Psicoradio
radazione2010
20 dicembre 2017
Si scrive contenzione e si legge legare

Cos’è la contenzione? “La contenzione non è un atto medico, è una pratica che si appella allo stato di necessità quando non si riesce a fare nient’altro per la persona che sta male”…Nella puntata di questa settimana la redazione di Psicoradio affronta il tema della contenzione perché è da poco uscita la notizia che tre strutture ospedaliere dell’Emilia Romagna (a Carpi, a Ravenna e a San Giovanni in Persiceto) hanno raggiunto l’obiettivo della contenzione zero cioè non legano più i pazienti ai letti…Esistono delle alternative alla contenzione? Ne abbiamo parlato con Mila Ferri Responsabile per la Salute Mentale dell’Emilia Romagna…“Esistono diverse strategie per evitare di legare una persona: non si va troppo vicino, non si alza la voce, si mantiene la calma e si propongono delle alternative. Bisogna investire nella formazione del personale. So che non è facile, ma la contenzione è solo la strada più veloce, ma l’approccio migliore è quello della relazione”…Ai microfoni della redazione, Mila Ferri sottolinea l’importanza del monitoraggio che la regione Emilia Romagna ha fatto negli ultimi sei anni sui casi di contenzione negli ospedali e soprattutto l’adozione di procedure condivise da dover rispettare e questo “ha portato ad un abbassamento generale dei numeri di persone legate e in alcuni casi all’abbandono della pratica della contenzione”…Non tutte le regioni però hanno adottato delle procedure generali da seguire: “la situazione in Italia varia da regione a regione e poi non bisogna dimenticare che esistono anche delle differenze tra piccoli centri urbani e le grandi città”. Alcuni Dipartimenti di Salute Mentale hanno adottato in maniera autonoma dei regolamenti in modo da tutelare il paziente che viene sottoposto ad una pratica così violenta…LE PAROLE SONO IMPORTANTI:..Mamma killer il folle pomeriggio..Mamma killer ombre nella mente..Questi sono due titoli di un recente articolo de “Il Resto del Carlino” che raccontava del terribile caso di cronaca di una madre che ha ucciso i suoi figli. Nel testo si sottolineava la sofferenza della donna descrivendola come uditrice di voci, depressa e appena dimessa da un reparto psichiatrico…Psicoradio, ancora una volta, vuole sottolineare l’importanza di alcune parole, soprattutto quando sono usate per descrivere atti così violenti.I dati statistici dimostrano che le persone che soffrono di un disagio psichico non sono dei potenziali assassini o per lo meno non lo sono di più rispetto a chi non lo ha (In Italia una persona su 4 soffre di depressione). Bisogna fare attenzione alle parole che si scelgono e che si usano, perchè si rischia di spaventare le persone che avrebbero bisogno di un supporto psicologico, ma pur di non essere etichettate si allontanano dalle cure.

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La redazione di Psicoradio

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mercoledì dalle 21.00 alle 21.30

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GLI ULTIMI PODCAST
04 settembre 2019
 
In viaggio con Alice

Psicoradio entra nella tana del Bianconiglio (a teatro)..L’anno scorso ci siamo intrufolati al teatro Testoni di Bologna, durante le prove dello spettacolo “In cerca di Alice” della compagnia Arte e Salute ragazzi. I giovani attori, tutti in cura presso i centri di salute mentale di Bologna, ci fanno subito immergere nel meraviglioso mondo di Alice. Un mondo fantastico e complesso, fatto di sveglie tutte perennemente ferme all’ora del the…Il tempo al centro di tutto. Stefano ci dice: “Prima mi annoiavo, ora il tempo vola, mi sfugge. E’ qualcosa di molto prezioso, non lasciatevelo scappare”…“Se potessi tornare indietro alla mia infanzia – si confida Anna, una delle attrici, mentre sgrana i suoi occhioni – eviterei di fare molti degli errori che ho fatto”. Elisa invece si rivede completamente nella frase di Alice, che lei stessa interpreta: “Da piccola mi hanno sempre dato dei compiti da grande”…Secondo la regista Valeria Frabetti è “un viaggio fantastico nel sogno e nella follia” e spiega inoltre ai microfoni di Psicoradio che ha cercato “le similitudini tra la storia di Alice e le vite degli attori attraverso improvvisazioni ed esperienze”…Buon viaggio con Alice, seguite il Bianconiglio (e la Psicoradio).

