il caso K-Flex

Accordo con l’amaro in bocca

domenica 14 maggio 2017 ore 11:55

135 voti favorevoli, 35 contrari. L’assemblea dei lavoratori della K-Flex ha deciso così di accettare la proposta di mediazione e incentivazione economica indicata dal giudice del tribunale di Monza all’udienza dell’11 maggio.

La proposta, già accettata dall’azienda, prevede 8 milioni di euro da dividere in maniera uguale tra i 187 lavoratori licenziati. Si conclude così, dopo 110 giorni di presidio nel piazzale davanti alla.fabbrica di Roncello, in provincia di Monza e Brianza, la lotta dei lavoratori della K-Flex.

Una lotta iniziata subito dopo l’annuncio dell’azienda di voler licenziare 187 lavoratori per spostare la produzione in Polonia. Non per crisi o per mancanza di commesse, ma solo per maggior profitto. E questo nonostante i milioni di euro di contributi pubblici utilizzati negli anni dalla famiglia Spinelli, proprietaria dell’azienda. Lunedì pomeriggio al tribunale di Monza verrà sottoscritto l’accordo. Poi il presidio cesserà.

“Resta – dicono i lavoratori- la richiesta al governo di intervenire con una legge che vincoli i finanziamenti allo sviluppo dell’occupazione nel nostro paese”. E resta l’esempio di una lotta contro un’ingiustizia portata avanti con determinazione e coraggio.

Lele Liguori ha intervistato Antonio, uno dei lavoratori che in questi mesi ha partecipato alla vertenza K-Flex

Ascolta l’ìintervista

kflex antonio

 

Aggiornato lunedì 15 maggio 2017 ore 18:57
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