Psicoradio
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24 ottobre 2018
Marat e Sade in tournée in Giappone

Il teatro di “Arte e Salute” fa scuola alla psichiatria nipponica “Occorre tirarsi fuori dal fosso per i capelli, rovesciare se stessi da dentro in fuori e guardare il mondo con occhi nuovi.” Questa frase è un estratto dall’opera teatrale dal titolo “La Persecuzione e l’assassinio di Jean Paul Marat”o più semplicemente “Marat/Sade”, che racconta di come il marchese de Sade inizia a preparare, all’interno del manicomio di Charenton in cui è rinchiuso, uno spettacolo teatrale sull’assassinio di Jean paul Marat, impiegando come attori gli internati del manicomio. Quest’opera è stata portata in scena dagli attori di “Arte e Salute onlus”, la compagnia teatrale di Bologna diretta da Nanni Garella, già qualche tempo fa. Ma quest’anno, il quarantesimo dalla legge Basaglia è l’occasione per una tourneé speciale, in Giappone. Gli attori sono partiti per Tokyo e dintorni con una delegazione di psichiatri del Dipartimento di Salute mentale di Bologna, tra cui il direttore Angelo Fioritti, per portare nel paese del Sol Levante il modello terapeutico attivo in Italia dopo la legge 180 del 1978. Obiettivo del viaggio è mostrare ad una realtà in cui esistono ancora i manicomi che curare senza rinchiudere è possibile. Agli attori abbiamo chiesto aspettative e riflessioni sull’opera che andrà in scena. “La parte più bella? Quando alla fine cantiamo l’inno ‘Marat siam tutti qua, vogliamo la libertà’, è stato un momento di grande soddisfazione perché siamo andati oltre il pregiudizio del manicomio, questo dà senso al nostro lavoro”, racconta uno degli attori, Luca. “La legge Basaglia è una conquista culturale ed etica che in molti ci invidiano, un modello che è nostro dovere esportare”, ha aggiunto Marco Lombardo, l’assessore al lavoro, alle relazioni internazionali e alle politiche del terzo settore del Comune di Bologna, partito con la delegazione. “Viaggio, libertà esperienza, ecco quello che mi aspetto dal Giappone”, conclude Moreno , il “Marat” della compagnia Arte e Salute…..Tra apocalissi interiori e “La fine del mondo”….“Le apocalissi non si generano solo nella società ma anche dentro ognuno di noi, sono quei momenti di crisi in cui le persone si allontanano dal mondo e i propri valori perdono di senso”. Lo dice ai microfoni di Psicoradio Nicola Martellozzo, antropologo dell’università di Bologna, presentando il seminario su “La fine del mondo”, l’opera incompiuta di Ernesto De Martino, che si terrà sabato 27 ottobre al circolo CostArena di Bologna. “Ognuno di noi ha in sé la capacità di affrontare le proprie crisi – spiega Martellozzo – e De Martino ce lo fa vedere, ci insegna che il rinnovamento interiore è possibile”…L’evento fa parte della rassegna (In)Attualità del Pensiero Critico

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GLI ULTIMI PODCAST
12 dicembre 2018
 
