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I 50 migranti al Palasharp di Milano

martedì 20 settembre 2016 ore 06:25

“Dove hai dormito ieri notte?”

“Stazione Centrale”.

“E dove vorresti dormire domani?”

“Germania”.

Pantaloni della tuta blu, felpa col cappuccio nero, somalo, 23 anni. Vorrebbe andare in Germania e sa che la frontiera svizzera è quasi chiusa. “Ma passeremo” dice.

Alle 20 di lunedì sera sono una trentina, alle 22 una cinquantina i migranti che hanno dormito nel tendone esterno all’ex Palasharp di Milano. Lo stesso tendone dove il venerdì pregano un centinaio di fedeli musulmani, e che venerdì dovrà essere pulito e sistemato per riconsegnarlo alla preghiera.

Un tendone con il pavimento coperto di tappeti, sopra, srotolati, una cinquantina di sacchi a pelo. Qui si dorme e basta. La mattina colazione preparata dai City Angels, che hanno avuto in gestione la struttura dal Comune di Milano, e poi ciascuno per la propria strada. Qualcuno lascerà Milano per cercare di superare il confine, qualcun’altro tornerà a dormire all’aperto, qualcun’altro ancora tornerà a dormire qui dentro al tendone.

50 persone hanno passato la notte qui, il numero che l’amministrazione vorrebbe mantenere anche nei prossimi giorni. Tutti uomini, non ci sono né donne né bambini. Intercettati nella zona dell’Hub di via Sammartini in zona stazione Centrale, portati qui con i pulmini di Progetto Arca.

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Una soluzione provvisoria che più provvisoria di così non si può. Ma nella Milano delle 3.600 persone ospitate in centri strapieni, evidentemente serve anche questo.

Con il buio, poco dopo le 20, arrivano anche una quindicina di membri del comitato Caserma Montello ai milanesi. Sono qui per partecipare alla trasmissione di Rete 4 “Dalla vostra parte”, chiamati dalla redazione a interpretare e inscenare “l’incazzatura dei cittadini” contro l’arrivo dei profughi. Tra loro anche uno dei portavoce del comitato, Tullio Trapasso, già responsabile del movimento dei forconi 9 dicembre e candidato alle ultime comunali nella lista di destra di Nicolò Mardegan, alleata di Casapound.

Arriva anche l’assessore al welfare Pierfrancesco Majorino, parla con i City Angels, controlla il tendone, scambia qualche parola con i migranti. Poi prova a raccontare quanto sta facendo Milano per l’accoglienza davanti alle telecamere di Rete 4, nel giorno della lettera del sindaco Sala al governo Renzi, davanti a chi non vuole i migranti alla Caserma Montello. Rumoreggiano, ma nessuno sembra accorgersi di loro.

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No profughi e telecamere

No profughi e telecamere

 

Aggiornato mercoledì 28 settembre 2016 ore 15:56
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