di incontrarsi, conoscersi e divertirsi insieme”. Per le feste di Natale si decidono le prime forme di finanziamento: un’agenda, un calendario e i palloncini di Radio Popolare. Il 31 dicembre viene organizzata la festa di San Silvestro al Palalido di Milano.

1978
Il 18 marzo due giovani del Centro sociale Leoncavallo, Fausto Tinelli e Iaio Iannucci, vengono assassinati solo due giorni dopo il rapimento di Aldo Moro. Radio Popolare fin dai primi minuti racconta la dinamica degli omicidi, le prime mobilitazioni e diventa il punto di riferimento per l’organizzazione dell’enorme corteo funebre che attraversa le strade del Casoretto. La radio non rinuncerà mai a cercare la verità e nel 1988 elabora un dossier curato dai redattori Umberto Gay e Fabio Poletti. Il “Giornale di Radio Popolare” continua le pubblicazioni e viene lanciata la prima campagna di abbonamento: 2.000 lire per ricevere 11 numeri. Il legame con la città di Milano viene costruito anche creando una rete di corrispondenti in ogni quartiere: da Dora della Bicocca a Mirko del Lorenteggio, da Beatrice di Dergano a Wanda di San Siro. Nel corso dell’anno si svolgono anche diverse assemblee di quartiere organizzate dalla radio. In onda arriva la prima trasmissione di poesia, la domenica con “La parola negata”, e una di musica popolare, con “Kunsertu” il venerdì sera. A giugno Radio Popolare diventa anche Teleradiopopolare: sul canale 31 UHF viene occupata la frequenza in attesa di capire e decidere cosa fare. Gino e Michele, a dieci anni dal ’68, vanno in onda con la trasmissione “Do you remember Sixtyeight?” quiz radiofonico a premi in cui i concorrenti erano ex sessantottini e voci ufficiali della radio, da Biagio Longo a Michele Cucuzza e Vera Montanari.

1979
L’anno si apre con la rivoluzione iraniana che depone lo Shah Reza Pahlavi. Il potere viene preso dall’ayatollah Khomeini che rientra dall’esilio in Francia. Radio Popolare segue l’evento con i collegamenti dell’inviato Carlo Panella, in condivisione con il quotidiano Lotta Continua, che racconta il crollo del regime. Nini Briglia, primo direttore della radio, lascia e al suo posto arriva Biagio Longo che resterà alla guida fino al 1985. Il 7 aprile i leader di Autonomia Operaia e Potere Operaio vengono arrestati dal giudice padovano Pietro Calogero con l’accusa di terrorismo. Nei giorni successivi la radio viene occupata da alcuni militanti di Autonomia Operaia, che leggono in onda i loro comunicati, ma nel "Microfono aperto" che segue vengono contestati dagli ascoltatori. Prima delle elezioni politiche anticipate di giugno alcuni redattori, con il microfono nascosto, raccolgono in confessionale le indicazioni di voto fornite da sacerdoti di chiese di Milano. La Sony mette in vendita in Giappone il primo walkman. Viene fatto un primo sondaggio sui soci della radio: il 60% hanno meno di 30 anni. Il 30% sono impiegati, il 17% operai e sindacalisti e il 15% studenti. In onda c’è una trasmissione che si chiama “L’asta”: gli ascoltatori offrono degli oggetti ad un prezzo stabilito, da lì si sviluppa un’asta in radio e la differenza va a finanziare la radio. Fra cause per la gestione delle frequenze e tentativi di creare una tv prosegue il progetto di Teleradiopopolare che però non decolla per problemi economici. Vanno in onda ogni sera un film, un notiziario e poi di nuovo il film.

1980
È l’anno delle stragi e del boicottaggio. Il 27 giugno viene abbattuto sui cieli di Ustica un aereo DC9 dell’Itavia (81 morti) e il 2 agosto la bomba alla stazione di Bologna uccide 85 persone. A luglio alle Olimpiadi di Mosca 65 nazioni boicottano i Giochi. Nascono in radio due trasmissioni che faranno storia: "Radio Shaabi" (radio Popolare in arabo), il primo settimanale radiofonico in lingua araba per immigrati, e "L'Altro Martedì", programma dedicato al mondo gay e lesbico: una delle sue prime interviste è allo scrittore Pier Vittorio Tondelli che aveva appena pubblicato Altri libertini. L’autunno nelle fabbriche è molto caldo. A Torino a settembre comincia il blocco dei cancelli della FIAT che sarà sconfitto dalla “marcia dei 40.000”, i quadri dell’azienda contrari al blocco dell’attività. A giugno lo stadio Meazza viene invaso da decine di migliaia di appassionati di reggae per il concerto di Bob Marley. Nasce “Ciao bella”, trasmissione culturale femminista che sarà in onda per quasi vent’anni. Il progetto di Teleradiopopolare termina con la vendita della frequenza, troppo oneroso per le scarne casse della Radio di quegli anni portare avanti anche una TV. Nelle edicole arriva un nuovo quotidiano pubblicato da Rizzoli: è “L’occhio” diretto da Maurizio Costanzo. In radio Gino e Michele vanno in onda con “L’orecchio”, magazine radiofonico di umanità varia. La sigla viene scritta dalla coppia di conduttori che la girano a Enzo Jannacci chiedendogli di musicarla. Jannacci lo fa ma il brano non andrà mai in onda perché il cantante decide di farne una sua canzone e un album che viene pubblicato proprio nel 1980 con il titolo “Ci vuole orecchio”.

1981
All’inizio di giugno il dirigente dell’Alfa Romeo Renzo Sandrucci viene rapito dalle Brigate Rosse. Si scatena il dibattito sulla linea della fermezza e la diffusione dei comunicati delle BR. Radio Popolare decide di farlo e quando 50 giorni dopo Sandrucci viene liberato, il dirigente dell'Alfa Romeo telefona alla radio per ringraziarla. Va in onda "Radio 2/3" trasmissione sui diritti dei carcerati con testi scritti dai detenuti di San Vittore. Inizia il primo abbozzo di network con dieci emittenti che in Lombardia decidono di trasmettere in simultanea i notiziari di Radio Popolare. Per capire cosa sta accadendo in Polonia va in onda "Radio Solidarnosc”, trasmissione che utilizza informazioni provenienti dal sindacato di Walesa e dagli esuli polacchi. A novembre nasce "Crapapelata", trasmissione partecipata, inventata, immaginata, sognata dai bambini che ha formato generazioni di ascoltatori e ascoltatrici di Radio Popolare.

1982
In un mondo in cui la parola animalista non esisteva ancora, Radio Popolare decide di mettere in onda una trasmissione dedicata agli animali. Si chiama “Umani e non umani”. A Beirut arrivano i contingenti italiano, francese e statunitense come forza d'interposizione fra le milizie libanesi, i fedayn dell'Olp e l’esercito israeliano: ciò non impedisce la strage di migliaia di civili palestinesi nei campi profughi di Sabra e Chatila. Per i mondiali di calcio, vinti dalla nazionale di Bearzot, Radio Popolare organizza in due cine-teatri milanesi (Anteo e Cristallo) le proiezioni su schermo gigante delle partite trasmettendo per radio le reazioni del pubblico. Si scopre che anche in Francia sono in grado di fare musica rock con la nascita della trasmissione “Franrock”.

