Memos
liguori
04 novembre 2015
Renzi, i commissari e la sinistra. Intervista con Luca Alessandrini.

Piovono commissari sulla politica italiana. E a mandarli è il capo del governo Renzi. Negli ultimi giorni si è parlato molto di commissari, anche per alcune coincidenze temporali come la decadenza di Marino da sindaco di Roma e la fine dell’Expo. La cacciata di Marino dal Campidoglio ha portato alla nomina al suo posto, come prevede la legge, di un commissario prefettizio al comune di Roma, Francesco Paolo Tronca, fino ad un attimo prima prefetto di Milano Quasi contemporaneamente la chiusura dell’Expo milanese è stata accompagnata dalla celebrazione del rito ambrosiano dei grandi eventi e del suo sacerdote, Giuseppe Sala (amministratore delegato di Expo Spa) che è stato anche commissario unico del governo per l’Expo. Sala sta riempiendo le cronache politiche di questi giorni anche perchè da commissario del governo si appresterebbe a diventare candidato sindaco di Milano. E gli altri commissari, chi sono? Un paio di mesi fa il governo ha nominato il prefetto di Roma Franco Gabrielli commissario unico per il Giubileo. E ancora, un altro commissario: Raffaele Cantone, il magistrato anticamorra. Il governo Renzi lo ha voluto a capo dell’autorità anticorruzione nel giugno del 2014, mentre lo scandalo per l’inchiesta della procura di Milano sulle tangenti all’Expo (con i redivivi Greganti e Frigerio) rischiava di bloccare sul nascere il grande evento. Ecco, dunque, la squadra dei commissari renziani. Cosa rappresentano? Sono i tecnici che riempiono un vuoto della politica, come si diceva qualche tempo fa, oppure sono solo emissari, mandatari di una politica che invece conta e che sta al centro della scena? Memos ne ha parlato oggi con Luca Alessandrini, direttore dell’Istituto Ferruccio Parri di Bologna.

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23 gennaio 2019
 
Memos di mer 23/01

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22 gennaio 2019
 
Memos di mar 22/01

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18 gennaio 2019
 
Lezioni di antimafia: Nando dalla Chiesa

Primo incontro del nuovo ciclo di “Lezioni di antimafia” ideato dalla Scuola di Formazione “Antonino Caponnetto” e coordinato da Raffaele Liguori. La lezione è stata tenuta da Nando dalla Chiesa, sociologo all’Università degli Studi di Milano dove insegna, tra gli altri, nel corso di Sociologia della criminalità organizzata, unico in Italia. La lezione si è svolta nell’Auditorium di Radio Popolare l’11 gennaio 2019. Titolo: «Giornalismo e mafia: tra integrazione e conflitto».

17 gennaio 2019
 
Memos di gio 17/01

“Italia Occulta”. E’ il titolo dell’ultimo libro di Giuliano Turone (Chiarelettere, 2019). Il magistrato, giudice emerito della Cassazione, è autore di inchieste giudiziarie che hanno fatto la storia dell’Italia repubblicana: da quelle sul bancarottiere Michele Sindona all’assassinio dell’avvocato Giorgio Ambrosoli, alla scoperta degli elenchi della loggia massonica P2. Il sottotitolo di questo libro è: dal delitto Moro alla strage di Bologna, il triennio maledetto che sconvolse la Repubblica (1978-1980). Turone è stato ospite oggi a Memos. “Quel triennio maledetto – ha raccontato – è il periodo di maggior potere del sistema P2, dell’occulto al governo del paese”. Turone a Memos parla anche del caso Battisti, di cui si è occupato in passato come magistrato e in un libro del 2011. La puntata di oggi si conclude con il messaggio di Dino Amenduni, docente di comunicazione politica all’università di Bari.

16 gennaio 2019
 
Memos di mer 16/01

Stiamo rischiando un’involuzione fascista della società italiana? Il governo giallo-nero, in particolare la leadership leghista dell’esecutivo, è il motore di questa involuzione? Oppure è troppo azzardato accostare il nazionalismo populista e xenofobo di Salvini al fascismo? Com’è noto, nel campo democratico e antifascista esistono opinioni diverse su questo punto. Memos ne ha parlato con due storici: Giulia Albanese, docente di Storia contemporanea all’Università di Padova, e Alberto De Bernardi che insegna all’Università di Bologna. Con la professoressa Albanese abbiamo anche ripercorso alcune tappe del fascismo delle origini, quello nato a Milano proprio un secolo fa, nell’inverno del 1919.

15 gennaio 2019
 
Memos di mar 15/01

In attesa del voto sulla Brexit a Westminster, stasera a Memos lo storico delle relazioni internazionali David Ellwood e Andrea Mammone, storico dell’Europa alla Royal Holloway dell’università di Londra.

11 gennaio 2019
 
Memos di ven 11/01

Le alleanze europee di Lega e Cinque Stelle. Con il viaggio dei giorni scorsi di Salvini a Varsavia e Di Maio a Bruxelles è iniziata la campagna europea per Lega e M5S. La destra leghista guarda a destra anche in Europa: dalla francese Le Pen all’Alleanza per la Germania, dai nazionalisti austriaci di Fpo agli xenofobi olandesi di Wilders. Ancora tutto in costruzione il percorso del M5S: Di Maio ha promesso la firma di un manifesto politico comune entro febbraio, ma non è ancora chiaro chi saranno i firmatari. A Memos ne abbiamo parlato con il filosofo della politica Roberto Castaldi. Ospite della trasmissione anche Samuele Mazzolini con il suo messaggio nella bottiglia, mentre Giuseppe Teri (vicepresidente della Scuola di Formazione “Antonino Caponnetto”) ha presentato il nuovo ciclo di lezioni di antimafia che si tiene a Radio Popolare. Si parlerà, in una decina di incontri tutti i venerdì, di “Giornalismo e mafia”. Si parte oggi alle 21 con la prima lezione tenuta dal professor Nando dalla Chiesa. Una sintesi della lezione verrà trasmessa il venerdì successivo all’appuntamento in auditorium nel corso di Memos (https://www.radiopopolare.it/trasmissione/lezioni-di-antimafia/).