28 agosto 2019
 
Matrimoni felici e dove trovarli

Lezioni di manutenzione del matrimonio da parte di due persone che si sono conosciute in un centro di salute mentale..“Prima di conoscere Cristina ero sempre uguale a me stesso e ne soffrivo. Mi dicevo: la vita non cambia. Da quando vivo con Cristina è aumentato molto il mio senso di responsabilità: non devo pensare solo per me, devo pensare a noi.”..Nella puntata di questa settimana Psicoradio parla delle relazioni di coppia, nello specifico di come riuscire a mantenere nel tempo un matrimonio felice. Fabio Tolomelli è un ex redattore di Psicoradio che quest’anno festeggia il quarto anniversario di nozze con la sua compagna. Lo avevamo già intervistato quando si era fidanzato e successivamente sposato con la sua attuale moglie Cristina Cavicchi. Fabio e Cristina affermano di non aver mai litigato una volta da quando vivono insieme. Per capire come fanno li abbiamo intervistati, sviscerando, a distanza di quattro anni, le varie sfumature della loro vita a due…“Questa sintonia non è imposta da uno all’altro, ma viene dalla comprensione reciproca dei problemi interiori e dal prendere coscienza dei propri errori senza mai rinfacciare nulla su cose dette o fatte. Con garbo ci si dice tutto quello che si pensa”. L’importante è non idealizzare mai troppo l’altra persona, bisogna accettarla per ciò che è…Continua il viaggio di Psicoradio alla scoperta del Giappone. Nella seconda parte della puntata invece parliamo delle differenze tra Italia e Giappone attraverso il punto di vista di una ragazza giapponese che vive in Italia da diversi anni e che abbiamo intervistato: “In Italia parlano parlano e non si ascoltano! La cosa bella è che comunque la conversazione funziona e va avanti!” dice la ragazza in tono scherzoso, spiegando come in Giappone la comunicazione si basi più sull’ascolto. In generale nel Paese del Sol Levante predomina una cultura della riservatezza in cui ognuno rimane nella propria sfera, mentre “qui in Italia le persone si disturbano e si aiutano, e questa è una cosa bellissima.”..E per finire ascoltiamo le belle poesie che Andrea Cirotti, un ascoltatore di Psicoradio, ha voluto regalare alla redazione.

21 agosto 2019
 
Mare, ricordi verde acqua

Fritto misto di emozioni in salsa Psicoradio..Gli psicoredattori hanno deciso di fare un tuffo nel passato e aprire il loro diario dei ricordi legati al mare. “Quando penso al mare penso a mia madre. Lei si e’ trasferita in provincia di Rimini, lasciandomi solo – confessa Luca – Non mi ha detto il perché si sia trasferita e per questo sono abbastanza arrabbiato con lei. Ma il mare mi riporta alla mente anche i giochi e gli aperitivi con gli amici”…”Io sono nata in Sicilia. Per me il mare sono due donne che inventano una nuova realtà rispetto a quella che stai vivendo: la Fata Morgana e la lupa – racconta Angela, una tutor della radio – Sono due fenomeni rari ma quando si verificano tutti i bambini sognano e gli adulti si spaventano”. Un altro tutor, Alarico, ripensa a quella notte d’estate del 1982 quando l’Italia si aggiudicò la coppa del mondo battendo la Germania. “Ero al mare con i miei genitori e camminavo per strada fiero e felice, prendendomi gioco dei tedeschi”…Vincenzo, Vanes, Claudio, Lorenzo, Morena e Annarosa ci aprono le porte su frammenti del loro passato al mare, accompagnando i ricordi con alcune canzoni scelte da loro…Lo psicodiario dei ricordi si chiude con Cristina Lasagni, direttrice della radio, che legge il diario di Dieter Baumann, nipote di Carl Gustav Jung, che svela il rapporto del celebre psicanalista con l’acqua. Per Jung l’acqua è metafora dell’inconscio umano, con i suoi abissi abitati da mostri, sirene e perle preziose “Chi guarda nello specchio dell’acqua – scrive Jung – vede, per prima cosa, la propria immagine. Chi va verso se stesso rischia l’incontro con se stesso”.