1983
Nasce "Ubik", rotocalco di attualità, cultura e spettacoli. Il nome arriva da un’idea di Ivano Gladimiro Casamonti, grande fan di Philip K. Dick. Si ristruttura la Cooperativa, che ha migliaia di iscrizioni non realmente gestibili. Il numero dei soci viene ridotto a sessanta (metà sono lavoratori e metà esterni). La Cooperativa affida la gestione della radio per sei anni a una Srl di cui detiene la metà delle quote, l'altra metà è di Fim-Cisl, DP, PdUP, di esponenti della sinistra socialista e di un privato. Parallelamente - e non senza conflitti - si ristrutturano gli assetti interni di RP, che da luogo eminentemente militante aspira a diventare luogo di lavoro: la redazione comincia a strutturarsi per ruoli e competenze specifiche. La musica d’autore, in collaborazione con il Premio Tenco, arriva in radio, dove in realtà albergava già, con una trasmissione specifica: “Mondine e mondane”. “L’Altro Martedì" irride le telenovelas che hanno tanto successo in TV a metà degli anni ’80 ideando una serie radiofonica dall’esotico nome di “Cunsciada De Pedra”.

1984
A giugno muore, dopo un’agonia di 4 giorni, uno dei più grandi leader del Partito Comunista Italiano, Enrico Berlinguer. In quei giorni Radio Popolare raccoglie con cronache dalle fabbriche e dalle sezioni del PCI i timori e le emozioni della base del partito. Fa scalpore la lunga intervista telefonica che Umberto Gay realizza con il fascista fondatore di Avanguardia Nazionale Stefano Delle Chiaie, latitante da 17 anni. La passione calcistica si manifesta in tutti i suoi aspetti con la trasmissione "Bar Sport", specchio raffinatamente grossolano della comunicazione tra tifosi: Sergio Ferrentino negli anni successivi recluterà tre ascoltatori che diventeranno poi la Gialappa's Band. Durante la finale del festival di Sanremo Radio Popolare canta in diretta le parodie dei testi delle canzoni in gara: un'altra idea che farà scuola. Nasce "Metroregione", notiziario regionale e “Rotoclassica”, programma settimanale, rigorosamente in diretta, di informazione sulla musica classica.

1985
A gennaio Milano viene sepolta dalla più grande nevicata del secolo (forse anche del millennio) che blocca la città. Attraverso Radio Popolare si discute e si forniscono i consigli in onda su come sopravvivere all'emergenza. Nasce "Borderline", la satira radiofonica in quello che oggi si chiama driving time e allora era il tardo pomeriggio. Lo conduce Sergio Ferrentino con Massimo Cirri e Ivano G. Casamonti: come tradizione alcuni ascoltatori particolarmente dotati diventano personaggi-simbolo del programma. Dopo anni di sostanziale silenzio tornano a farsi sentire gli studenti: il movimento del 1985 si fa conoscere e dialoga con i suoi coetanei nel resto d'Italia attraverso la trasmissione "Aula Magna" che diventa anche il megafono delle iniziative studentesche che spesso vengono annunciate e i cui protagonisti sono convocati in trasmissione. In Unione Sovietica c’erano i piani quinquennali, Radio Popolare per cinque anni fa scoprire la cultura e la musica russe con "Vaghe stelle dell'orso". L’ideologico quotidiano è oggetto di analisi e valutazione con “La Caccia”, trasmissione settimanale di Felice Accame e Carlo Oliva che andrà in onda ogni domenica per quasi vent’anni. Radio Popolare lascia la storica sede di via Pasteur 7 e si trasferisce nel centro di Milano, in piazza Santo Stefano 10. Sergio Serafini diventa amministratore.

1986
L’Italia scopre il primo flusso di migranti e, con esso, anche le leggi che al posto di essere inclusive sono repressive. Radio Popolare, con CGIL, CISL e UIL, decide di organizzare un appuntamento di suoni, colore, cibo e musica: è la prima edizione di “Extrafesta”. Biagio Longo lascia la direzione di Radio Popolare e la radio. A guidare RP ci sono i quattro caporedattori: Bruna Miorelli, Paolo Hutter, Umberto Gay e Marcello Lorrai. Questo è l’anno dei mondiali di calcio e "Bar sport" inaugura la radiocronaca delle partite. La trasmissione vince il primo premio della storia dell'emittente: il "David Campbell Harris per il futuro della comunicazione". Fabio Poletti per due ore intervista nel supercarcere di Voghera Francesca Mambro, esponente dei NAR e condannata per la strage di Bologna. Nasce “La sacca del diavolo”, trasmissione di musica acustica, musica etnica, musica tradizionale popolare, di cultura popolare, dai paesi e dai popoli del mondo condotta da Giancarlo Nostrini.

1987
Renato Vallanzasca, autore di numerose rapine, omicidi e sequestri di persona e protagonista della cronaca nera della Milano degli anni ’70, evade durante un trasferimento a Genova. Raggiunta Milano, contatta Umberto Gay a cui rilascia un’intervista che gli aveva promesso durante l’udienza di un processo. In quell’occasione sottrae la patente a Fabio Poletti e se ne serve durante la latitanza. Contrastata la nomina a direttore di Andrea Rivas, economista cileno, dirigente di Unidad Popular, esule in Italia dopo il golpe del ‘73. Rivas viene affiancato dai vicedirettori Paolo Hutter, Marcello Lorrai e Bruna Miorelli. La trasmissione "Borderline" dà vita al "BorderTrophy", grande caccia al tesoro radio-guidata di 24 ore che coinvolge migliaia di ascoltatori divisi in equipaggi di quattro persone. Nasce la trasmissione "Notturnover" che racconta quello che succede a Milano la sera: spettacoli, teatro, cinema e musica con collegamenti in diretta e ospiti in studio. Sempre Umberto Gay incrocia sotto la sede di piazza Santo Stefano Franco Freda, esponente della destra eversiva e coinvolto nella strage di piazza Fontana. Lo invita in radio e raccoglie una sua intervista. Nel primo anniversario dell’incidente alla centrale di Chernobyl, grazie anche a Radio Popolare si forma una catena umana antinucleare che unisce la centrale atomica di Caorso all’aeroporto militare San Damiano vicino a Piacenza.

1988
È il ventennale del ‘68 e Radio Popolare il 13 marzo evoca per un'intera giornata “Sussurri e grida” di un'ipotetica radio libera di allora, anche grazie a molti protagonisti di quel periodo che recitano se stessi: da Oreste Scalzone a Luigi Bobbio, da Vittorio Foa a Luigi Manconi. La seconda edizione di "BorderTrophy" prevede come prova un corteo modello '68 in San Babila con eskimo e bandiere rosse. Armando Cossutta, che passa casualmente, s'inserisce tra i cordoni e dichiara: "Ho visto tanti giovani con le bandiere rosse: era da tanto tempo che non si vedevano". Inizia la trasmissione “Scuolabrodo” nel cui nome, in una crasi creativa, si unisce il messaggio della formazione con le pessime condizioni delle strutture scolastiche contro cui manifestano in piazza gli studenti. Alcuni tra i migliori scrittori italiani (Andrea De Carlo, Nanni Balestrini, Aldo Busi e altri) si cimentano in "Romanzo invisibile", radio-romanzo a puntate con testi scritti e a volte letti da loro. Grazie alla nascita della trasmissione "Reggae Radio Station" si scopre che la musica reggae non è solo Bob Marley. La collocazione della domenica notte non è mai cambiata e alla guida c’è sempre Vito War.