CSM24: una porta aperta

Forse non tutti sanno che cos’è un CSM. E in cosa si differenzia da un CSM 24? Psicoredattori e psicotutor si sono dilettati a risolvere questo rompicapo: “Per me il CSM è il Consiglio Superiore della Magistratura”, “Consorzio Salumi Municipali”, “Come Sopra ma Meglio”, “Comitato Sulle Mulattiere” e così via. Scherzi a parte, queste sono le risposte bizzarre e fantasiose che hanno ipotizzato i redattori di Psicoradio, ma che cos’è davvero il CSM? È l’acronimo di Centro di Salute Mentale, primo luogo di riferimento sul territorio per chi soffre di un disagio psichico. Nei CSM lavorano medici psichiatri, infermieri, psicologi, educatori, assistenti sociali e di recente in alcuni servizi si sta facendo strada la figura degli “Esp”, i cosiddetti “esperti per esperienza” ovvero persone che soffrono o hanno sofferto di un disagio psichico e che grazie alla loro esperienza diretta supportano gli altri utenti…I Centri di Salute Mentale sono regolati da leggi regionali, quindi giorni ed orari di apertura variano sensibilmente da regione a regione e da città a città…In alcuni territori si stanno sperimentando i cosiddetti CSM 24 ovvero servizi aperti ventiquattro ore su ventiquattro. “La prima caratteristica del CSM 24 è la porta aperta”, dice Cristina Brandolin, infermiera in uno di questi centri a Trieste. E, circa le differenze tra i CSM 24 e le strutture residenziali, spiega: “Sono completamente diversi, perché mentre nelle residenze sono i pazienti a doversi adeguare a regole e tempi della struttura, nei CSM 24 le attività sono modulate sulle esigenze dei pazienti che non vengono sradicati dalla loro quotidianità”…I redattori di Psicoradio si sono poi interrogati sul senso e utilità del CSM 24 nel corso di una tavola rotonda in cui emergono le riflessioni di chi i centri di salute mentale li frequenta da anni…Infine segnaliamo un appuntamento: il 13 e il 14 dicembre, alle Officine Garibaldi di Pisa, ci sarà un incontro dal titolo “Tracce sonore, dieci anni di storia di Collegamenti”. Radio Collegamenti, che insieme a Psicoradio e a molte altre radio della salute mentale fa parte del network Larghe vedute, festeggerà i 10 anni di attività. L’evento è gratuito, ma è necessario registrarsi all’indirizzo mail: lorella.raneri@uslnordovest.toscana.it

05 dicembre 2018
 
psicoradio di mer 05/12

psicoradio di mer 05/12

28 novembre 2018
 
Dove sono finiti i sogni di Basaglia?

Una mappa fotografica dell’Italia a 40 anni dalla chiusura dei manicomi..“La foto che mi ha colpito di più è quella di Cecilia, un taglio sui suoi occhi che guardano verso l’alto. E’ un’ immagine che mi dà una grande speranza”. Alessio Coser, fotografo, e Jacopo Tomasi, giornalista, hanno raccontato ai microfoni di Psicoradio il loro percorso lungo la penisola visitando i luoghi della salute mentale. Un viaggio da nord a sud, da Trento a Palermo, diventato una mostra fotografica: “Dove sono finiti i sogni di Basaglia?” è un’ esposizione itinerante che dopo le tappe di Trento e Torino approderà a Bologna, da “Senape Vivaio Urbano”dal 30 novembre al 7 dicembre…Cecilia è una delle protagoniste della mostra. Da giovane ha vissuto il dramma del manicomio, oggi ha settant’anni e vive in un appartamento a Cagliari. Merito della legge 180 che quarant’anni fa ha portato alla chiusura dei manicomi, anche se il panorama della cura oggi è ancora frammentario, “con realtà che viaggiano a velocità diverse – raccontano gli autori – Da un lato realtà modello come Trento, con utenti e familiari esperti che hanno vissuto sulla propria pelle la malattia mentale e collaborano con i medici, dall’altro situazioni più critiche, come quella di Palermo, dove mancano attività di integrazione sociale”…Psicoappuntamenti:..“Ultimi sguardi su un presente passato”..Il fenomeno del Tarantismo nel Sud Italia, i rituali del lutto con le “prefiche” che piangevano a pagamento e quelli coreutici per scacciare la taranta raccontati attraverso alcuni documentari ispirati al lavoro antropologico di Ernesto De Martino. Continuano gli incontri di Officina Mentis a Bologna, appuntamento lunedì 3 dicembre al Circolo Costarena, via Azzo Gardino 48, con “Ultimi sguardi su un presente passato. I documentari degli anni 50 e 60 ispirati agli studi di De Martino”. Ne parlerà Cristina Lasagni, direttrice di Psicoradio e docente di Cinema documentario all’università della Svizzera italiana…”Alda Merini una voce nelle macerie”..Ispirato al volume della poetessa milanese “L’altra verità, diario di una diversa”, lo spettacolo “Alda Merini, una voce nelle macerie” del regista Roberto Benatti andrà in scena giovedì 29 novembre alle 21 al teatro Meloncello di Bologna, organizzato dall’Istituto Minguzzi in collaborazione con il Centro delle donne di Bologna…“A teatro. In compagnia”..A cosa serve fare teatro per chi ha problemi di salute mentale? E’ utile? Può cambiare le sorti del paziente? A questa domande risponde il libro “ A teatro. In compagnia” che verrà presentato sabato 1 dicembre alle 18, 00 all’Arena del Sole di Bologna. Interverranno Claudio Longhi direttore della fondazione Emilia Romagna Teatro, Angelo Fioritti, direttore del Dipartimento di salute mentale di Bologna.

