nuove destre

La Lega è diventata la casa dei nuovi fascisti

venerdì 13 maggio 2016 ore 10:38

Con le elezioni comunali di Milano la Lega Nord di Matteo Salvini inaugura ufficialmente il nuovo corso lepenista e nazionalista. Una Lega che può tenere al suo interno senza imbarazzo, e imponendoli agli alleati, personaggi provenienti dalla destra neofascista più estrema, che a Milano si chiama Lealtà e Azione.

E’ da questa organizzazione che proviene Stefano Pavesi, il candidato al Municipio 8 imposto dalla Lega alla coalizione di centro destra guidata da Stefano Parisi, di cui stiamo raccontando da giorni. “Sono un patriota che vuole difendere i più bisognosi tra i miei compatrioti, se questo è essere fascista lo sono” ha detto Pavesi al Corriere della Sera. “C’è da essere orgogliosi di fare parte di Lealtà e Azione”. E infatti nel giro di poche ore è arrivato il sostegno pubblico, via facebook, dei militanti del gruppo, con alcuni endorsement di particolare peso, come quello degli Hammerskin, l’ala estrema di Lealtà e Azione, l’èlite internazionale di naziskin nata a Dallas nel 1988 attorno al Ku Klux Klan. Uno dei loro leader milanesi, Stefano Del Miglio, ha scritto sulla sua bacheca facebook: “E così la campagna elettorale a Milano del 2016 ha come unico tema il fascismo e l’antifascismo, tema di grande attualità tra l’altro. Bé comunque io sto con Pavesi! ‪#‎iovotopavesi‬ ‪#‎difendizona8‬”. Messaggi simili sono stati scritti sulle pagine facebook di altri Hammerskin milanesi.

Stefano Del Miglio è noto alle cronache per essere stato nel 2004 tra i protagonisti dell’assalto al centro sociale Conchetta di Milano, dove decine di attivisti del centro e passanti vennero accoltellati e picchiati, e per cui arrivarono dieci condanne per tentato omicidio e lesioni volontarie. Tra i condannati anche Del Miglio, 4 anni in primo grado per tentato omicidio, poi passati in secondo grado a meno di due per lesioni volontarie. Oggi, Del Miglio e gli Hammerskin, sostengono Pavesi attraverso Lealtà e Azione e la Lega.

LA GALASSIA DI ONLUS E ASSOCIAZIONI

Attorno a Lealtà e Azione gravitano una decina di associazioni: Bran.Co Onlus, Associazione Memento, Lupi delle Vette, I Lupi danno le Zampe, Una Voce nel Silenzio, Wolf of the Ring, Gruppo Alpha e altre. Alpha è il gruppo studentesco di Lealtà e Azione di cui Pavesi è stato portavoce in occasione dell’aggressione fatta da militanti di destra a studenti dei collettivi di sinistra. Fu Pavesi a raccontare la loro versione ai giornali, in contrasto con “la spedizione punitiva contro studenti di sinistra” raccontata da chi stava studiando all’interno della biblioteca centrale dell’Università Statale di Milano.

Queste associazioni rappresentano la faccia presentabile del movimento, quelle che mobilitano volontari contro la pedofilia, a difesa delle famiglie italiane in difficoltà, nel ricordo dei morti della Repubblica di Salò, nella difesa dei cristiani perseguitati del mondo. Queste associazioni servono da collettore per finanziare le attività del gruppo e sono state usate per accreditarsi alle istituzioni. Tentativi quasi sempre naufragati, persino il consiglio regionale a maggioranza di centro destra revocò il patrocinio a un torneo di calcetto organizzato da Lealtà e Azione attraverso l’associazione Bran.Co Onlus. Oggi lo stesso centro destra gli apre la porta delle istituzioni, come si comporterà alla prossima richiesta di patrocinio?