1989
Cresce la capacità dei collegamenti dall'estero: dal Cile che finalmente va alle urne dopo la dittatura di Pinochet alla Cina di piazza Tien An Men; da Gerusalemme a Managua, da Parigi a Berlino. Particolare attenzione per l'Europa dell'est: il corrispondente da Praga trasmette dalle facoltà occupate; il corrispondente da Berlino, Walter Rahue, a novembre racconta in diretta il crollo del Muro. Da Palermo arrivano le prime notizie sul nascente movimento studentesco della Pantera. In autunno Andrea Rivas lascia la direzione e il coordinamento editoriale passa ai tre vicedirettori Marcello Lorrai, Sergio Ferrentino e Danilo De Biasio. La Cooperativa, scadendo il contratto di affitto alla Srl, progetta una SpA che ridimensiona il peso delle forze politiche e si fonda sull’azionariato popolare.

1990
Dopo la caduta del muro di Berlino dell’anno prima si cercano di capire i grandi cambiamenti nell'Est europeo. Radio Popolare lo fa con la trasmissione "Popolarest", basata sui programmi in italiano delle radio ufficiali dei Paesi che appartengono al Patto di Varsavia. Per assicurare il dialogo fra gli studenti in lotta, Radio Popolare organizza l'assemblea permanente radiotelefonica della Pantera grazie a "Scuolabrodo". Nasce Errepi SpA, la società per azioni che da quel momento gestisce la radio: il 1° maggio prende il via la campagna di azionariato popolare. È subito successo: in sei mesi oltre diecimila azioni sono acquistate da ottomila persone. Si consolidano così le basi per l'indipendenza economica anche dalle forze politiche e sindacali, presupposto per l'indipendenza editoriale.

1991
Nella notta fra il 16 e il 17 gennaio scade l’ultimatum dell’Onu e inizia l’operazione Desert Storm e l’attacco contro l’IRAQ di Saddam Hussein. Michelino Crosti in collegamento dal consiglio comunale di Milano informa l’aula che sospende i lavori e ascolta per qualche minuto la cronaca dal telefono del redattore. Radio Popolare racconta in diretta la guerra del Golfo e diventa punto di riferimento per chi si batte a favore della pace. Una non stop di settecento ore dà voce ad angosce, paure e speranze di migliaia di ascoltatori. Grazie ai redattori di lingua araba si ascoltano le reazioni dai media del Medio Oriente. Ad agosto il tentativo di colpo di stato in Russia contro il Capo dello Stato Gorbaciov è seguito in diretta grazie alla gente che manifesta a Mosca contro i golpisti. Memorabile la diretta, in collegamento con la radio della "Casa Bianca" di Mosca, dal parlamento russo nella notte dell'assedio. Radio Popolare lancia un nuovo sistema di finanziamento: l'abbonamento. Ciascun ascoltatore è invitato a versare una cifra (almeno 10.000 lire al mese) a sostegno della radio, da prelevare dal proprio conto corrente attraverso l'addebito automatico. “Calibano e Romina” porta quotidianamente la musica trash sulle frequenze di Radio Popolare (e non c’è neanche una rivolta degli ascoltatori).

1992
La radio lascia il centro di Milano e da piazza Santo Stefano trasloca in un ampio seminterrato in via Stradella 5. Si struttura il primo nucleo di collegamenti stabili con altre radio, l'embrione di quello che diventerà Popolare Network. I notiziari vengono mandati in onda in contemporanea da Radio Città del Capo di Bologna, Controradio di Firenze, Radio Verona Popolare, Radio Popolare di Brescia, Radio Città Futura di Roma. Si sviluppa "L'abbonaggio" come forma di finanziamento degli ascoltatori alla radio. Ad aprile in occasione delle elezioni politiche (le ultime in cui vincerà la Democrazia Cristiana) Radio Popolare decide di ironizzare seriamente sui candidati alle elezioni con la trasmissione "Sottovotospinto". Piero Scaramucci lascia la Rai e torna a dirigere la radio che aveva fondato nel 1976. Resterà direttore per dieci anni. Come prima scelta rafforza i notiziari del mattino, come seconda promette di rinunciare a tutti gli spot elettorali una volta raggiunta quota settemila abbonamenti. Obiettivo raggiunto e promessa mantenuta. Per i 500 anni dalla conquista delle Americhe Radio Popolare racconta con un ciclo di trasmissioni, “Frammenti americani”, celebrazioni, contro celebrazioni e le culture distrutte dai conquistadores. È l'anno in cui esplode Mani pulite: Radio Popolare annuncia per prima l'avviso di garanzia a Bettino Craxi mentre l'agenzia Ansa tace a lungo e i telegiornali diffondono la notizia attribuendone la paternità a Radio Popolare. Comincia la saga de "Il mistero del vaso cinese", radiogiallo a puntate scritto da Carlo Oliva, Massimo Cirri e Sergio Ferrentino. Ogni mese Linus pubblica le puntate con i disegni di Danilo Maramotti.

1993
Il giorno dell'Epifania mille ascoltatori accorrono in via Stradella per comprare le azioni di Radio Popolare. Fra maggio e luglio la stagione delle bombe (la strage di via dei Georgofili a Firenze e quella di via Palestro a Milano) tenta di condizionare il passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica. Il 27 luglio, otto minuti dopo lo scoppio dell'ordigno in via Palestro, Radio Popolare inizia la diretta sull'attentato: telefonano i testimoni, poi i cronisti. Pippo Baudo dirà: "... e mentre quelli di corso Sempione (la sede milanese della Rai) dormivano. Radio Popolare trasmetteva in diretta dal luogo dell'attentato". Si inaugura l’ “Abbonaggio strong”: dieci giorni di campagna abbonamenti in cui si sospendono quasi tutte le trasmissioni ordinarie e si crea un grande happening radiofonico. Radio Popolare entra a far parte del gruppo di lavoro di AMARC Europe (emittenti europee dell'Associazione Mondiale delle Radio Comunitarie). Esce il primo CD di Radio Popolare: Raccolta differenziata, raccolta delle sigle e dei jingle più amati.