21 novembre 2018
 
Una giornata nella REMS di Parma

Cineforum, corso di cucina, ginnastica, giardinaggio e shiatsu. Queste sono solo alcune delle attività che si svolgono ogni giorno nella REMS di Casale di Mezzani in provincia di Parma, che dal 2015 è una delle residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza dell’Emilia-Romagna, insieme a quella di Bologna. Le REMS sono le strutture che hanno sostituito gli OPG, gli ospedali psichiatrici giudiziari. Insieme al nome è cambiato anche il trattamento degli autori di reato con disagio psichico che scontano in questi luoghi la loro pena. La strada è quella del reinserimento sociale dei pazienti…..“I residenti non possono più stare un tempo indefinito in un luogo di custodia, come accadeva negli OPG” racconta Giuseppina Paulillo, responsabile della struttura di Parma. I tempi di permanenza nelle REMS, possono variare dai 2 ai 10 anni, in funzione della pena applicata dal giudice. La media di permanenza a Parma è di circa un anno…..Psicoradio vi racconta una giornata tipo all’interno di questa struttura, che è il riadattamento di una vecchia scuola di paese, dotata di una sala comune per la colazione e le attività. Le misure di sicurezza sono ridotte alla presenza esterna di una guardia giurata e ad alcuni dispositivi che permettono di mettersi in contatto veloce e diretto con le forze dell’ordine in tempo reale, in caso di necessità. Nonostante questo, dal 2015 ci sono stati solamente tre allontanamenti: in tutti e tre i casi, nessuno ha commesso reati e, come sottolinea la dott.ssa Paulillo “nessuno aveva intenzione di reiterare il reato”…..Per finire gli Psicoappuntamenti di questa settimana a Bologna….Psichiatria Sessantotto….Partiamo dall’incontro organizzato dall’Istituto Minguzzi a palazzo D’Accursio alle 16 e 30: «La volontà di cambiare: crisi del modello psichiatrico, sperimentazione, territorio e Istituzioni» durante il quale interverranno il giornalista Maurizio Torrealta, Bruna Zani dell’Istituzione Minguzzi, Flavia Franzoni, esperta di organizzazioni sociali e lo psichiatra Giovanni De Plato. Durante l’appuntamento le letture da documenti originali saranno a cura dei Teatri Arte e Salute – Testoni Ragazzi…..L’Anpi per i 40 anni della legge Basaglia….Sempre giovedì ma alle 17 e 30 al Costa-Arena in via Azzo Gardino 48, torna la rassegna “A quarant’anni dalla legge Basaglia” organizzata in collaborazione con l’Anpi. Questa volta l’incontro sarà dedicato alla presentazione del libro «Sant’Isaia 90: cent’anni di follia a Bologna» di Elisa Montanari che dialogherà con il giornalista Luca Sancini….. ….Storie di manicomio….Il manicomio nelle pagine del libro scritto da Cinzia Migani con il contributo di Ferruccio Giacanelli dal titolo «Memorie di trasformazione. Storie di trasformazione» che verrà presentato venerdì 23 novembre alle 17 presso la biblioteca Minguzzi di via Sant’Isaia, 90.