14 agosto 2019
 
Carnevale degli animali

Musiche, poesie e ricordi insieme a gatti, cani e piccioni..Questa settimana dalle onde di Psicoradio prenderanno vita tartarughe che ballano un lento can-can, elefanti “in marcia” e altri animali ballerini che, attraverso le note musicali del compositore Camille Saint-Saens, mettono in scena un simpatico ed eccentrico carnevale…“Il carnevale degli animali – racconta Cristina, la direttrice di Psicoradio – è una delle opere più famose del compositore francese. L’autore stesso ne proibì l’esecuzione completa fino a quando fosse stato in vita. Il motivo di questa decisione non è noto, alcuni lo attribuiscono al fatto che Saint-Saens scrisse l’opera come scherzo musicale, usando brani di colleghi famosi e che quindi temesse che ciò potesse nuocere al suo buon nome”…E poi ci sono i gatti di Charles Baudelaire che con la loro flessuosa eleganza ricordano al poeta la femminilità della sua donna e il gatto di Pablo Neruda, l’unico animale che ha il coraggio di voler essere solo se stesso. ..L’uomo..vuole essere pesce e uccello..il serpente vorrebbe avere ali..il cane è un leone spaesato..l’ingegnere vuol essere poeta..la mosca studia per rondine..il poeta..cerca di imitare la mosca..ma il gatto..vuol solo essere gatto..ed ogni gatto è gatto..dai baffi alla coda..dal fiuto al topo vivo..dalla notte..fino ai suoi occhi d’oro…La sfilata degli animali si conclude con i piccioni, che per Eugenio Montale rappresentano la solitudine, sentimento che è spesso parte della vita e che gli psicoredattori Claudio e Morena hanno vissuto e superato anche grazie agli amici animali.

07 agosto 2019
 
La bacchetta magica di Morena

I saluti della redazione ad una storica redattrice di Psicoradio..“Il primo giorno che sono entrata in Psicoradio io ero semplicemente Gregor lo scarafaggio, pensavo di non valere nulla. Piano piano, col tempo, grazie a questo giardino delle piante spezzate, questo giardino magico, io ho acquisito la posizione eretta e ora guardo verso il cielo, ora sono un essere umano, ora sono Morena.”..In questa puntata salutiamo Morena, storica redattrice di Psicoradio, che dopo dieci anni di attività radiofonica è pronta a concludere questa esperienza ed intraprenderne un’altra…Incalzata dalle domande e dai commenti della redazione, Morena ripercorre le tappe del suo percorso di crescita personale. Ciò che emerge è che spesso ha saputo trovare occasioni di arricchimento nell’incontro/scontro con le proprie difficoltà e sofferenze – per utilizzare il linguaggio di Morena, i suoi “demoni” – nel momento in cui è riuscita ad elaborarle ed accettarle come parte di sé: “per quanto male facciano sono un punto di forza e di luce, perché attraverso di loro conosci te stesso”…“A Psicoradio, essendo proprio come una famiglia, l’altro fa da specchio e quindi attraverso l’altro tu cresci, però l’altro ti può dare anche sensazioni, emozioni negative, può ricordarti il padre, la madre, la sorella, il fratello, magari persone che ti hanno fatto del male, ma nello stesso tempo se tu riesci a lavorare su te stesso riesci a evolvere, a capire, e riesci ad accettare l’altro, ad amarlo per come è, perché qui a Psicoradio si è amati per come si è.”..Una parte di sé che Morena ha imparato ad accettare è il suo esibizionismo, inteso non soltanto in termini negativi ma come mezzo di condivisione e conoscenza di sé: all’inizio della sua esperienza lo reprimeva ma poi, compiuta la sua “metamorfosi”, è diventato un elemento che le ha permesso di mettersi in gioco e contribuire moltissimo al programma…“Alla Morena del passato dico: ti perdono. Alla Morena del presente dico: ti amo. Alla Morena del futuro dico: vivi.”

