cittadinanza

Lo Ius soli è legge nello sport

giovedì 21 gennaio 2016 ore 05:59
Lo hanno definito Ius soli sportivo, anche se la definizione rischia di essere riduttiva.
Negli scorsi giorni, atteso da molto tempo, il parlamento italiano ha approvato un provvedimento importante per la vita di molti ragazzi e di numerose società sportive.

Succedeva infatti, e non dovrà succedere mai più, che in Italia gli adolescenti senza la cittadinanza si trovassero esclusi per motivi burocratici da diverse attività agonistiche.

Si parla di migliaia di ragazzi, spesso arrivati giovanissimi nel nostro Paese o nati in Italia da genitori stranieri, costretti a smettere di giocare a calcio oppure a pallavolo per l’idiozia delle nostre leggi e per la mancanza di un regolamento ad hoc. Che ora è arrivato e che servirà a applicare a tutte le discipline le buone pratiche invocate dal Coni e già adottate da pugilato, hockey o cricket.

Da oggi gli stranieri minorenni “regolarmente residenti nel territorio italiano almeno dal compimento del decimo anno di età, possono essere tesserati con le stesse procedure previste per il tesseramento dei cittadini italiani”, così dice la legge. Il tesseramento resterà valido “fino al completamento delle procedure per l’acquisizione della cittadinanza italiana”.”Un sollievo”, dice Josefa Idem, leggenda olimpica azzurra e parlamentare, che negli ultimi anni si è spesa per questa legge.

Ascolta l’intervista completa a Josefa Idem

Josefa Idem

Aggiornato giovedì 21 gennaio 2016 ore 15:16
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