14 novembre 2018
 
Un brano per raccontarci

L’ultimo mercoledì di ogni mese Psicoradio va in onda in diretta su Radio Città del Capo di Bologna, scegliendo ogni volta un tema differente. Per inaugurare questa nuova stagione di puntate speciali dal vivo, una buona fetta dei redattori ha scelto di presentarsi agli ascoltatori attraverso un brano musicale che li rappresenta…Questa settimana proponiamo a tutte le altre radio in cui Psicoradio va in onda sul territorio nazionale la registrazione di ciò che è andato in onda. Qualcuno ha scelto un brano italiano, altri hanno portato un brano di autori stranieri ed altri ancora, come Piero, hanno invece voluto presentare delle produzioni proprie:..“Un anno fa, proprio il giorno prima di entrare a Psicoradio, ho pubblicato su internet il mio primo demo di musica ambient, riuscendo dopo un lungo percorso ad oltrepassare l’ansia e la paura di espormi come artista che ho avuto per tanto tempo.”..Isaac invece ha proposto agli ascoltatori un pezzo di Jean Michel Jarre, “Oxygène part 4”, che lo ha avvicinato al mondo della musica elettronica: “E’ un pezzo molto particolare, perché lui è stato uno dei pionieri della musica elettronica e ancora oggi mi stupisce e riesce a darmi emozioni che nessun altro pezzo riesce a darmi”…Lorenzo ha scelto invece qualcosa di completamente diverso rispetto agli altri, privilegiando la sua passione calcistica che l’ha portato ad amare il Bologna Calcio: la sua scelta è caduta su “Bologna Campione” di Dino Sarti. Per sentire che cosa hanno scelto gli altri redattori, non dovete far altro che ascoltare questa puntata…Per la rubrica psicoappuntamenti: fino al 18 novembre è possibile visitare a Como la mostra fotografica curata da Gin Angri, Donne cancellate, che raccoglie diari, lettere e relazioni mediche delle donne che sono state ricoverate tra il 1882 e il 1948 nel manicomio San Martino di Como. Queste donne erano tutte accomunate dal fatto di essere considerate “devianti”. Il progetto è a cura dell’associazione Oltre il Giardino.

07 novembre 2018
 
Non dimenticate il preservativo!

Cosa sono Prep, lue o chemsex? Ed è vero che l’HIV si trasmette con un bacio, con il sudore o con le lacrime? Si trasmette solo con i rapporti completi? Esiste un vaccino per l’epatite ? Il preservativo è l’unica precauzione contro le malattie sessualmente trasmissibili? Che cos’è il ‘periodo finestra’?..Psicoradio parla di ciò di cui si ha paura e vergogna di parlare: le malattie sessualmente trasmissibili, perché nascondere la polvere sotto il tappeto non ha mai funzionato. E queste malattie del corpo hanno impatto anche sulla psiche. La redazione ne parla con la dottoressa Antonietta D’Antuono, responsabile dal 1987 dell’ambulatorio Mts (malattie a trasmissione sessuale) dell’ospedale Sant’Orsola di Bologna…“Le infezioni più diffuse a livello quantitativo sono sicuramente la sifilide e la clamidia. La sifilide si credeva erroneamente sconfitta, mentre è ritornata in auge negli ultimi quindici anni. Per la clamidia si sta facendo strada l’ipotesi di fare degli screening soprattutto nelle donne molto giovani”…L’HIV è la malattia sessualmente trasmissibile che ancora fa più paura; come si comunica? Intanto, ricordando che la situazione è molto cambiata, e che ” è diventata una malattia cronica, con cui si convive, come il diabete, che permette una vita completamente normale” – continua la dottoressa D’Antuono…E poi, una serie utilissima di domande, un Vero/Falso sulla trasmissione sessuale delle malattie..Alla fine, dopo tante infezioni, rischi e malattie che si trasmettono con il sesso, Psicoradio chiude la puntata tornando a parlare di piacere e amore, e regalandovi le poesie di tre grandi poeti… E’ l’amore che è essenziale….E’ l’amore che è essenziale…Il sesso è solo un accidente…Può essere uguale..o differente…L’uomo non è un animale..è una carne intelligente,..anche se a volte malata… Fernando Pessoa….Giura che mi terrai nuda e legata..per una notte intera, a luci spente;..che se mento sarò martorizzata..a mezzogiorno, irrevocabilmente…..Patrizia Valduga….E poi fate l’amore….E poi fate l’amore…Niente sesso, solo amore…E con questo intendo i baci lenti sulla bocca,..sul collo, sulla pancia, sulla schiena,..i morsi sulle labbra, le mani intrecciate,..e occhi dentro occhi.(…)….Alda Merini