1994
Alle elezioni del 27 marzo vince il Polo delle Libertà guidato da Silvio Berlusconi. Nella coalizione è presente Alleanza Nazionale-MSI che porta al Governo un partito di estrema destra esterno all’arco costituzionale. Con uno strappo alla regola, secondo la quale non si aderisce a iniziative politiche, Radio Popolare partecipa alla manifestazione nazionale del 25 aprile a Milano, enorme anche perché rappresenta la prima risposta alla vittoria delle destre. Dall'alba alla notte cinquanta cronisti animano una gigantesca diretta che diventa anche una sorta di guida per i trecentomila manifestanti. La trasmissione sarà premiata dall'unione Nazionale Cronisti, e Nanni Balestrini ne farà un libro (Una mattina ci siam svegliati, Baldini & Castoldi, Milano 1995). Per i mondiali di calcio negli Stati Uniti "Bar Sport" organizza la visione delle partite con le radiocronache al Pala Trussardi, che per l'occasione viene ribattezzato “Palacucco”. Complessivamente transitano dal palazzetto circa 100.000 persone. In autunno le dirette delle manifestazioni contro il governo Berlusconi sono un evento nazionale realizzato con 70 cronisti di tutto il network e uno studio centrale al Circo Massimo per seguire il milione e mezzo di manifestanti. I notiziari locali vanno in onda negli orari dei regionali Rai, in competizione diretta. Nasce “From Genesis to Revelation” settimanale di musica progressive. La radio segue l’assedio di Sarajevo e la guerra in ex Yugoslavia con la trasmissione “In campo” condotta da Cecilia Di Lieto.

1995
I primi mesi del governo Berlusconi confermano le peggiori preoccupazioni per le scelte economiche e la libertà d'informazione. Gli azionisti di Radio Popolare crescono a 13.000, gli abbonati superano i 12.000. Si fa sistematicamente musica in diretta: dallo Studio 4 interpreti di classica e contemporanea, cantanti famosi e la stagione dei "Pomeriggi Musicali". Prende il via la trasmissione “Liberi gruppi” che dà spazio ai gruppi musicali emergenti a tre condizioni: brani propri, non aver pubblicato dischi, età media 30 anni.
Da maggio il segnale di Radio Popolare è irradiato in tutta Europa grazie al satellite. Si allarga il network con Radio Flash a Torino e Radio Base nel Veneto. "Rassegna stampa" e "Microfono aperto" sono trasmessi in rete nazionale da varie radio del network grazie ai collegamenti con linee ISDN. A Ferragosto l'annuale “Cortilparty” deborda: 4.000 persone fanno festa in tutta via Stradella dal primo pomeriggio a sera inoltrata portando cibi e bevande che vengono condivisi in un grande happening. Moni Ovadia con il suo Dybbuk è la prima uscita di Arpa, collana di cd in collaborazione con Sensible Records.
Da maggio il segnale di Radio Popolare è irradiato in tutta Europa grazie al satellite. Si allarga il network con Radio Flash a Torino e Radio Base nel Veneto. "Rassegna stampa" e "Microfono aperto" sono trasmessi in rete nazionale da varie radio del network grazie ai collegamenti con linee ISDN. A Ferragosto l'annuale “Cortilparty” deborda: 4.000 persone fanno festa in tutta via Stradella dal primo pomeriggio a sera inoltrata portando cibi e bevande che vengono condivisi in un grande happening. Moni Ovadia con il suo Dybbuk è la prima uscita di Arpa, collana di cd in collaborazione con Sensible Records.

1996
La radio compie vent’anni e li festeggia con un logo dedicato e un concorso fotografico. Per l’occasione torna, in edizione speciale, il "BorderTrophy". Per gli Europei di calcio si rinnova la magia del “Palacucco” al PalaTrussardi, con "Bar Sport". Nasce il sito internet di Radio Popolare. La Lega a settembre organizza la cerimonia dell’ampolla dalle sorgenti del Po a Venezia: Radio Popolare segue in gommone la manifestazione e, grazie ai corrispondenti sguinzagliati sulle rive del fiume, riesce a descrivere la modesta entità della partecipazione. Nasce il "ritocco": l'invito agli ascoltatori già abbonati ad aumentare il proprio contributo alla radio ad almeno 150.000 lire all'anno. La Rai non trasmette in diretta le serate del Club Tenco: lo fa Radio Popolare. Muove i primi passi "Patchanka", trasmissione che fa sentire ottima musica, fra interviste e, novità per l'Italia, mini-Live nei propri studi. La domenica la musica si alterna alla lettura con “Camera a Sud”.

1997
"Piovono pietre" di Alessandro Robecchi, rubrica di commenti critici e satirici sull'attualità sociale, politica e di costume accoglie gli ascoltatori al risveglio. A marzo Radio Popolare promuove la campagna “Spegniamo Milano” per oscurare la città in occasione della notte della cometa Hale-Bopp. Il 25 aprile una bomba danneggia la sede del Consiglio comunale di Milano, alla vigilia delle elezioni amministrative. Poche ore dopo una donna lascia all'ingresso di Radio Popolare una borsa che - si scoprirà dopo - contiene una copia inoffensiva della bomba e la rivendicazione di Azione Rivoluzionaria. Gli inquirenti identificheranno la donna sequestrando la videocassetta del nostro impianto di videosorveglianza. Prima edizione de "Il Banco di Garabombo", esperimento di commercio equo e solidale, nato dalla collaborazione con la Cooperativa Chico Mendes e la Cooperativa Librerie in piazza. Il 1997 è l’anno dello spegnimento della frequenza dei 101.500 Mhz.

1998
Rifondazione comunista ritira l'appoggio al governo Prodi: prima, durante e dopo questa scelta, dai microfoni di Radio Popolare emerge tutta la drammaticità del dibattito a sinistra. In agosto si tiene a Milano, ospitato da Radio Popolare, il settimo convegno mondiale delle radio comunitarie: è la prima volta che l'organizzazione di un convegno dell’Amarc (l’Assemblea Mondiale degli Autori delle Radio Comunitarie) è affidata a un'unica emittente. L’estate spinge a stare all’aperto e una volta alla settimana ascoltatrici e ascoltatori si ritrovano in piazza San Fedele a Milano. Guidati dallo studio da Silvia Turin e Cristiano Valli si scatenano in giochi di squadra radioguidati: è nata “Come trottole”. Per finanziare la radio ci si inventa di tutto: cercando di imitare Mao nello Yang-Tse si organizzano alla piscina Cozzi di Milano le “100 vasche per gli abbonamenti”.

1999
Per tutti i settantasette giorni della guerra contro la Serbia Radio Popolare apre ogni notiziario scandendo il numero delle ore passate dal primo bombardamento Nato sull'ex Yugoslavia. La giunta milanese di centro-destra lancia lo slogan "Milano fa bene" e il 25 settembre la radio risponde con un happening notturno al Parco Nord. 5.000 ascoltatori si radunano e puntano le loro torce elettriche verso il cielo in modo da comporre la gigantesca scritta "Milano fa male", che, fotografata da un satellite, viene poi diffusa via internet. Il 12 dicembre, 30° anniversario della strage di piazza Fontana, l'intera giornata è dedicata al racconto con i protagonisti di allora: una ricostruzione storica, sociale, culturale, politica che si guadagna il "Premiolino". Nasce "Sansone, l’arruffapopoli" trasmissione quotidiana satirica a caccia di curiosità e indignazione.