10 gennaio 2019
 
Memos di gio 10/01

Il governo Conte e la ricerca scientifica, due mondi a parte. Non basta la firma di Grillo sotto il manifesto del virologo Roberto Burioni contro le pseudoscienze; né sono sufficienti quelle poche decine di milioni di euro in più stanziati dal governo con la manovra per la ricerca e l’innovazione. «Purtroppo anche questo governo ha trattato l’università/ricerca come un inutile fastidio», racconta a Memos Francesco Sylos Labini, fisico teorico, tra i fondatori di Roars (http://roars.it), associazione di informazione e dibattito sulla ricerca e la formazione. Ospite della puntata di oggi anche Matteo Cerri, medico, ricercatore in neurofisiologia dell’università di Bologna, membro del Topical team dell’Esa (un laboratorio dell’agenzia spaziale europea che si occupa di ibernazione). Scopo della ricerca del professor Cerri è lo sviluppo di una procedura che induca una sorta di letargo negli individui. Una procedura che potrà essere utile per gli astronauti che saranno destinati a lunghi viaggi di esplorazione nello spazio. Matteo Cerri ha appena pubblicato un libro di divulgazione scientifica dal titolo “A mente fredda” (Zanichelli, 2018).

09 gennaio 2019
 
Memos di mer 09/01

Beni comuni, una legge popolare. Tra dieci giorni parte la campagna di raccolta firme per una legge di iniziativa popolare sui beni comuni. Il prossimo 19 gennaio si terrà a Roma un’assemblea pubblica alla Casa Internazionale della Donne. Il testo di legge è quello scritto dieci anni fa da una Commissione del ministero della giustizia presieduta dal grande giurista Stefano Rodotà, un testo che da allora non è stato mai discusso in parlamento. Memos ha ospitato oggi il giurista Ugo Mattei (Università di Torino e University of California), tra i promotori della raccolta di firme. «La popolazione deve rendersi conto – racconta Mattei – che abbiamo una serie di risorse che appartengono a tutti e che vanno governate con grande saggezza, perché sono il futuro nostro e delle generazioni che verranno». Tra i primi sostenitori della campagna per i beni comuni (http://benicomunisovrani.it) Ugo Mattei ha citato Arci, Slow food, Fondazione Pistoletto, Libertà e Giustizia. La puntata di oggi si chiude con il messaggio nella bottiglia della giornalista e scrittrice Paola Natalicchio.

08 gennaio 2019
 
Memos di mar 08/01

La legge Salvini e il vigore dell’opposizione. Prima il sindaco di Palermo Orlando e poi un gruppo di regioni (Toscana, Emilia Romagna, Umbria): il no alla legge contro l’immigrazione è stato forse il primo vero atto di opposizione al governo Conte e alla maggioranza M5S-Lega. Un’opposizione in difesa dei princìpi costituzionali e della convivenza democratica. Memos ne ha parlato con la politologa Nadia Urbinati. A chiudere la puntata di oggi il “messaggio nella bottiglia” di Davide Mattiello, ex parlamentare della commissione antimafia e presidente della Fondazione Benvenuti in Italia di Torino.

07 dicembre 2018
 
Memos di ven 07/12

“La scienza inutile. Tutto quello che non abbiamo voluto imparare dall’economia”. E’ il titolo di quel libro che mancava per chi è interessato alla conoscenza dei fondamenti del pensiero economico, per chi ha piacere nel veder coniugate le principali teorie economiche degli ultimi 150 anni con i casi della realtà. Memos ha parlato di “La scienza inutile” (Luiss, 2018) con il suo autore: Francesco Saraceno, economista, vice direttore dell’Osservatorio Francese sulla Congiuntura Economica (Ofce) di Sciences Po a Parigi. Ospite della puntata di oggi anche Bruno Simili, vicedirettore della rivista Il Mulino, che ha curato il “messaggio nella bottiglia”.

06 dicembre 2018
 
Memos di gio 06/12

Le piazze del governo “giallo-nero”. La Lega ha scelto Roma e il M5S Torino. Sabato 8 dicembre Salvini e Di Maio cercano una ri-legittimazione popolare. Sono i riti del populismo sovranista, spiega a Memos la politologa Nadia Urbinati. Con lei abbiamo parlato della destra in Europa, delle lesioni inferte alla democrazia dal leader ungherese Orbàn con le silenziose complicità dei partiti centristi europei del PPE. E la sinistra, come intende reagire alla destra autoritaria e nazionalista? Cosa significano le richieste di “radicalità” che arrivano da aree culturali del riformismo europeo? Il riferimento è al rapporto “Uguaglianza Sostenibile” di cui abbiamo parlato nella puntata del 4 dicembre scorso. A Memos oggi anche la giornalista e saggista Ida Dominijanni con il suo “messaggio nella bottiglia”.

 
 
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