31 luglio 2019
 
Pitbull

Uno spettacolo teatrale per non dimenticare chi ha sofferto negli Ospedali Psichiatrici Giudiziari..“Viviamo in un posto che non si sa se è un carcere o un ospedale: veniamo doppiamente penalizzati come detenuti e come malati”…Sembra passato tanto tempo dalla chiusura degli Ospedali psichiatrici Giudiziari (OPG), in favore delle Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (REMS), invece è passato solo qualche anno. Nonostante questo passaggio, il dolore provato dagli ex internati rimane attuale e non può essere cancellato dalla semplice attuazione di una legge…Per questo motivo, vi riproponiamo la puntata che avevamo realizzato su “Pitbull”, suggestiva piece teatrale allestita a fine 2014 dagli internati dell’ OPG di Reggio Emilia presso il centro sociale XM24 di Bologna, uno spazio sociale che vive in questa estate 2019 una situazione molto delicata…In questo spettacolo gli internati raccontano le loro storie, riflettendo sul rapporto tra condizioni di vita e violenza. “Dicono che è cattivo ma poi il Pitbull non è un animale cattivo, è un animale come tutti gli altri, sono gli altri che lo fanno diventare cattivo“. L’addestramento per far diventare feroce questo tipo di cane è simbolo della vita delle persone che sono finite internate negli OPG…A margine dello spettacolo, Psicoradio ha intervistato uno degli attori-internati, Francesco, (nome di fantasia) che spiega com’è la vita negli OPG e racconta le condizioni nelle quali lui e gli altri internati sono costretti a vivere. Dalle parole di Francesco emerge una realtà dura; il suo auspicio è che il diritto alla cura venga prima di ogni altra considerazione…Monica Franzoni, responsabile del progetto teatro dell’OPG di Reggio Emilia e regista degli spettacoli realizzati al suo interno, racconta infine quanto sia importante il teatro per “dare voce alla sofferenza”, controllare rabbia, ansia e ricreare la relazione tra gli internati.

24 luglio 2019
 
Ritrovarsi con la scrittura

Consigli creativi per aspiranti scrittori..Per fare un prato bastano..Un trifoglio, un’ape..Un trifoglio, un’ape..E un sogno…Può bastare il sogno..Se le api sono poche…Emily Dickinson..L’attore Alessandro Bergonzoni, racconta come le parole che traboccano dalla sua mente, prendono corpo e riescono ad esprimere le sue emozioni. Ma creativi si nasce o si diventa? Si può insegnare la creatività? Psicoradio lo domanda a Marinette Pendola, insegnante di scrittura creativa e scrittrice…”Quali sono gli esercizi usati affinché le persone incomincino a scrivere? Fallo vedere ai nostri ascoltatori”- scherza la direttrice di Psicoradio, Cristina Lasagni nel corso dell’intervista…La scrittrice svela alla redazione la ragione per cui ha sentito, ad un tratto della sua vita il bisogno di scrivere: “Sono un’ italiana nata in Tunisia dove ho vissuto fino ai tredici anni di età. Era la mia terra. Quando i miei genitori decisero di ritornare in Sicilia ebbi una grossa crisi. Mi sentivo frammentata. Scrivere mi ha aiutata a ritrovarmi e ricompormi”…La puntata si conclude con una presentazione musicale di Gigi che, racconta come, tornando a casa la sera dopo la radio, vede in autobus i volti sereni delle persone, sapendo però che ognuno ha dentro un proprio dolore da custodire, proprio come canta Fabio Concato nella sua “Ritornando a casa”.

17 luglio 2019
 
Muri di versi: a cosa serve la poesia?