31 ottobre 2018
 
Matrimoni felici e dove trovarli

Fabio e Cristina quattro anni dopo ..“Prima di conoscere Cristina ero sempre uguale a me stesso e ne soffrivo. Mi dicevo: la vita non cambia. Da quando vivo con Cristina è aumentato molto il mio senso di responsabilità: non devo pensare solo per me, devo pensare a noi.”..Nella puntata di questa settimana Psicoradio parla delle relazioni di coppia, nello specifico di come riuscire a mantenere nel tempo un matrimonio felice. Fabio Tolomelli è un ex redattore di Psicoradio che quest’anno festeggia il quarto anniversario di matrimonio con la sua compagna. Lo avevamo già intervistato quando si era fidanzato e successivamente sposato con la sua attuale moglie Cristina Cavicchi. Fabio e Cristina affermano di non aver mai litigato una volta da quando si sono sposati. Per capire come fanno li abbiamo intervistati, sviscerando a distanza di quattro anni le varie sfumature della loro vita di coppia: “Questa sintonia non è imposta da uno all’altro ma dalla comprensione reciproca dei problemi interiori e dal prendere coscienza dei propri errori senza mai rinfacciare nulla su cose dette o fatte. Con garbo ci si dice tutto quello che si pensa”. L’importante è non idealizzare mai troppo l’altra persona, bisogna accettarla per ciò che è…Continua il viaggio di Psicoradio alla scoperta del Giappone..Nella seconda parte della puntata invece parliamo delle differenze tra Italia e Giappone attraverso il punto di vista di una ragazza giapponese che vive in Italia da diversi anni e che abbiamo intervistato: “In Italia parlano parlano e non si ascoltano! La cosa bella è che comunque la conversazione funziona e va avanti!” dice la ragazza in tono scherzoso, spiegando come in Giappone la comunicazione si basi più sull’ascolto. In generale in Giappone c’è una cultura di riservatezza in cui ognuno rimane nella propria sfera mentre “qui in Italia le persone si disturbano e si aiutano e questa è una cosa bellissima.” E per finire ascoltiamo le poesie che l’ascoltatore Andrea Cirotti ha regalato alla redazione.

24 ottobre 2018
 
Marat e Sade in tournée in Giappone

Il teatro di “Arte e Salute” fa scuola alla psichiatria nipponica “Occorre tirarsi fuori dal fosso per i capelli, rovesciare se stessi da dentro in fuori e guardare il mondo con occhi nuovi.” Questa frase è un estratto dall’opera teatrale dal titolo “La Persecuzione e l’assassinio di Jean Paul Marat”o più semplicemente “Marat/Sade”, che racconta di come il marchese de Sade inizia a preparare, all’interno del manicomio di Charenton in cui è rinchiuso, uno spettacolo teatrale sull’assassinio di Jean paul Marat, impiegando come attori gli internati del manicomio. Quest’opera è stata portata in scena dagli attori di “Arte e Salute onlus”, la compagnia teatrale di Bologna diretta da Nanni Garella, già qualche tempo fa. Ma quest’anno, il quarantesimo dalla legge Basaglia è l’occasione per una tourneé speciale, in Giappone. Gli attori sono partiti per Tokyo e dintorni con una delegazione di psichiatri del Dipartimento di Salute mentale di Bologna, tra cui il direttore Angelo Fioritti, per portare nel paese del Sol Levante il modello terapeutico attivo in Italia dopo la legge 180 del 1978. Obiettivo del viaggio è mostrare ad una realtà in cui esistono ancora i manicomi che curare senza rinchiudere è possibile. Agli attori abbiamo chiesto aspettative e riflessioni sull’opera che andrà in scena. “La parte più bella? Quando alla fine cantiamo l’inno ‘Marat siam tutti qua, vogliamo la libertà’, è stato un momento di grande soddisfazione perché siamo andati oltre il pregiudizio del manicomio, questo dà senso al nostro lavoro”, racconta uno degli attori, Luca. “La legge Basaglia è una conquista culturale ed etica che in molti ci invidiano, un modello che è nostro dovere esportare”, ha aggiunto Marco Lombardo, l’assessore al lavoro, alle relazioni internazionali e alle politiche del terzo settore del Comune di Bologna, partito con la delegazione. “Viaggio, libertà esperienza, ecco quello che mi aspetto dal Giappone”, conclude Moreno , il “Marat” della compagnia Arte e Salute…..Tra apocalissi interiori e “La fine del mondo”….“Le apocalissi non si generano solo nella società ma anche dentro ognuno di noi, sono quei momenti di crisi in cui le persone si allontanano dal mondo e i propri valori perdono di senso”. Lo dice ai microfoni di Psicoradio Nicola Martellozzo, antropologo dell’università di Bologna, presentando il seminario su “La fine del mondo”, l’opera incompiuta di Ernesto De Martino, che si terrà sabato 27 ottobre al circolo CostArena di Bologna. “Ognuno di noi ha in sé la capacità di affrontare le proprie crisi – spiega Martellozzo – e De Martino ce lo fa vedere, ci insegna che il rinnovamento interiore è possibile”…L’evento fa parte della rassegna (In)Attualità del Pensiero Critico

