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accoglienza negata

La guerra del sindaco di Oggiono a tre profughi

giovedì 21 settembre 2017 ore 17:48

Lo scorso autunno aveva minacciato di fare le barricate, durante l’estate ha emanato un’ordinanza contro l’accoglienza diffusa e ha scelto di tenere il comune che amministra fuori dal sistema nazionale dello Sprar. Roberto Ferrari è un giovane sindaco della Lega NordOggiono è un comune in provincia di Lecco con novemila abitanti e qui porta avanti a suo modo la battaglia contro l’invasione, che nel comune lecchese si traduce nell’arrivo di tre richiedenti asilo.

Si è dovuta mettere in mezzo la Prefettura di Lecco, che dopo aver chiesto al sindaco di fare la propria parte come previsto dal piano di ridistribuzione provinciale, ora ha dato il via libera all’ospitalità di tre persone. Saranno accolte in un appartamento gestito dalla cooperativa Itaca, sindaco permettendo. Ferrari non ci sta, promette battaglia e annuncia “sanzioni e guai grossi”. L’ordinanza fatta in estate prevede fino a 15mila euro di multa per chi ospita profughi e richiedenti asilo senza rispettare le regole restrittive imposte dal sindaco. Sono quelle ordinanze anti-accoglienza bocciate recentemente dalla prefettura di Milano. Annunciate dal capo della Lega Salvini a fine agosto, si stanno materializzando in diversi comuni amministrati dal Carroccio. È la sfida leghista allo Stato: ostacolare e rendere difficile l’ospitalità a colpi di burocrazia.

Ogni tentativo di dialogo con il sindaco è stato inutile”, ha spiegato la direttrice della cooperativa Itaca Silvia Rumi alla Provincia di Lecco. “Cerchiamo sempre la migliore collaborazione possibile con le amministrazioni locali, ma con il sindaco di Oggiono ogni tentativo è stato vano”. La coop ha anche incontrato Ferrari in Comune, ma è servito solo a far ribadire al sindaco l’indisponibilità ad accogliere migranti. Tenendo ferma la regola fissata dal Governo di assegnare tre richiedenti asilo ogni mille abitanti a Oggiono ne potrebbero arrivare ventisette, ma per fare la guerra all’invasione ne bastano tre.

Aggiornato lunedì 25 settembre 2017 ore 16:34
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