Psicoradio
radazione2010
24 gennaio 2018
Verso una cura che non leghi

In Emilia Romagna il 63% di contenzione in meno in sei anni Cosa vuol dire “contenzione”? Letteralmente, “legare”. Con questo termine si fa riferimento ad alcuni provedimenti restrittivi della libertà personale che i Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura possono adottare in situazioni di emergenza di fronte a pazienti difficili da gestire. Si tratta di pratiche non mediche che riguardano anche gli anziani ricoverati all’interno di strutture geriatriche: fascette, bracciali ai polsi e alle caviglie cui spesso si ricorre in buona fede, ma che non sono l’unica alternativa possibile…Lo dimostrano i dati diffusi dalla regione Emilia Romagna che è riuscita, in tre strutture ospedaliere (a San Giovanni in Persiceto, Carpi e Ravenna) a raggiungere in tredici mesi l’obiettivo della contenzione zero ovvero a smettere di legare i pazienti ai letti…..Nella puntata 523 avevamo già affrontato le alternative alla contenzione; in questa abbiamo continuato ad approfondire l’argomento con Mila Ferri, responsabile regionale della Salute Mentale in Emilia Romagna. “In sei anni siamo riusciti a ridurre del 63% gli episodi di contenzione, passando dai 972 del 2011 ai 365 del 2016”, ha raccontato ai microfoni di Psicoradio. “E’ diminuito anche il numero dei pazienti sottoposti a misure di contenzione, passando da 383 nel 2011 a 226 nel 2016”…Nonostante i risultati positivi di queste tre strutture, la contenzione continua ad essere praticata. In Italia, le tipologie di persone più a rischio sono “gli ultranovantenni, i maschi italiani sotto i trent’anni e gli stranieri tra i 20 e i 30 anni” precisa ancora Mila Ferri. I dati sulla contenzione riportati riguardano solo l’Emilia Romagna, poiché manca ancora un monitoraggio a livello nazionale.

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GLI ULTIMI PODCAST
13 agosto 2018
 
psicoradio di lun 13/08

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06 agosto 2018
 
Dolori che vengono da lontano

Viaggio nell’etnopsichiatria “Curare persone di altre culture ci insegna a relativizzare le nostre conoscenze, ad uscire dall’onnipotenza del pensiero occidentale. Non siamo soli al mondo, l’etnocentrismo è un atto di superbia” riflette l’etnopsichiatra Roberto Maisto. La cura del disagio psichico di persone che vengono da altre culture è al centro della puntata estiva di Psicoradio durante la quale intervengono anche l’esperto di comunicazione camerunense Fausten Akafack, lo psichiatra Eric Jarvis che racconta il suo modo di curare le persone partendo dalla loro cultura di origine e Maria Nolet psichiatra dell’AUSL di Bologna che da tempo si occupa delle cure psichiche dei migranti che arrivano in Italia “Noi psichiatri dobbiamo riuscire a rispettare sempre pienamente la cultura dell’altro”.

30 luglio 2018
 
Il rovente ritmo del punk, del metal e del sadomaso

Helena Velena e i Death SS Helena Velena, cantante, produttrice discografica, attivista transgender, scrittrice e teorica delle controculture, racconta il sadomasochismo, mondo in cui piacere e dolore, sottomissione e potere diventano giochi, alla ricerca dell’equilibrio tra gli estremi che abitano tutti noi. “Un insieme di pratiche sessuali in cui nella maggior parte dei casi non c’è sesso, inteso come penetrazione: si lavora su altri livelli, psichici e mentali. La soddisfazione è delocalizzata e (…) avviene un processo di rimappatura del corpo”. Nella seconda parte della trasmissione, Steve Sylvester, alias Stefano Silvestri, leader della horror metal band Death SS, si racconta a Psicoradio e descrive il rapporto dissacrante della sua band con l’oscuro e la diversità…..“Ognuno deve lavorare sul proprio lato oscuro, accettarlo e fare in modo che faccia parte della propria personalità. Non una maschera che metti per aderire ad uno stereotipo di diversità preconfezionata o di eccentricità parte di un trend o di una moda. Il lato oscuro deve essere un lato della tua personalità che tu fai tuo e, con intelligenza, fai diventare un punto di forza.”