17 ottobre 2018
 
Ilaria che impara a vivere con le sue voci

La storia di un’ascoltatrice di Psicoradio Un giorno è venuta a trovarci in redazione e ci ha parlato della sua esperienza del “sentire le voci”. Ilaria è una ragazza giovanissima che negli ultimi tre anni ha cominciato ad avere, sempre più spesso, allucinazioni auditive. Questo l’ha portata a sentirsi sempre più sola. Delle voci, lei dice: “Mi insultavano. Adesso sono cambiate perché sono cambiata anche io e ho imparato anche ad ascoltarle. A volte mi piacerebbe però sentire il silenzio”. Con Ilaria è arrivato in redazione anche il padre che ci ha parlato del loro rapporto, delle difficoltà e dei passi che fanno ogni giorno…..“Io non mi vergogno mai di Ilaria, – sottolinea – mi rendo conto che viviamo in un mondo dove più che sforzarsi di comprendere, spesso si cercano solo definizioni”. Lo sforzo che sta facendo Ilaria è di consapevolezza nei confronti di quello che le sta accadendo. Parlare al microfono di Psicoradio per lei è stata un’occasione per aprirsi e confrontarsi su un tema che spesso la spinge a chiudersi in se stessa. “Sto imparando che non sono sola e ci sono tanti altri come me”.

10 ottobre 2018
 
Hikikomori

Vite chiuse in una stanza “Penso che molte persone hikikomori hanno voglia di comunicare con gli altri. Probabilmente questi ragazzi stanno cercando modi per comunicare con gli altri.” (Hiroaki Hambo)….Avete mai desiderato rinchiudervi nella vostra cameretta e non uscirne mai più? Agli Hikikomori è successo…Ma cosa vuol dire essere un Hikikomori?..Sono per la maggior parte giovani che in seguito a una cocente delusione o di fronte ad aspettative troppo alte della società che li circonda decidono autonomamente di ritirarsi nella propria stanza per un lungo periodo di tempo. Il termine deriva da un’auto-definizione che i ragazzi che si sono isolati danno del proprio disagio e della loro impossibilità di uscire da casa o addirittura dalla propria stanza….. ….In Giappone si definisce il fenomeno hikikomori come “problema del 2030”, ovvero l’anno in cui questa generazione di hikikomori avrà circa 50 anni e si ritroverà senza i genitori che adesso sono l’unico appiglio reale con il mondo…..In Italia, intanto, sono stati censiti circa 30.000 casi di hikikomori e a Bologna è nato il primo laboratorio di artigianato digitale per giovani che si sono isolati dal mondo: si tratta di “Fare Tag – Maestri d’Arte”, progetto della cooperativa Eta Beta…..Yuri Iwasaki, una studentessa universitaria giapponese ed ex hikikomori, in visita alla redazione di Psicoradio, ci ha raccontato la sua esperienza. ….“Non so spiegare perché sono diventata hikikomori. Il mio medico diceva che avevo una grande rabbia dentro e non sapevo come esprimerla, però il motivo preciso sul perché sono diventata hikikomori non lo conosco”, racconta Iwasaki, che però ricorda di essere uscita dalla sua camera : “quando ho capito ed accettato questa condizione.”….Ma non sentirete solo lei in questa puntata; anche l’infermiere e assistente sociale Hiroaki Hambo descrive la situazione giapponese , dove quella dei “ragazzi rinchiusi” è una vera e propria emergenza sociale, che il Governo sta cercando di affrontare con numeri di telefono dedicati, informazioni alla popolazione e specialisti che possano aiutare i ragazzi e le loro famiglie.