Su a vita fussi scritta..‘nda fogghiu ‘i carta..unni pi cangiari i cosi..bastassi ‘na gomma..lassassi sulu tannicchia..da mè vita…Quali?..Quannu era picciriddu..U restu ‘u scancellassi..(Dal laboratorio di scrittura creativa della Casa di reclusione Milano-Opera).. ..“La nebbia agli irti colli piovigginando sale e sotto il maestrale urla e biancheggia il mare”, “Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”, “Sempre caro mi fu quest’ermo colle, questa siepe che da tanta parte nell’ultimo orizzonte il guardo esclude”…Sono le poesie imparate a memoria a scuola e ricordate dai partecipanti a ‘Muri di Versi”, manifestazione di poesie sbarcata in un torrido week-end di fine giugno sotto i portici di via Fondazza, a Bologna. Studenti, giovani, professionisti e pensionati hanno appese le loro creazioni sui muri della social street, citata persino oltreoceano dal New York Times come strada simbolo di socialità e condivisione…Anche Psicoradio ha partecipato a Muri di Versi con un gioco, una riflessione sul linguaggio dei quotidiani. Chi passava poteva leggere i titoli di giornale che Psicoradio aveva appeso ai muri. “Uccide il padre e tenta il suicidio: «Soffre di depressione»”, “Cala il Pil, aumentano i gay”, “E’ un rumeno l’uomo che ha torturato e ucciso un gatto”. Cosa c’è di sbagliato in questi titoli? Le risposte preparate dalla redazione erano appese qualche numero civico più avanti. ..Gli psicoredattori si sono aggirati in via Fondazza per catturare umori e sensazioni su questi titoli o su poesie lette o scritte nei sempre più rari momenti di malinconia, gioia, euforia e tristezza che ci concediamo tra un tweet e una mail…Tra le poesie più emozionanti appese ai muri, quelle scritte dai carcerati durante il Laboratorio di scrittura creativa della Casa di reclusione Milano-Opera e quelle di tre redattori di Psicoradio. Le potrete ascoltare nella puntata. .. ..Se la vita fosse scritta ..su un foglio di carta..dove per cambiare le cose ..basta una gomma..lascerei solo un poco..della mia vita..Quale?..Quando ero bambino…Il resto lo cancellerei.

10 luglio 2019
 
Solitudini a confronto

Intervista a Elena Carolei, presidente dell’associazione Hikikomori Genitori Italia..Questa settimana Psicoradio torna a parlare del fenomeno hikikomori con un’intervista a Elena Carolei, presidente dell’associazione Hikikomori Genitori Italia. Nato inizialmente come gruppo Facebook dove poter scambiare esperienze e consigli tra genitori di “persone che tendono a isolarsi” (questo il significato giapponese di hikikomori), Hikikomori Italia diventa associazione nel 2017 per fare luce su un fenomeno largamente ignorato nel nostro paese. Attualmente la community di Facebook ha oltre 1500 iscritti e l’associazione è presente in 15 regioni con 40 gruppi di auto mutuo aiuto…“Noi agiamo sui ragazzi indirettamente lavorando con i genitori, che sono le uniche persone che hanno modo di vedere questi ragazzi: attraverso una modifica della relazione genitore-figlio riusciamo infatti a ottenere dei risultati.”..Elena Carolei racconta di un mondo di ragazzi e ragazze con pochissime relazioni e lontani anche dai social network, ma spesso pieni di interessi e passioni, che scelgono di ritirarsi dagli studi e dalla vita lavorativa in risposta a una sofferenza psicologica inizialmente fraintesa o non capita dai genitori. Infatti, come spiega la presidente di Hikikomori Italia, questa sofferenza è in gran parte collegata a un senso di (op)pressione sociale: si “devono” completare determinate tappe “obbligatorie” per poter avere successo nella vita…“I ragazzi si ritirano in numero maggiore rispetto alle ragazze, che pure sono in aumento, ma le aspettative sia lavorative che di successo per poter stare al mondo sono sicuramente più forti sui giovani di sesso maschile.”..L’età dei figli dei genitori che chiedono aiuto all’associazione è varia: si parte dai 12 -13 anni, periodo in cui si hanno i primi campanelli d’allarme, per arrivare a ragazzi dai 30 anni in su. Ma cosa possono fare i genitori per aiutare i propri figli?..“Per aiutare i ragazzi noi genitori dobbiamo riconoscere il loro dolore, abbassare le nostre aspettative avvicinandoci a quelle che sono le loro tempistiche individuali. Dobbiamo rinunciare anche a degli obiettivi: se pretendiamo che recuperino gli anni che hanno vissuto chiusi in casa di certo li mettiamo in grande difficoltà.”.. ..Sul sito di Psicoradio potete trovare le altre puntate dedicate a questo tema e segnaliamo il ciclo di conferenze che l’Istituzione Gianfranco Minguzzi di Bologna ha fatto a riguardo. Potete trovare maggiori informazioni sul sito dell’Istituzione Gianfranco Minguzzi…Per la rubrica “5 minuti d’aria”, il nostro redattore Claudio parla della sua idea di viaggio, partendo con un estratto da “Sulla Strada” di Jack Kerouac e passando per il trailer del film “Il treno per il Darjeeling” di Wes Anderson. Racconta Claudio: “Per me l’idea del viaggiare, specie se da soli, è legata molto a un viaggio non solo fisico ma prima di tutto interiore, che ti porta a conoscere meglio te stesso e il tuo rapporto con le altre persone”. Claudio invita inoltre gli ascoltatori a scrivere via mail la loro idea di viaggio a psicoradio@gmail.com.