Questa “galassia nera”, come l’ha definita l’Osservatorio Democratico sulle Nuove Destre, si muove principalmente tra le province di Milano, Monza e Pavia. A differenza di Casapound o Forza Nuova, non hanno fondato un partito, ma cercano consenso attraverso attività “culturali, storiche e ludiche”. A loro si deve la diffusione delle band nazirock e l’organizzazione dei raduni che ogni anno suscitano polemiche e indignazione tra le forze democratiche e antifasciste. Un modo di ricercare consenso diverso dalle più note organizzazioni della destra estrema italiana, e che oggi, nella Lega, trova nuova casa.

“Prendendo in prestito la definizione di Casapound di fascisti del terzo millennio, definirei Lealtà e Azione come i nazisti del terzo millennio”, ci aveva detto Elia Rosati, collaboratore dell’Università Statale di Milano e studioso delle destre europee. “Parlo dei loro riferimenti ideologici, culturali e storici, e dalla capacità che hanno di sdoganare, mascherandola, la loro origine”.  L’alleanza tra Lega Nord e Lealtà e Azione sorprende? “No –  diceva ancora Rosati – anche se in passato sono stati più vicini agli ex di Alleanza Nazionale come Marco Osnato”.  Quando Osnato era dirigente Aler, l’azienda di Edilizia Pubblica della Lombardia, Lealtà e Azione ottenne a trattativa privata la vecchia sede di viale Brianza 20. Osnato venne poi condannato in primo grado per appalti Aler truccati.

LA VICINANZA LEGA-NEOFASCISTI

Non sorprende, quindi, la vicinanza tra la galassia della destra estrema e la Lega Nord. In questi anni sono stati innumerevoli i dibattiti organizzati da Lealtà e Azione a cui hanno partecipato politici della Lega: Mario Borghezio, Davide Boni, Max Bastoni, ma anche l’attuale candidato alla presidenza del Municipio 8 Igor Iezzi. La novità è l’aver portato Lealtà e Azione dentro la Lega Nord.

Una strategia non solo milanese, interessante ad esempio anche il caso di Gallarate, nel varesotto, dove è stata Forza Nuova a confluire nella lista emanazione della Lega.

Tra i più influenti dentro la Lega in questo nuovo corso salviniano c’è Vincenzo Sofo, calabrese di origine, ex militante di Alleanza studentesca, Giovane Europa ed ex responsabile milanese dei giovani de La Destra di Storace nel 2007. Sofo è stato consigliere di zona 6 a Milano per la Lega dal 2009 ed oggi si candida al consiglio comunale. Insieme Fabrizio Fratus, ex dirigente del partito di estrema destra Fiamma Tricolore, fonda nel 2012 il circolo culturale Il Talebano, dal nome dell’omonimo blog. Sofo ha ricevuto recentemente un po’ di notorietà per la campagna omofoba sotto il titolo “togliete il monopolio delle politiche sociali alla lobby LGBT”.

“Anche a me i giornali danno del fascista, del razzista, dell’estremista. Non c’è alcun problema”, ha detto Salvini a chi gli chiedeva della provenienza dal mondo neofascista di Pavesi. “Garantisco io per lui” ha tagliato il coordinatore provinciale milanese Davide Boni. Un personaggio fascista di piccolo calibro politico, candidato in un Municipio, eppure difeso come si fa con un leader. E alla fine imposto al resto della coalizione. Così fa la Lega oggi a Milano, così potrebbe fare domani altrove se i numeri nelle urne gli daranno ragione. E’ l’idea lepenista di Salvini con cui vorrebbe guidare la destra italiana.

Il discorso pubblico di Salvini e la sua sovraesposizione mediatica, hanno sdoganato parole, pensieri e atteggiamenti populisti di destra, razzisti e nazionalisti, in un partito fino a qualche anno fa secessionista e regionalista.

Accogliendo fascisti al suo interno, oggi la Lega è il partito più importante della nuova destra estrema italiana, più di Fratelli d’Italia e in un rapporto di complicità/rivalità con Casapound e Forza Nuova.

Aggiornato mercoledì 18 maggio 2016 ore 17:58
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