Musiche dal mondo
Marcello Lorrai
28 maggio 2018
Vari: African Scream Contest Vol. 2

Entrato a far parte dell’Africa occidentale francese alla fine dell’ottocento, il Benin ha avuto musicalmente un destino diverso da quello del grosso dell’Africa colonizzata dalla Francia o comunque francofona (come il Congo belga, poi Zaire, quindi Repubblca democratica del Congo), molto sensibile alla musica afrocubana: incastonato come il Togo fra la Nigeria e il Ghana, si è trovato musicalmente in un’area di influenza anglofona, ed è stato influenzato dall’high life, dall’afro-beat, e negli anni ’60 e ’70 ha avvertito la suggestione del soul, del funk e del rock, generi di cui la compilation mostra la varietà di declinazioni e incroci appunto negli anni ’60 e ’70. Paese di dimensioni piuttosto ridotte per i parametri africani, il Benin ha sviluppato una scena di musica moderna che già all’inizio degli anni ’70 si presentava molto vivace e affollata.

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GLI ULTIMI PODCAST
03 gennaio 2019
 
Raĩ Is Not Dead

Uno degli album di world music più belli tra quelli usciti nel 2018 è Raĩ Is Not Dead di Fanfaraĩ, che ci ha messo molta nostalgia per il raĩ, una musica oggi a torto un po’ dimenticata. Abbiamo preso spunto da questa uscita per ritornare su questa straordinaria musica algerina intercalando brani dell’album e altri di protagonisti del raĩ dalle origini fino al grande successo internazionale degli anni novanta: Cheikha Remitti, Ahmed Wahbi, Bellemou Messaoud, Khaled, Cheb Hasni.

02 gennaio 2019
 
Ristampe di classici della world music

Nel 2018 la World Circuit, l’etichetta che pubblicò Buena Vista Social Club, ha proseguito nella sua politica di ristampe di grandi album del suo catalogo: in questa conduzione ascoltiamo brani da Introducing… Rubén Gonzalez, A toda Cuba Le Gusta, Cachaito di Orlando Cachaito Lopez, Moussolou di Oumou Sangare, The Source di Ali Farka Toure, Né La Thiass di Cheikh Lo; ma anche da From Nubia To Cairo di Ali Hassan Kuban, altro classico ristampato dall’etichetta tedesca Piranha.

10 dicembre 2018
 
Blinky Bill: Everyone’s Just Winging It And Other Fly Tales

Blinky Bill: come il protagonista – un koala con una mentalità da ecologista – di un cartone animato australiano. Già il nome d’arte del giovane musicista del Kenya – al secolo Ochieng Sellanga – ci indirizza verso un’Africa fuori dai cliché: come la musica di Blinky Bill, che non assomiglia a quello che abitualmente si ha in mente quando si pensa alla musica africana. Prima uscita della nuova branca dell’etichetta Lusafrica destinata a documentare le nuove forme delle musiche urbane, giovanili, elettroniche nel continente nero: se il buon giorno si vede dal mattino…

26 novembre 2018
 
Ali Hassan Kuban: From Nubia To Cairo

La Piranha ripropone From Nubia To Cairo, la prima uscita internazionale dell’egiziano Ali Hassan Kuban, che l’etichetta tedesca aveva pubblicato nel 1989. La musica di Kuban era completamente distinta dalla musica con cui l’Egitto aveva fatto epoca nel novecento nel mondo arabo, la musica moderna egiziana di interpreti sublimi come Mohamed Abdelwahab e Oum Kalsoum. Kuban era portatore di una cultura musicale diversa: era arrivato al Cairo negli anni quaranta dalla Nubia, cioè l’Alto Egitto (guardando la cartina geografica l’Egitto meridionale), la regione che rappresenta il fondo nero-africano dell’Egitto. Il destino della maggioranza dei nubiani è stato l’inurbamento, in buona parte nella capitale: un esodo per centinaia di migliaia forzato, perché i loro villaggi furono sommersi per creare la faraonica diga di Assuan voluta nei primi anni sessanta da Nasser. Nato nel ’29 e mancato nel 2001, Kuban modernizzò progressivamente la musica nubiana rendendola vivacissima, con enorme successo presso la nutrita comunità nubiana del Cairo: quando alla fine degli anni ottanta fu scoperto dalla world music, al Cairo per soddisfare le richieste disponeva di cinque orchestre a suo nome, che suonavano in contemporanea in altrettante situazioni, mentre Kuban si spostava dall’una all’altra nella notte della capitale.