2000
È l’anno dell’ultimo (per ora) trasloco. Dallo scantinato di via Stradella a giugno Radio Popolare entra nella sua prima sede di proprietà: i 2000 metri quadri di via Ollearo 5. Nuove attrezzature (si passa al digitale) e un auditorium da 99 posti che viene intitolato a Demetrio Stratos. L'impegnativa operazione è finanziata anche attraverso l'operazione “Mattonaggio” con l’acquisto da parte degli ascoltatori di un simbolico mattone, che va a comporre un enorme mosaico (posto sulla parete esterna della nuova sede) concepito da Emilio Tadini. A dicembre Radio Popolare sbarca sul satellite "in chiaro": in tutta Europa e Nord Africa con una semplice parabola è possibile ascoltare le trasmissioni. In una società italiana dove si diffonde sempre più l'equazione "immigrazione uguale criminalità" la Radio organizza "Extrafestival" rassegna della canzone italiana cantata da cittadini immigrati. Nasce “Chassis” rubrica settimanale di cinema e cultura cinematografica.

2001
Annus Horribilis: Berlusconi vince le elezioni amministrative e politiche, a Genova si tiene un tragico G8, l’11 settembre vengono colpite le Torri gemelle a New York e a ottobre scoppia la guerra in Afghanistan. Durante il G8 Popolare Network trasmette soprattutto da Genova. Gli inviati raccontano i trecentomila del movimento e documentano la violenza della repressione. Per molti manifestanti la radio è una bussola preziosa per orientarsi e sfuggire alle aggressioni delle forze di polizia. Quando nella notte scatta il brutale assalto alla scuola Diaz, i giornalisti del Network sono sul posto, e, in una drammatica diretta, riescono a dare subito la misura della gravità dell'accaduto. Radio Popolare riceve due premi: il Mosaico della Solidarietà e la Medaglia d'oro di Benemerenza civica (l'Ambrogino) di Milano. Dedichiamo l'Ambrogino a Driss Moussafir, il cittadino del Marocco morto nell'attentato di via Palestro del 1993 a cui il Comune non aveva voluto concedere nessun riconoscimento.

2002
Dopo dieci anni, Piero Scaramucci lascia la direzione. Il consulente del Ministero del Lavoro Marco Biagi viene ucciso dalle "nuove" Brigate Rosse. Gino Fasulo fa schiantare il suo aereo contro il grattacielo Pirelli, sede della Regione Lombardia: la nostra diretta verrà premiata dal Gruppo Cronisti Lombardi con la targa "Cronista dell'anno". Il Senato assegna il Premio Passetti a Popolare Network per la copertura del G8 di Genova. A Firenze, per il primo Forum Sociale Europeo, concluso da un'enorme manifestazione pacifista, lavora una redazione composta da giornalisti delle radio di Milano, Firenze, Bologna, Carrara, Taranto e Venezia. Lo studio viene allestito alla Fortezza da Basso utilizzando anche la sede di Controradio. I Mondiali di calcio in Giappone e Corea del Sud vengono raccontati da “Nippocampo”: radiocronisti diventano gli ascoltatori delle nazioni in campo, ciascuno di loro parlando la propria lingua.

2003
La direzione di Ivan Berni dura da marzo a novembre. Il coordinamento editoriale viene assunto da Massimo Rebotti e Gianmarco Bachi. Il 15 febbraio, per una delle più grandi mobilitazioni pacifiste mai viste, Radio Popolare non si limita a una lunga diretta con collegamenti da tutto il mondo: 15.000 ascoltatori disegnano un gigantesco simbolo della pace all'ex Ospedale psichiatrico Paolo Pini. Dal 19 marzo fino all'ingresso delle truppe statunitensi a Baghdad Radio Popolare è in diretta 24 ore su 24 con notizie, testimonianze, commenti e confronti sulla guerra. A giugno 10.000 persone affluiscono al "Bye Bye Ciro Summer Party", la prima festa di "Sansone". Durante la serata viene lanciata l'operazione “Digital Medio”: migliaia di ascoltatori appongono l'impronta digitale del proprio dito medio per protestare contro la legge Bossi-Fini. Nascono tre nuovi programmi: "Zagorà", quotidiano di idee, cultura e società, "Esteri", magazine di notizie dal mondo e il "Microfono aperto serale".

2004
Massimo Rebotti diventa direttore di Radio Popolare. Nasce "Sherazade", storie e ricordi di persone e luoghi, di letteratura e astronomia, di fumetti e animali, che vengono raccontati direttamente dagli ascoltatori. Comincia "Il Tenero Giacomo", manuale radio-diffuso di sopravvivenza urbana, per condividere esperienze, interessi e saperi, dotato di una redazione virtuale fondata sugli ascoltatori. Radio Popolare si prepara al 60° Anniversario della Liberazione realizzando sette trasmissioni sugli eccidi nazifascisti compiuti nel 1944. Dalla Spagna appena colpita dagli attentati, Radio Popolare racconta la mobilitazione della società civile che non crede alle bugie del governo Aznar. Dalla Palestina racconta la scomparsa di un protagonista del XX° secolo: Yasser Arafat. La trasmissione "Vanity Blair" ironizza sui tic radical chic mentre “Tre uomini in barca”, d’estate, raccoglie i diari di viaggio in presa diretta dei nostri ascoltatori.

2005
L'Italia si appassiona alle primarie e Popolare Network ha decine di inviati che raccontano la voglia di partecipazione. Si appassiona molto meno ai referendum sulla fecondazione assistita e Popolare Network la Radio racconta la vittoria dell’astensionismo sponsorizzato dal Vaticano. Scoppiano le bombe a Londra, il ministro Sarkozy accende le rivolte delle banlieues: eventi molto diversi che costringono a fare i conti con i modelli multiculturali che collassano. Per la prima volta l’ "Olly Party” si arrende al grande caldo: l'appuntamento di Ferragosto è posticipato alla sera e si sposta al fresco dell'ex Ospedale psichiatrico Paolo Pini. Cambia la griglia dei giornali radio che diventano più numerosi e più ricchi di corrispondenze e interviste. Radio Popolare organizza il convegno internazionale "La radio: un mass media democratico". Nuovo riconoscimento: il Premio Passetti va a Jurij Bogogna e Lorenza Ghidini per gli speciali sul 60° Anniversario della Liberazione.

2006
Il movimento delle donne teme la cancellazione della legge sull'aborto e decide di "Uscire dal silenzio": Radio Popolare permette all'enorme corteo femminista di Milano del 14 gennaio di dialogare con il contemporaneo presidio di Roma a favore delle unioni di fatto. Per festeggiare il suo trentesimo compleanno Radio Popolare prepara diverse iniziative: un concorso per il logo del trentennale, un ciclo di trasmissioni per riascoltare i momenti più significativi della nostra storia, un'edizione di tre giorni di “Extrafesta”. Escono due libri su Radio Popolare: Ma libera veramente, edito da Kowalski, e Vedi alla voce Radio Popolare, edito da Garzanti. Nel frattempo, Errepi SpA diventa comproprietaria (al 40%) di Radio BBS, l'emittente che lotta da anni per il suo diritto a trasmettere su Roma. “Crapapelata” vince il Premio Città di Sasso Marconi per il "miglior progetto di comunicazione indirizzato agli adolescenti e ai giovani”.