03 luglio 2019
 
Non restiamo soli, continuiamo a lottare

Voci dalla “Conferenza nazionale della salute mentale” di Roma..Il 14 e 15 giugno operatori, medici, associazioni, pazienti e familiari si sono riuniti alla Sapienza di Roma per discutere sullo stato della salute mentale in Italia alla “Conferenza Nazionale della salute mentale”. Psicoradio, promotrice di questo evento, era presente con una parte della redazione…- Aumentare i fondi per il servizio sanitario nazionale e destinare alla salute mentale il 5% del totale…- CSM aperto 24 ore su 24, 7 giorni su 7…- Abolizione delle cattive pratiche e degli strumenti di contenzione (TSO violenti, teaser, contenzione)..Queste sono solo alcune delle 10 proposte emerse durante la Conferenza e presentate il 26 giugno al Ministro della salute Giulia Grillo durante il tavolo tecnico sulla salute mentale…L’ultimo dei 10 punti esposti dall’ex senatrice Nerina Dirindin, che oggi si occupa di salute mentale in carcere come membro di Stop OPG, evidenzia la necessità di coinvolgere direttamente le persone con sofferenza mentale e i loro familiari per proporre e attuare nuovi provvedimenti (leggi, regolamenti, cure)…Fabrizio Starace, direttore del DSM di Modena e presidente SIEP, relatore al tavolo sulle diseguaglianze e il diritto all’uniformità della cura in Italia, afferma ai nostri microfoni: “Il budget (destinato alla salute mentale) non è assolutamente sufficiente. In Italia s’investe un terzo o addirittura un quarto rispetto a paesi come Inghilterra, Germania e Francia”…Qual è il problema principale nella cura della salute mentale oggi? Angelo Fioritti,direttore del DMS di Bologna, risponde: “Probabilmente quello dei giovanissimi. Come si affronta il disagio e la malattia mentale negli adolescenti e nei giovani adulti. Questo è uno dei temi a cui prestare la massima attenzione”…Durante la due giorni, oltre a partecipare ai panel, abbiamo conosciuto e raccolto le voci di parenti ed operatori nei corridoi, in questa puntata ve ne diamo un assaggio in un piccolo blob…Al termine dell’incontro Nerina Dirindin invita le associazioni e i protagonisti della salute mentale a continuare il confronto e a fare rete per attuare le 10 proposte emerse durante la conferenza. Secondo l’ex senatrice è fondamentale in questo momento verificare che siano attuate nel modo corretto su tutto il territorio nazionale…Concludiamo con le parole incoraggianti di Don Ciotti, che di fronte alla paura montante del diverso ci dice: “Non spaventiamoci, restiamo uniti e continuiamo a lottare”…In questi mesi in tante città si celebra il Gay Pride. Psicoradio lo festeggia andando in onda con una puntata speciale di un’ora venerdì 28 giugno dalle ore 14 alle 15 sulle frequenze di Radio Popolare Milano. Per l’occasione Marco racconta in “un’intervista interiore” racconta il suo percorso di transizione da donna a uomo.

26 giugno 2019
 
Pensieri per Noa

In questa puntata la redazione di Psicoradio riflette sulla storia di Noa Pothoven, la 17enne olandese che si è lasciata morire di fame dopo anni di sofferenze psichiche seguite a diverse violenze sessuali. La notizia ha scosso molto redattori e redattrici e dopo una lunga discussione abbiamo raccolto i nostri diversi punti di vista in una tavola rotonda…Lorenzo, per esempio, dice di essersi rivisto nella sofferenza di Noa: “Penso che ci sia bisogno di un incontro e di forza di volontà, sono due fattori che devono andare di pari passo”…A Vincenzo invece il caso di Noa ha suscitato una riflessione sul disturbo post-traumatico da stress: “Molte volte una persona si rinchiude nel ruolo della vittima, da cui non è facile uscire, ma non potendolo raccontare a se stesso non lo può raccontare agli altri”…“Anche io come lei ho un trauma abbastanza recente alle spalle – rivela Sara. – Non abbiamo avuto tempo di elaborare la cosa e trovare aiuto. Da una parte la capisco ma fortunatamente ho trovato persone che mi hanno aiutato a fissare degli obiettivi”…Piero infine spiega ”A me quello che ha aiutato molto è trovare una psicoterapeuta con cui mi trovassi veramente bene, ma prima di trovarla ho dovuto fare il passo e decidere di fare le cose per bene”…Chiudiamo con le parole dello psichiatra Eugenio Borgna che su “La Repubblica”. pochi giorni dopo l’accaduto, ha commentato “Noa non era libera di decidere. Con una depressione provocata dalle terribili violenze, non era libera nelle sue scelte.”