19 novembre 2018
 
Nobuntu: Obabes beMbube

Gli ndebele sono una popolazione che vive nello Zimbabwe, in Sudafrica e nel Botswana; sono un’etnia imparentata con gli zulu e gli swazi. In lingua ndebele cantano le Nobuntu, gruppo vocale femminile dello Zimbabwe composto da cinque cantanti. l loro stile è il mbube, canto a cappella tipico dell’Africa australe, e tradizionalmente prerogativa maschile, che è diventato popolare a livello internazionale negli anni ottanta con il successo di Graceland di Paul Simon e del gruppo Ladysmith Black Mambazo. Le Nobuntu sono della seconda città del paese, Bulawayo, che vanta gruppi vocali mbube che hanno raggiunto un notevole successo a livello internazionale, come i Black Umfolosi e gli Insingizi, ma le Nobuntu sono l’unico gruppo mbube femminile: Obabes beMbube, titolo del loro terzo album, significa “donne del mbube”.

12 novembre 2018
 
Gaye Su Akyol: Istikrarl Hayal Hakikattir

Gaye Su Akyol è una giovane cantante turca che si è fatta apprezzare a livello internazionale con il suo secondo album, uscito nel 2016, il primo ad avere un’esposizione al di fuori del suo paese. E’ adesso appena uscito il suo terzo album, che mette insieme la lezione del pop-rock turco degli anni sessanta e settanta con elementi e stili vocali della musica classica turca e influenze di generi rock come psichedelia e post-punk. Il titolo di questo album significa “una fantasia ricorrente è realtà”: Gaye Su Akyol oppone il “sogno ricorrente”, come una contro-realtà, ad una realtà fatta di oscurità, caos, lotte di potere. Per essere una donna e un’artista che vive e lavora in un paese come la Turchia Gaye Su Akyol non potrebbe esprimersi in modo più chiaro.

05 novembre 2018
 
Lura: Alguem di alguem

A tre anni di distanza da Herança, il suo ultimo album, Alguem di alguem è il nuovo Ep di Lura, la cantante capoverdiana che con più successo si è mossa nella direzione di uno sganciamento dal modello rappresentato da Cesaria Evora e di un rinnovamento del repertorio e delle forme della canzone capoverdiana. Ma senza venir meno alla venerazione per Cesaria, a cui Lura dedica Crepuscular Solidao dum Diva, cover di un brano di un grande autore (e anche cantante) capoverdiano, Teofilo Chantre: Lura lo interpreta assieme a Gael Faye, rapper, cantante, scrittore francese di origine burundese, come scrittore noto per il romanzo Piccolo Paese.

29 ottobre 2018
 
Amira Kheir: Mystic Dance

Amira Kheir è nata in Italia da genitori sudanesi, ed è cresciuta a Torino, dove è rimasta fino ai diciotto anni: poi per studiare si è trasferita a Londra, e ha quindi deciso di rimanere nella capitale britannica, attratta dalla dimensione multietnica e multiculturale della città. Mystic Dance è il suo terzo album, cantato parte in arabo e parte in inglese: la musica è in felice equilibrio fra il suo background sudanese e l’apertura e la contemporaneità, una musica fondamentalmente acustica, a volte intima e a volte trascinante, ma sempre molto elegante, come molto elegante è la voce di Amira Kheir.