2007
A coronamento della sua consueta attenzione alle condizioni dei detenuti, la radio si conferma partner di “San Vittore Sing Sing” l'iniziativa che porta all'interno delle carceri milanesi musicisti e artisti (in quell’anno tra gli altri Africa Unite, Daniele Silvestri e Almamegretta+Raiz). La trasmissione “Jalla! Jalla!”, che si propone di "raccontare mondi sociali diversi, i loro territori e di ascoltare buona musica", diventa un appuntamento quotidiano per tutto il network. Massimo Rebotti dopo tre anni di direzione rinuncia a un secondo mandato. La responsabilità editoriale passa a Michele Migone, Gianmarco Bachi e Danilo De Biasio. Antonella Mascali ottiene il Premio Cronisti Guido Vergani per la sua intervista all'ex boss della n'drangheta Morabito. A dicembre la tragedia della ThyssenKrupp di Torino uccide sette operai e ripropone il problema della sicurezza sul lavoro, tema, purtroppo, costante nelle cronache di Radio Popolare. Gianmarco Bachi e il professor Di Stefano danno il via alla lunga avventura del “Giorno delle locuste”.

2008
Per ricordare il 30° anniversario della morte di Fausto e Iaio, Radio Popolare organizza una trasmissione speciale dalla Triennale di Milano, dove è ricostruito lo studio di trasmissione di quegli anni nell'ambito della mostra "Annisettanta. Il decennio lungo del secolo breve". Danilo De Biasio diventa direttore di Radio Popolare. Il paese svolta a destra con la vittoria di Berlusconi e Fini alle elezioni politiche. Sfidando i luoghi comuni Radio Popolare chiede agli italiani di andare a vedere la partita Italia-Romania nel campo nomadi di via Triboniano: per molti una giornata indimenticabile. A Radio Popolare va il premio "don Luigi Di Liegro per il giornalismo e la ricerca sociale". A Michele Crosti l'Ambrogino d'oro per il suo lavoro di cronista municipale: lo dedica a Enzo Biagi a cui i partiti di destra continuano a rifiutare il riconoscimento. Grande successo per la serata-tributo a Fabrizio De André: sul palco i protagonisti delle sue canzoni: giudici, carcerati, prostitute.

2009
Inizia il primo mandato alla presidenza degli Stati Uniti di Barack Obama e sono molte le speranze nel primo Presidente nero della storia. Nell'anno delle trans, delle escort e della separazione di Berlusconi, Radio Popolare preferisce parlare d'altro. Racconta con grande rispetto, ma senza fare sconti a nessuno, il terremoto del 6 aprile dell'Aquila e le sue distruzioni: la trasmissione “Tenda 6”, realizzata da un campo di sfollati, vincerà il premio Sasso Marconi. Gli attacchi del governo sul caso Englaro, la giovane in coma da 17 anni, scatenano i nostri ascoltatori che, quando muore Eluana, scriveranno centinaia di messaggi al padre. Il 31 marzo l’ennesima tragedia del mare coinvolge quasi 200 migranti che spariscono nel Mediterraneo. Il Governo risponde con le pratiche di respingimento collettivo informale. Ad aprile viene aperta la pagina FaceBook di Radio Popolare. Per uscire dalla crisi che colpisce la Radio i lavoratori rinunciano a una parte dello stipendio.

2010
Errepi SpA e la Cooperativa Radio Popolare danno una svolta al Network: la situazione politica e sociale, le esigenze di informazione indipendente di alto livello sono le motivazioni alla base di questa scelta. Dopo la positiva esperienza di Radio Popolare Roma si vuole consolidare e ampliare il Network. “La Banda", trasmissione della coppia Bachi-Pestalozza, si trasferisce - non solo metaforicamente - sul tetto, in solidarietà con le lotte per il lavoro e un futuro migliore. A gennaio parte la trasmissione sull’arte “I girasoli” di Tiziana Ricci. In autunno un sostanzioso cambio di palinsesto: dalle 7.30 alle 9.30 di mattina l'informazione si arricchisce di news, interviste e reportage. Dalle 12.40 alle 13.00 arriva la rassegna stampa internazionale. A inizio novembre un gruppo di estremisti di Cuore Nero si presenta in via Ollearo con lo striscione: “Un fascio non ha prezzo, per tutto il resto c’è Radio Popolare”.

2011
La prima a incendiarsi è l’Algeria, poi arrivano Tunisia, Egitto, Libia e Siria. Sono le “primavere arabe”. Una delle trasmissioni che le ha seguite maggiormente è “Alaska”, il programma di Marina Petrillo. E a maggio, al Carroponte, “Extrafesta” ospita il cantante algerino Cheb Khaled. La città di Milano vira a sinistra, dopo 18 anni, con la vittoria di Giuliano Pisapia su Letizia Moratti. La campagna elettorale è un turbine di emozioni con Radio Popolare che racconta tutte le fasi fino alla vittoria al ballottaggio. Nanni Balestrini dedica a questo periodo e al racconto che ne fa la radio, il suo secondo libro: Liberamilano. A luglio in un attentato terroristico l’estremista di destra Anders Breivik uccide 77 persone sull’isola di Utøya in Norvegia: molti di questi erano giovani di sinistra impegnati in un seminario di formazione. Ketty Passa e Gianpiero “Jam” Kesten danno la voce alla nuova canzone per la campagna abbonamenti.

2012
La Radio punta non solo a parlare di alimentazione naturale e biologica ma avvicina i produttori ai consumatori organizzando “Popogusto” un po’ trasmissione e un po’ mercato al Teatro Litta di Milano. All’inizio dell’anno la battaglia della Val Susa contro la TAV si fa sempre più accesa e sono costanti e continui i servizi e i collegamenti nelle trasmissioni informative “Localmente mosso” e “Popline”. Il 29 marzo Danilo De Biasio lascia la direzione. Dall'11 aprile 2012 La responsabilità editoriale passa a un gruppo composto da Luigi Ambrosio, Gianmarco Bachi, Massimo Bacchetta, Lele Liguori e Marina Petrillo. Per la campagna abbonamenti autunnale torna nel cortile della radio la "Fiaba per Radio Popolare" che Emilio Tadini aveva dipinto per noi. Il confronto fra i candidati alle primarie del centrosinistra in vista delle elezioni regionali, Alessandra Kustermann, Andrea Di Stefano e Umberto Ambrosoli, si fa a Radio Popolare.

2013
Marina Petrillo, Massimo Bacchetta e Raffaele Liguori dal 1° febbraio sono i nuovi direttori di Radio Popolare. Marina è la prima co-direttrice di RP. Alle elezioni politiche il PD di Bersani “arriva primo ma non vince”. Il racconto prima e dopo il voto viene fatto dalla trasmissione "Qualcosa di sinistra" che cerca di scoprire pensieri e pratiche utili. Per il 40° anniversario del golpe contro Allende in Cile, la radio produce "Ascolta, Cile", una serie di trasmissioni speciali con collegamenti giornalieri con Santiago. Alla morte di Nelson Mandela, Radio Popolare onora per giorni con parole, musica e interviste la memoria di uno degli uomini simbolo delle battaglie di libertà del Novecento. In estate con Ira Rubini decolla “Cult” con il suo racconto di cultura e spettacoli. L’auditorium Demetrio Stratos si apre al pubblico degli ascoltatori con la trasmissione “Vogliamo anche le rose” che, fino al 2017, al mercoledì sera proporrà una serie di film documentari. A ottobre vedono la luce due trasmissioni: “Il demone del tardi” che dà la sveglia con Gianmarco Bachi e “Sunday Blues” con la coppia Facchini-Gattuso che, la domenica sera, cercano di rallegrare la conclusione del fine settimana.