19 giugno 2019
 
Quando nasce una madre

“Quando stavo male pensavo di essere la sola a stare male, mi sentivo matta. Ma non ero la sola e non ero matta. Se non avessi affrontato con qualcuno questi pensieri però lo sarei diventata (…) Il solo fatto che ci sia qualcuno che ti ascolta, che non ti giudica, e al quale tu possa raccontare quello che senti, ad esempio che non vuoi vedere il bambino o che odi il padre, ti fa stare meglio”. ….La nascita di un bambino è – praticamente sempre – descritta in termini idilliaci: come una benedizione, un momento magico e irripetibile…..Non si parla quasi mai, invece, delle difficoltà. E così ci sono madri che davanti alla realtà quotidiana possono trovarsi spiazzate, o con una grande sensazione di inadeguatezza. Donne che temono di non essere abbastanza capaci di essere madri, donne che si ritengono colpevoli di non essere all’altezza delle aspettative su gravidanza, parto e post parto. ….A Psicoradio, dopo la nascita di una bimba (che in questa puntata sentirete ridere e piangere), ci siamo interrogati sui cambiamenti che avvengono durante la maternità e la paternità, con l’arrivo di una terza piccola persona all’interno della coppia, e abbiamo realizzato una serie di trasmissioni…..Ci hanno raggiunto in redazione Silvia Zampieri e Silvia Tedeschi , due mamme che hanno vissuto un parto difficile. Negli anni hanno affrontato il trauma anche con specialisti e adesso hanno deciso di creare un gruppo di auto mutuo aiuto sul parto, per mettere la loro esperienza a disposizione di altre mamme…..Il gruppo, che si è incontrato per la prima volta l’8 giugno, è dedicato a quelle che le due Silvia descrivono come “le mamme di mezzo”, quelle mamme che sentono un disagio e che di questa loro difficoltà vogliono parlare con altre madri che hanno subito altri traumi, “diversi ma uguali”…..Per Silvia Tedeschi, mentre l’aspettativa è sempre di una bellissima emozione, tutti i parti possono invece tradursi in una brutta esperienza. Per esempio nel momento in cui l’aspettativa della madre non collima con la realtà dei fatti, o nel momento in cui una madre non ha la possibilità di capire cosa sta accadendo: “mentre mi facevano il cesareo non capivo cosa mi stava accadendo, urlavo, sentivo dolore. Ho avuto davvero paura di morire. Mi sarebbe stato utile avere delle informazioni: ad esempio sapere che in sala operatoria è normale che usino fasce per fermarti le braccia”… ..E poi ci sono luoghi comuni da sfatare. Per esempio quello per cui il parto naturale è sempre bello e il cesareo sempre traumatico. Può essere il contrario. E possono esserci anche parti fisiologicamente perfetti che non lo sono psicologicamente. “Mi dicevano, devi essere felice, è andato tutto bene e tu e il tuo bambino state bene. Si, potevo fingere di essere felice, ma quello che provavo era frustrazione per il cesareo”- sottolinea Silvia Zampieri…..E poi le due Silvie raccontano quella che per loro è stata la scoperta più importante: “Non posso capire che madre sono nei primi periodi passati insieme a mio figlio. Sembra che tutto si giochi in quei primi mesi, invece abbiamo tempo, e dobbiamo prenderci tempo, perché diventare mamme è una cosa che non finisce”… ..Info: Il gruppo di auto mutuo aiuto Parti Difficili si incontra nei mesi di giugno e luglio ogni sabato dalle 10 alle 11.30 a Bologna , presso la Asl, Aula Roncati di viale Pepoli 5. Tel. 349 7529271 – 347 4216362

 
 
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