veneto fronte skinhead

Aggressioni fasciste, è tempo di reagire

mercoledì 29 novembre 2017 ore 16:09

Dopo l’aggressione squadrista dei nazifascisti del “Veneto Fronte Skinhead” -l’irruzione a una riunione della rete antirazzista “Como Senza Frontiere“, la lettura di un comunicato e la registrazione di un video imposti con la forza dell’intimidazione– le Istituzioni, lo Stato, devono fare una cosa: reagire e reprimere.

La Digos di Como ha denunciato alcuni degli assalitori per violenza privata, e questa è una buona notizia.

Auspichiamo che sia solo il primo passo.

I fascisti sono grande in crescita, nelle loro formazioni più disparate: si prendono le piazze, diventano protagonisti dei media, hanno successo sui social network, ottengono crescente consenso politico nelle urne e tra i giovani.

Anche le formazioni più estremiste e radicali, da Casapound a Forza Nuova al Veneto Fronte Skinheads, sentono che le loro posizioni vengono via via sdoganate dalla politica cosiddetta ufficiale, quella presentabile che, a partire dall’immigrazione, usa parole che un tempo sarebbero state tabù. Un esempio soltanto: la “sostituzione etnica” di cui parla Salvini.

I fascisti e i nazisti si sentono sempre più forti, a fronte della timidezza e dei timori di chi dovrebbe dare risposte decise e di una propaganda incessante che crea terreno fertile tra l’opinione pubblica.

Per questa ragione, la denuncia della Digos a Como è necessaria ma non sufficiente.

Occorre un’azione rapida della magistratura. Occorre una presa di posizione del Ministero dell’Interno. Occorrono leggi più severe e l’applicazione senza indugi delle leggi e dei regolamenti esistenti.

Ma tutto questo non sarà sufficiente se non ci saranno, allo stesso tempo, una reazione della politica e una reazione sociale che si oppongano alla propaganda e alla violenza fasciste. In queste ore, mentre gli investigatori denunciano gli appartenenti a Veneto Fronte Skinhead, il sindaco di Como, Mario Landriscino, eletto come indipendente in una lista di centrodestra a forte influenza leghista, tace. A denunciare rimangono l’Anpi, la Cgil, il Pd e le altre formazioni di sinistra. Soli, con il rischio di rimanere isolati.

Aggiornato venerdì 01 dicembre 2017 ore 13:48
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