2014
Il 16 maggio Marina Petrillo, Massimo Bacchetta e Lele Liguori lasciano la direzione di Radio Popolare. La reggenza viene affidata fino a gennaio 2015 a Michele Migone. A cento anni dalla Prima guerra mondiale viene lanciato il progetto crossmediale "Autista moravo", esperimento riuscito di trasmissione di divulgazione storica, 25 puntate che si sviluppano nel mese di luglio e descrivono uno dei più sanguinosi e cruenti conflitti della storia. L'intero ciclo di trasmissioni viene anche pubblicato su una chiavetta usb. La trasmissione “Ecco noi presempio” organizza il torneo dei film antifascisti: lo vince Roma città aperta di Roberto Rossellini. Alle elezioni europee di maggio il PD di Matteo Renzi supera il 40% dei voti, miglior risultato di sempre di un partito di centro-sinistra in Italia. Ma è una vittoria agrodolce: in molti paesi europei si affacciano, con buoni risultati, i partiti di destra. A settembre si torna a parlare di animali con la nuova trasmissione “Considera l’armadillo”.

2015
Siamo all’anno in cui si cambia sia a livello di direzione editoriale che amministrativa: Catia Giarlanzani prende il posto di Sergio Serafini come amministratrice delegata mentre Michele Migone, dopo il periodo di reggenza, diventa direttore. Milano non vuole dimenticare le stragi nel Mediterraneo, il 14 febbraio con sindacati e associazioni Radio Popolare organizza un flash mob con centinaia di cittadini che, con lenzuoli bianchi, riempiono il centro della Galleria Vittorio Emanuele. Per il 70° Anniversario della Liberazione Radio Popolare fa parlare protagonisti e testimoni, riscopre luoghi ed episodi, ripropone le musiche di allora con la trasmissione “Radio Milano Liberata”. Tutte le puntate sono riproposte in una chiavetta usb, in accoppiata con il ciclo di trasmissioni di “Memos” dedicate alla Costituzione. Insieme ad Anpi, Arci e Insmli Radio Popolare propone di festeggiare la Liberazione ballando: aderiscono in tantissimi con più di 200 feste, da Buenos Aires a Carloforte. Il 24 dicembre ascoltatrici e ascoltatori invadono piazza Gae Aulenti a Milano per dare inizio ai festeggiamenti dei 40 anni della Radio.

2016
Dopo Giuliano Pisapia si cerca il nuovo Sindaco, e il confronto delle primarie del centrosinistra è su Radio Popolare. Presenti i quattro candidati: Francesco Balzani, Antonio Iannetta, Pierfrancesco Majorino e Giuseppe Sala. A fine gennaio scompare in Egitto il giovane ricercatore Giulio Regeni. Il suo corpo viene trovato dopo un mese. Radio Popolare è fra le prime a chiedere verità e giustizia per Giulio. Per i suoi 40 anni Radio Popolare si trasforma in “Storia Popolare”, trasmissione che ripercorre i primi quattro decenni della radio, e, a giugno, all’ex Ospedale psichiatrico Paolo Pini, c’è la prima edizione di “All You Need Is Pop”, una tre giorni di festa fra concerti (Eugenio Finardi e Levante), dibattiti e iniziative. A settembre Daniele Silvestri e gli Afterhours cantano insieme sul palco del Carroponte a Sesto San Giovanni in un concerto organizzato dalla Radio. La lunga notte della prima elezione di Trump alla presidenza degli Stati Uniti diventa una lunga diretta che si prolunga anche il giorno successivo. Il mondo cambia, Radio Popolare lo racconta.

2017
Uno dei motti della radio è “Nel mio paese nessuno è straniero”. Il 20 maggio 100.000 persone invadono Milano per una manifestazione, sostenuta da Radio Popolare, la cui parola d’ordine è: “Insieme senza muri”. Per la campagna abbonamenti si invitano gli ascoltatori in radio a “#Fareradiopopolare” assistendo alle riunioni e alle trasmissioni. In aprile Berlusconi cede il Milan a una cordata cinese. Il rossonero Fausto Bertinotti, intervistato da RP, ironizza dicendo che “non gli dispiacerebbe un Milan con il distintivo di Mao”. Vittorio Agnoletto e Alessandro Braga, conduttori della trasmissione “37 e 2” raccolgono in un libro bianco, che viene presentato a dicembre, le magagne della sanità lombarda. Proseguono i viaggi di Radio Popolare e nel 2017 si riesce ad organizzarne uno in Palestina e uno in Iran. Oggi sarebbe molto difficile se non, forse, impossibile.

2018
A marzo ci sono le elezioni politiche e il Movimento 5 Stelle, superando il 32% dei voti, è il primo partito del Paese. Da lì arriveranno i Governi prima giallo-verde e poi giallo-rosso. A settembre la trasmissione del mattino di informazione locale “Snooze” raddoppia e va in onda in due orari. Sempre di informazione si parla con gli approfondimenti di “Radar”, fascia informativa dell’ora di pranzo condotto da Alessandro Principe. In occasione del 25 aprile, in esclusiva e su concessione dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri, viene pubblicata sul sito della radio la mappa di Milano del corpo volontari della libertà in vista della presa della città nel 1945. Poi la sera, dopo la manifestazione, si festeggia il raggiungimento dei 2000 nuovi abbonati all'Arco della Pace trasmettendo “Partigiani in ogni quartiere”. Michele Migone termina il 18 ottobre il suo mandato triennale di Direttore ma resta come reggente fino a fine anno.

2019
Per il 2019 viene preparato un calendario impreziosito dalle foto di Milano di Gabriele Basilico, dopo che nei due anni precedenti era stato illustrato da immagini di Uliano Lucas e di Mario Dondero. Per la direzione della Radio si torna a un periodo di reggenza che vede impegnati Claudio Agostoni, Massimo Bacchetta, Lorenza Ghidini e Chawki Senouci. Il 25 febbraio si tiene all'Auditorium Mahler di Milano una “Festa del Ringraziamento” rivolta agli ascoltatori, ma soprattutto agli abbonati e ai tesserati, che hanno sostenuto e sostengono costantemente Radio Popolare. È l’estate in cui Matteo Salvini fa saltare il Governo giallo-verde di Giuseppe Conte che risorge a settembre, come l’araba fenice, facendo nascere il governo giallo-rosso. L’11 settembre Radio Popolare perde uno dei suoi fondatori e una sua colonna portante per gran parte della sua storia: muore Piero Scaramucci che lascia un grande vuoto tra i redattori, i collaboratori e gli ascoltatori della Radio.

