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“Avanti verso l’isola dei ragazzi”

“Vogliamo comprare l’isola di Budelli perché pensiamo sia bello che rimanga pubblica, che diventi l’isola di tutti i ragazzi d’Italia, d’Europa, di tutte le persone”. A parlare con noi è Fabio, uno degli alunni della 2B, che ci racconta come hanno votato (foto di copertina) collettivamente questa iniziativa: “Per alzata di mano, abbiamo tutti deciso come procedere per raggiungere il nostro obiettivo”.

Tutto era cominciato con un loro post su Facebook, il 18 febbraio scorso: “Siamo gli allievi e gli insegnanti della classe 2B della scuola media di Mosso, un piccolo comune montano della provincia di Biella, in Piemonte. Ieri abbiamo letto sul giornale, con il nostro prof, le notizie sull’isola di Budelli. Ci è venuta l’idea di mettere in piedi questo progetto: una grande colletta su internet (crowdfunding) per permetterci di acquistare l’isola, per far sì che rimanga italiana e incontaminata. Vorremmo che fosse l’isola di tutti gli studenti d’Italia…”.

isola-budelli

 

Da allora l’iniziativa degli allievi della 2B è diventato un caso nazionale, e internazionale, ripreso dai media di tutto il mondo. Tantissime le adesioni. Nel frattempo si sono organizzati. Hanno scelto come piattaforma di crowdfunding Produzioni Dal Basso e stanno chiudendo in queste ore un accordo con il WWF.

“Martedì prossimo saremo pronti – spiega il professore di Scienze, Giuseppe Paschetto – e saranno resi noti tutti gli estremi per versare i contributi, i soldi che serviranno per il progetto di acquisto dell’isola di Budelli”.

Un progetto che nasce dopo il ripensamento di Michael Harte, il ricco neozelandese che aveva acquistato l’isola di Budelli, ma poi aveva rinunciato. Harte aveva fatto dietrofront per i vincoli ambientali posti. Il magnate in un primo tempo aveva presentato un piano mirato sulla ricerca scientifica sull’isola, ma poi ne aveva aggiunto un altro di ristrutturazione, con la costruzione di mega-ormeggi per yacht, scatenando molte polemiche.

A quel punto erano entrati in gioco i ragazzi della 2B di Mosso. La loro iniziativa, se andrà in porto, (obiettivo: raccogliere 3 milioni di euro) potrebbe regalare l’isola ai cittadini sardi, come è accaduto in Nuova Zelanda, dove un gruppo di persone è riuscita ad acquistare la spiaggia paradisiaca di Abel Tasman raccogliendo circa 1,2 milioni di euro.

foto biella piero

 

Gli allievi della 2B si sono organizzati in gruppi, con diversi incarichi. Fabio, 12 anni, “tiene i rapporti con le radio”, così ce lo presenta l’insegnante.

Fabio perché volete comprare l’isola di Budelli?

“Perché pensiamo che sia bello che rimanga pubblica, che diventi l’isola di tutti i ragazzi d’Italia, d’Europa, di tutte le persone”.

Ma che isola volete?

“Un’isola che rimanga il più naturale possibile, incontaminata, libera”.

Sei mai stato a Budelli?

“No, ma mi piacerebbe tantissimo. Abbiamo studiato la storia dell’isola, abbiamo visto le foto. Bellissima”.

Ma il vostro è un gioco, un sogno o cos’altro?

“Per noi è un progetto in cui crediamo, e per realizzarlo ci stiamo impegnando a fondo, ci siamo divisi in gruppi di lavoro, con gli insegnanti. Crediamo di potercela fare”.

Perché?

“Perché stiamo facendo un buon lavoro e tante gente ci sostiene, si è fatta avanti per donare soldi, per far conoscere la nostra iniziativa, anche dall’estero. Tanti ci scrivono che sono pronti a impegnarsi in prima persona e poi non è la prima volta che raggiungiamo degli obiettivi”.

Spiegati.

“Abbiamo raggiunto altri obiettivi: un gruppo di alunni era partito per la Nuova Zelanda nel 2009 per un progetto di ricerca sulla Resistenza. Poi abbiamo fatto, nel 2011, un viaggio in un villaggio del Tibet per portare fondi a una scuola di profughi gemellata”.

Che metodo usate?

“Gli insegnanti ci hanno abituato a porci degli obiettivi, a farci delle domande e a trovare delle risposte. Lo stesso abbiamo fatto per l’isola di Budelli. Abbiamo studiato il caso. Abbiamo valutato che l’obiettivo di comprarla era giusto e abbiamo iniziato a ragionare su come fare. Abbiamo ritenuto che era, oltre che giusto, possibile e siamo partiti…”.

Qual è il tuo ruolo Fabio?

“In classe ci aiutiamo a vicenda, e questo ci ha rafforzato. Io comunque mi occupo anche dei contatti con le radio”.

Cosa vuoi dire agli altri studenti che leggeranno queste tue parole?

“Che anche loro facciano dei progetti del genere, come il nostro, perché sarebbero utili a tutti. E intanto sostengano il nostro. Tutti insieme saremo più forti”.

E agli insegnanti di altre scuole?

“Vorremmo coinvolgere tantissime scuole, con i loro insegnanti. Sarebbe bello se in ogni scuola o classe si individuasse un ‘ambasciatore per Budelli’ che raccolga i soldi in contanti dai ragazzi, che poi un adulto dovrebbe versare tramite la piattaforma di crowdfunding Produzioni dal Basso. Vorrei dire agli altri insegnanti di fare progetti come il nostro per difendere l’ambiente”.

Che effetto vi fa vedere tanta gente che si occupa di voi?

“Siamo contentissimi”.

Prima di salutarti che messaggio vuoi mandare?

“Il messaggio è questo: se tutti gli studenti italiani donassero 50 centesimi potremmo mettere insieme i tre milioni di euro necessari per vincere la prossima asta per l’isola. Così eviteremo che questo patrimonio finisca nelle mani di un privato. Budelli diventerebbe l’isola dei ragazzi, di tutti”.

Gli alunni di 2B hanno una pagina Facebook. L’hanno chiamata Non si s-Budelli l’Italia.

  • Autore articolo
    Piero Bosio
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