03 ottobre 2018
 
La bacchetta magica di Morena

Psicopuntata 562..“Il primo giorno che sono entrata in Psicoradio io ero semplicemente Gregor lo scarafaggio, pensavo di non valere nulla. Piano piano, col tempo, grazie a questo giardino delle piante spezzate, questo giardino magico, io ho acquisito la posizione eretta e ora guardo verso il cielo, ora sono un essere umano, ora sono Morena.”..In questa puntata salutiamo Morena, storica redattrice di Psicoradio, che dopo dieci anni di attività radiofonica è pronta a concludere questa esperienza ed intraprenderne un’altra…Incalzata dalle domande e dai commenti della redazione, Morena ripercorre le tappe del suo percorso di crescita personale. Ciò che emerge è che spesso ha saputo trovare occasioni di arricchimento nell’incontro/scontro con le proprie difficoltà e sofferenze – per utilizzare il linguaggio di Morena, i suoi “demoni” – nel momento in cui è riuscita ad elaborarle ed accettarle come parte di sé: “per quanto male facciano sono un punto di forza e di luce, perché attraverso di loro conosci te stesso”…“A Psicoradio, essendo proprio come una famiglia, l’altro fa da specchio e quindi attraverso l’altro tu cresci, però l’altro ti può dare anche sensazioni, emozioni negative, può ricordarti il padre, la madre, la sorella, il fratello, magari persone che ti hanno fatto del male, ma nello stesso tempo se tu riesci a lavorare su te stesso riesci a evolvere, a capire, e riesci ad accettare l’altro, ad amarlo per come è, perché qui a Psicoradio si è amati per come si è.”..Una parte di sé che Morena ha imparato ad accettare è il suo esibizionismo, inteso non soltanto in termini negativi ma come mezzo di condivisione e conoscenza di sé: all’inizio della sua esperienza lo reprimeva ma poi, compiuta la sua “metamorfosi”, è diventato un elemento che le ha permesso di mettersi in gioco e contribuire moltissimo al programma…“Alla Morena del passato dico: ti perdono. Alla Morena del presente dico: ti amo. Alla Morena del futuro dico: vivi.”..Come psicoappuntamento segnaliamo il Festival dell’outsider art e dell’arte irregolare, che giunge quest’anno alla terza edizione. Tema della manifestazione è “Prendersi cura dell’arte. Prendersi cura di sé” e si terrà il 5,6,7 ottobre presso la Libera Università di Alcatraz, a Santa Cristina di Gubbio (PG). Saranno esposte molte opere di artisti irregolari, una selezione di disegni di Dario Fo e vi sarà un convegno a cura del Dipartimento di Salute Mentale dell’AUSL di Bologna nel quale interverranno lo psichiatra e docente Giorgio Bedoni e la docente e curatrice Daniela Rosi.

27 agosto 2018
 
Cosa mi aspetto da chi mi cura?

Aspettative e bisogni. Fare il terapeuta è solo un lavoro, che si conclude quando è finito il tempo del colloquio o della prescrizione di farmaci, o invece possiamo incontrare persone che provano empatia, trasmettono calore, diventano punti di riferimento nei momenti di difficoltà?..Questo interrogativo ha animato una discussione tra redattori/redattrici, e da qui è nata una nostra inchiesta…Quali sono gli atteggiamenti di chi ci cura che rendono più difficile il rapporto, o le cose che danno proprio fastidio? Quali sono invece i comportamenti che ci avvicinano alle persone ai quali ci affidiamo?….“La psichiatra che ho adesso secondo me è molto brava e mi fido molto di lei, ma ha una massa di pazienti, e per questo si attiva solo in caso di emergenza” – sostiene V…Altri si affidano sia a uno psichiatra che a uno psicologo, per avere meno paura di trovarsi soli in caso di emergenza…Qualcuno denuncia di aver ricevuto la prescrizione di molti farmaci: “mi è capitato anni fa, al primo appuntamento, con una psichiatra”. – racconta C. – “Io mi aspettavo di poterle parlare di più e avevo una certa avversione verso le medicine. Cercai di spiegarglielo ma lei mi rispose: allora non vuole guarire”…V. ricorda “Ho avuto uno psicologo che aveva sempre un’espressione fredda e imperturbabile. Si infervorava solo quando sbagliavo i pagamenti”…“La pastiglia aiuta, ma aiuta molto anche un buon colloquio” sostiene B…E’ importante sentirsi accolti da una persona; poi, attraverso questa accoglienza si accetta più facilmente l’uso degli psicofarmaci. Ma se si ha la sensazione che l’accoglienza cominci ad essere sostituita dall’uso dei farmaci, la fiducia stenta a instaurarsi.

 
 
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