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Quella di Meloni è un’Italia allineata all’asse Trump-Musk

Meloni conferenza stampa

Nella odierna conferenza stampa Giorgia Meloni ha dimostrato di essere ormai completamente allineata all’asse Donald Trump-Elon Musk. Nessun vero distinguo, nessuna differenziazione. Non ci sono state né con il presidente eletto Usa sulle minacce alla Danimarca e alla Groenlandia, né con il proprietario di Tesla attaccato da alcuni leader europei per le sue ingerenze politiche. Anzi Giorgia Meloni ha rivendicato il rapporto politico istituzionale con Elon Musk, difendendo il miliardario, negando che la sua potenza economica e i suoi interventi politici a favore dell’estrema destra, dalla Germania alla Gran Bretagna, siano un pericolo per la sovranità e la democrazia in Europa. Una posizione opposta a quella espressa dal cancelliere Scholz e dal primo ministro Starmer, una posizione contraria alle parole dette da Sergio Mattarella in un recente discorso sui pericoli del tecno-capitalismo senza regole. Se Meloni era vista come colei che avrebbe potuto fare da intermediario tra Bruxelles e la Casa Bianca di Trump, in realtà l’interpretazione offerta oggi in conferenza stampa l’ha fatta apparire più come aderente al progetto Trump-Mask che come un leader europeo più vicino alle istanze della Ue. Sulle parole di Donald Trump sulla Groenlandia Meloni si è limitata a fare un’analisi del perché, secondo lei, il presidente eletto abbia fatto quell’uscita: sono messaggi alla Cina e alla Russia. Una reazione ben diversa rispetto a quella espressa da Macron da Scholtz sulla inviolabilità dei confini, visto che la vicenda riguarda la Danimarca, paese membro della Ue. Più che ridimensionare l’uscita di Trump, Meloni, così, si è sostanzialmente distanziata dalle posizioni di Parigi e Berlino.

  • Autore articolo
    Michele Migone
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    “Sparavano per ucciderci, ma era il momento di lottare”. A Radio Popolare un giovane iraniano appena uscito dal paese

    Abbiamo raccolto la testimonianza di un giovane iraniano, che ha appena lasciato il suo paese. La sua famiglia vive nella zona occidentale dell’Iran, mentre lui vive all’estero ed era tornato a casa per Natale. È riuscito a ripartire domenica scorsa. Ci ha raccontato la repressione delle manifestazioni, alle quali ha partecipato anche lui. L’intervista di Emanuele Valenti. "Ero in Iran dal 23 dicembre. Sono tornato a casa per vedere la mia famiglia durante le vacanze di Natale. Sono rimasto lì fino a domenica mattina, quindi fino a quattro giorni fa. In quei giorni ci sono state molte proteste nella mia zona, soprattutto nel primo e nel secondo giorno dopo l’appello del re Reza Pahlavi. Ci sono stati molti feriti e molte persone uccise dal governo, soprattutto durante la seconda notte. La seconda notte è stata estremamente violenta, almeno nella mia regione".

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    Dal Niguarda alla Valtellina, le Olimpiadi lasciano in eredità i medici con la valigia

    Le Olimpiadi invernali potrebbero lasciare in eredità a Milano una sanità più povera. Durante il periodo dei Giochi l’ospedale Niguarda comincerà a gestire le attività di ambulatorio del punto di primo intervento di Livigno, in Valtellina, ma non lo farà solo per le settimane delle gare. Una delibera di Regione Lombardia ha stabilito che questo nuovo modello diventerà ordinario: medici di pronto soccorso e ortopedici presteranno servizio sia a Milano sia in provincia di Sondrio per colmare le carenze della zona montana. Una prospettiva che tra i sanitari coinvolti sta creando malumori sempre più diffusi. Bruno Zecca, segretario della Funzione pubblica Cgil Medici della Lombardia, al microfono di Luca Parena.

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    Un percorso attraverso la stratificazione sociale italiana, un viaggio nell’ascensore sociale del Belpaese, spesso rotto da anni e in attesa di manutenzione, che parte dal sottoscala con l’ambizione di arrivare al roof top con l’obiettivo dichiarato di trovare scorciatoie per entrare nelle stanze del lusso più sfrenato e dell’abbienza. Ma anche uno spazio per arricchirsi culturalmente e sfondare le porte dei salotti buoni, per sdraiarci sui loro divani e mettere i piedi sul tavolo. A cura di Alessandro Diegoli e Disma Pestalozza

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    CBCR 2026: al Circolo Magnolia la maratona live con il meglio della nuova musica italiana

    Sabato 17 gennaio, al Circolo Magnolia di Segrate, andrà in scena la notte dei Cbcr, evento organizzato dal magazine musicale online rockit. Giunto alla sua quarta edizione, l'evento “è al contempo una previsione e un auspicio per i dodici mesi successivi della musica italiana”, racconta l’organizzatore Dario Falcini ai microfoni di Volume, “punta a portare sul palco gli artisti sul punto di esplodere perchè secondo noi hanno le carte in regola, perchè se lo meritano e farebbero un gran bene al sistema. Negli anni sono stati individuati in tempi non sospetti Calcutta, Olly, Tananai, ThaSup, Blanco e altri artisti poi diventati mainstream.”Dal pop allo shoegaze, dall’hip hop all’elettronica, il programma si preannuncia ricco e variegato, mettendo insieme anche progetti completamente diversi tra loro. Ben diciotto i live che si susseguiranno su due palchi: una vera maratona musicale dal vivo, dalle 17.30 alle 3 di notte. “Inizialmente questo era un format scritto”, continua Falcini, “negli ultimi anni però gli spazi della musica live in Italia si sono contratti moltissimo, e volevamo dare a questi giovani artisti una possibilità e un palco per farsi conoscere”. L'intervista di Elisa Graci e Dario Grande a Dario Falcini. (in foto: Tresca Y Tigre)

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