22 ottobre 2018
 
Moussu T e Lei Jovents: Operette Volume 2

Nato una quindicina di anni fa come uno dei progetti laterali di membri dei Massilia Sound System, Moussu T e Lei Jovents si è poi affermato come una delle presenze più interessanti sulla scena francese. Dopo qualche anno Moussou T si è indirizzato in particolare verso la cosiddetta operetta marsigliese, a cui nel 2014 ha dedicato l’album Operette, e a cui ritorna adesso con un secondo volume. L’operetta marsigliese fece epoca tra le due guerre mescolando tradizioni musicali provenzali, canzone italiana, canto di matrice operistica e il jazz, che negli anni venti aveva cominciato ad arrivare a Marsiglia: un genere, quello dell’operetta, nel quale, in decenni di massiccia immigrazione italiana a Marsiglia, come autori e come interpreti ebbero un ruolo determinante artisti di origine italiana come Vincent Scotto, Raymond Vinci, e René Sarvil, che all’anagrafe di cognome faceva Crescenzo.

15 ottobre 2018
 
Vari: Lusafrica 30th Anniversary Album

Una etichetta di cui ci occupiamo spesso in questa trasmissione, la Lusafrica, compie nel 2018 trent’anni – portati benissimo – e li celebra con un album in cui propone in versione originale e in versione remix cinque brani di artisti della scuderia: inutile dire che tra loro c’è Cesaria Evora, di cui il fondatore della Lusafrica, José da Silva, ha lanciato e gestito la carriera internazionale. Gli altri sono il capoverdiano Tito Paris, l’angolano Bonga, il maliano Boubacar Traoré e il cubano Polo Montanez.

08 ottobre 2018
 
Takula: Takula

Un album che ci porta in un paese assai poco battuto anche nell’ambito della world music, il Malawi: piccolo stato dell’Africa sudorientale, uno dei paesi più poveri del mondo, ma anche uno dei paesi con la maggiore densità di popolazione dell’Africa subsahariana, popolazione che in una percentuale molto alta è sieropositiva. Si tratta di un doppio Cd: il primo ci fa ascoltare il gruppo a cui l’album è intestato, formato da musicisti del Malawi e da un musicista norvegese; il secondo ci offre la rara possibilità di ascoltare alcuni brani di musica puramente tradizionale del Malawi che fanno parte del grande patrimonio di registrazioni, effettuate sul campo o in studio, accumulate dalla radio del Malawi, la Malawi Broadcasting Corporation, che per molti decenni è stata nel paese l’unica struttura in grado di effettuare registrazioni professionali.

01 ottobre 2018
 
Dur Dur of Somalia: Volume 1 e Volume 2

A causa delle vicende del travagliato paese del Corno d’Africa, la musica moderna della Somalia è rimasta a livello internazionale uno degli angoli in ombra della musica africana. Ma adesso le etichette di world music sembrano ben decise a cominciare ad illuminarlo. Lo scorso anno l’etichetta newyorkese Ostinato Records ha pubblicato Sweet As Broken Dates – vedi qui il podcast del 25 settembre 2017 – una compilation di brani degli anni settanta e ottanta che provenivano dagli archivi della radio di Hargheisa, oggi capitale dell’autoproclamata Repubblica del Somaliland. Oltre a farci ascoltare della musica di grande fascino, la raccolta ci trasportava in una Somalia quasi irreale se guardata dalla prospettiva della tormentata Somalia degli ultimi decenni. Lo stesso fa adesso l’etichetta tedesca Analog Africa, riportandoci alla modernità che prima della guerra poteva vantare Mogadiscio, capitale della Somalia: attraverso le incisioni di una band, Dur Dur, che mescolando funk, reggae, soul, disco, e ritmi e melodie tradizionali fece furore negli anni fra la nascita del gruppo, il 1986, e l’inizio del conflitto negli anni novanta.

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