2020
Il 2020 è stato e sarà sempre indissolubilmente legato alla pandemia del Covid. Nella fase iniziale, in cui non si sapevano i drammi che avrebbe portato, per sdrammatizzare viene organizzato in onda un “Radio-quiz della zona rossa” fra Codogno e Casalpusterlengo. Poi il lockdown e i contagi sconvolgono anche la vita di Radio Popolare fra trasmissioni che vengono sospese per assenza giustificata dei conduttori e difficoltà a coprire i turni del giornale radio. Molte trasmissioni vanno in onda con un conduttore in studio e l’altro o gli altri collegati da casa (è un nuovo modo di fare radio). Viene ridotta al massimo la presenza nella sede di via Ollearo. Disma Pestalozza con la trasmissione “A casa con voi” accompagna le serate forzatamente casalinghe di ascoltatori e ascoltatrici creando una comunità radiofonica. Anche il 25 aprile è particolare, non si sfila ma si canta Bella Ciao dai balconi. Il 2020 porta via due voci storiche di RP: Raffaele Masto e Letizia Mosca. Il 7 dicembre Vittorio Agnoletto e la trasmissione “37 e 2” ricevono l’Ambrogino d’Oro di Milano.

2021
Il 1° gennaio porta il nuovo Direttore di Radio Popolare: è Alessandro Gilioli, arriva dall’Espresso ma in gioventù aveva già frequentato la radio come redattore. L’inizio del 2021 è scoppiettante anche per l’assalto al Campidoglio, il 6 gennaio, dei sostenitori di Trump mentre il Congresso sta ratificando l’elezione di Joe Biden alla presidenza. In onda in quel momento c’è “Sunday Blues" che trasforma la trasmissione in una lunga diretta su quello che succede a Washington. Fra febbraio e marzo, a un anno dallo scoppio della pandemia di Covid, il podcast “Andrà tutto bene” ricostruisce e fa un primo bilancio su quello che è stato uno degli eventi principali del secolo. Il palinsesto di settembre offre alcune novità: Florencia Di Stefano-Abichain al mattino con “Caffè nero bollente”, il ritorno del microfono aperto con “Tutto scorre” di Massimo Bacchetta, a pranzo Ale e Disma con “Poveri ma belli” e nel tardo pomeriggio “Muoviti muoviti” con la coppia Facchini-Gattuso.

2022
La mattina del 24 febbraio le truppe russe entrano in territorio ucraino. È la guerra. Già minacciata nei giorni e nei mesi precedenti, esplode in un’Europa che stenta a capire e a reagire. Dopo la pandemia e dopo due anni di assenza si torna a fare la festa “All You Need is Pop” all’ex Ospedale psichiatrico Paolo Pini. La ripresa è soft, con gli eventi concentrati tutto in un giorno, fra il faccia a faccia dei direttori Gilioli e Mentana (La7) sulla guerra e i concerti degli Arpioni e di Cristina Donà, il cantante Pacifico che si presenta come romanziere e la silent-disco che non manca mai. Per l’occasione viene prodotta una maglietta che riprende l’immagine che era impressa sulla prima tessera di Radio Popolare a metà degli anni ’70. All’inizio di settembre per “All You Need is Live” sul palco del Carroponte suonano per Radio Popolare Daniele Silvestri, Bandabardò & Cisco e i Ministri.

2023
Il 20 febbraio viene organizzata nel cortile della sede di via Ollearo la serata “Fra teatro e borsch” dalla tipica zuppa ucraina, cucinata da quattro donne che hanno dovuto lasciare il loro paese dopo l’invasione russa. A marzo una serata speciale per i 50 anni del Teatro dell’Elfo con l’idea di ricreare lo spirito di una tipica riunione collettiva anni ’70. A settembre rientra dagli Stati Uniti, da dove spesso aveva collaborato con varie trasmissioni musicali, Elisa Graci che torna in onda su RP con “Playground”. Alessandro Gilioli annuncia che il suo mandato di Direttore di Radio Popolare si chiuderà il 31 dicembre. In attesa di decidere la nuova direzione viene costituita una reggenza a tre con Lorenza Ghidini, Michele Migone e Chawki Senouci. Il 7 ottobre l’attacco a Israele di Hamas, nei giorni successivi la reazione dell’esercito di Netanyahu. Fin dall’inizio la narrazione di Radio Popolare racconta una realtà diversa da quella descritta dagli altri media.

2024
Dal 5 marzo Lorenza Ghidini è la nuova direttrice di Radio Popolare. È la prima donna che riveste questo ruolo. La radio decide di aumentare il rapporto con il suo bacino di ascolto in FM e da aprile iniziano una serie di giornate, sul tema “Falla con noi”, in cui si va in onda dai capoluoghi della Lombardia, con qualche incursione fuori regione come Novara e Piacenza. Da quest’anno la radio diventa uno dei soggetti cui è possibile donare il 5x1000 secondo il motto: "Se non lo fai per nessuno, fallo per noi". Fra luglio e agosto per le Olimpiadi estive di Parigi 2024 torna il racconto ironico ma puntuale di “Podi Podi”. Alla fine di giugno saluta una delle più longeve trasmissioni della Radio: “L’Altro Martedì”, la trasmissione LGBTQ+ con le voci dei protagonisti del movimento omotransgender, che è stata in onda per ben 44 anni. Il palinsesto di settembre porta la novità, all’apertura delle trasmissioni, di “Presto presto” con Cinzia Poli e Claudio Jampaglia.

2025
A gennaio torna una rubrica sportiva in onda. Si tratta di “Highlights!” lo sport attraverso le sue storie, dalle grandi imprese ai personaggi. Per tutto l’anno il racconto di quello che succede nella striscia di Gaza è una costante dei GR e delle trasmissioni di RP. Si fa sempre più strada quel termine, genocidio, che prima pronunciavano in pochi e, man mano che passa il tempo viene riconosciuto dalla comunità internazionale. A marzo non manca la presenza, come ogni anno, della postazione di Radio Popolare a “Fa la cosa giusta!” la grande fiera nazionale del consumo etico. Per l’80° Anniversario della Liberazione il 25 aprile ANPI e Radio Popolare organizzano un concerto al Teatro alla Scala. Il palinsesto di settembre porta qualche piccola novità come la trasmissione della domenica sera "Sudedoss" con Matteo Villaci e Gaia Grassi.
A metà dicembre iniziano i festeggiamenti per i 50 anni dalla nascita della Radio. Dal 12 inizia una lunga staffetta, denominata 50 e 50, prima virtuale in giro per il mondo e poi reale, da vari angoli del bacino di ascolto fino alla sede della radio, che porta, domenica 14 dicembre, con un corteo di ascoltatori e redattori all'inaugurazione della mostra fotografica dei primi 50 anni di Radio Popolare alla Fabbrica del Vapore.
A metà dicembre iniziano i festeggiamenti per i 50 anni dalla nascita della Radio. Dal 12 inizia una lunga staffetta, denominata 50 e 50, prima virtuale in giro per il mondo e poi reale, da vari angoli del bacino di ascolto fino alla sede della radio, che porta, domenica 14 dicembre, con un corteo di ascoltatori e redattori all'inaugurazione della mostra fotografica dei primi 50 anni di Radio Popolare alla Fabbrica del Vapore.