18 luglio 2018
 
Un TSO non può trasformarsi in tragedia

Jefferson e gli altri “Ieri sera ho avuto un problema con mio figlio (…) adesso ha un coltello, voglio un aiuto perché si sta facendo tanto male, si vuole ammazzate”…Con queste parole la madre di Jefferson Garcia Tomala, nato in Equador 20 anni fa, chiede l’aiuto di un medico e chiama il 112. Dopo l’ultimo litigio con la fidanzata, che il giorno prima aveva lasciato la casa, Jefferson aveva bevuto molto e minacciava di suicidarsi se la fidanzata non tornava con lui. Arrivano due volanti della polizia; dopo un’ora gli agenti spruzzano del peperoncino, il ragazzo ferisce con un coltello un agente, il suo collega spara 5 colpi che uccidono Jefferson. Abbiamo parlato di questa vicenda tragica con Catia Nicoli, psichiatra e responsabile della formazione dell’SPDC di San Giovanni in Persiceto, (il luogo in cui vengono portate le persone per eseguire il Trattamento Sanitario Obbligatorio) e con Giovanni Rossi membro del Forum sulla Salute Mentale e di Stop Opg….. ….Alla psichiatria si chiede sempre più spesso di svolgere funzioni di controllo sociale: ci dice il dott. Nicoli “Ormai in generale si dice TSO per richiedere un intervento violento di custodia di uno che viene ritenuto matto; questo non corrisponde per niente a quello che dovrebbe essere un intervento sanitario obbligatorio (…) purtroppo nell’opinione pubblica si ricorre a questo termine per dire “mettetelo via, pensateci voi, è matto”, ma è sbagliatissimo”. Continua la dott.ssa Nicoli spiegandoci che il TSO deve essere effettuato dai vigili urbani e dagli operatori del servizio di salute mentale, lavorando assieme, una disponibilità di presa in carico sanitaria non può diventare un’operazione di polizia. Ma cosa si deve fare (e cosa non si deve fare) nell’avvicinarsi a una persona molto agitata? “Sicuramente non bisogna farla sentire blocca, braccata, – dice la dott.ssa Nicoli – non ci deve essere un atteggiamento di uguale reattività. Invece, gli si deve chiedere cosa si può fare per farlo stare meglio”..Per evitare che il TSO si trasformi in tragedia, continua la dottoressa, la strada da seguire è la formazione: sia del personale sanitario, che di vigili, polizia, carabinieri, come si sta cercando di fare a Bologna

11 luglio 2018
 
REMS dove si curano i “folli rei”

In questa puntata Psicoradio cerca di fare il punto sulla situazione delle REMS in Italia, le “Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza” che sono state create dopo la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari (OPG). Stefano Cecconi, di StopOpg (che oggi svolge una funzione di “osservatorio” sulle REMS) ha iniziato un viaggio che lo porterà a visitare tutte le 30 strutture attive nel nostro paese…Il quadro che descrive a Psicoradio è molto vario: in Lombardia, a Castiglione delle Stiviere, ci sono 120 persone concentrate in un unico luogo ed anche nel Lazio abbiamo alcune strutture fortemente custodiali mentre molto più interessanti e vivaci sono esperienze riscontrate ad esempio in Friuli Venezia Giulia, in cui le REMS praticamente quasi “scompaiono” perché sono costituite da due o tre posti all’interno di altre strutture sociosanitarie.

04 luglio 2018
 
Non confondiamo controllo e cura, medici e polizia

La redazione di Psicoradio ha partecipato al convegno “40#180. Democrazia e salute mentale di comunità” dal 21 al 23 giugno a Trieste. Qui è nata un’intervista “diversa”, dove i redattori di Psicoradio, a partire dalle loro esperienze, muovono critiche e suggeriscono al dottor Angelo Fioritti, direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Bologna, cosa c’è ancora da fare nel mondo della cura. Claudio ricorda: “Una volta una psichiatra, dopo pochi minuti di colloquio, mi ha dato un sacco di medicinali, dicendomi che lei i depressi li riconosceva a prima vista. Siccome ero perplesso, mi ha detto che se non volevo prendere tutte quei farmaci, significava che non volevo guarire”.

27 giugno 2018
 
Quando teatro e salute mentale si incontrano

A quarant’anni dalla Legge Basaglia i teatri della salute mentale (le compagnie teatrali formate dai pazienti psichiatrici) di tutta Italia si sono dati appuntamento a fine maggio all’Arena del Sole di Bologna per raccontare le loro esperienze e fare rete. Al convegno I teatri della salute mentale. Sul palco con Basaglia dopo 40 anni c’era anche Psicoradio, in veste di media partner, che ha chiesto ai principali attori del mondo del palcoscenico qual è il significato di questa esperienza e perché un attore che soffre di disagio mentale possa essere un bravo attore.

20 giugno 2018
 
Non dimenticate il preservativo!

Parliamone senza paura Cosa sono Prep, lue o chemsex? Ed è vero che l’HIV si trasmette con un bacio, con il sudore o con le lacrime? Si trasmette solo con i rapporti completi? Esiste un vaccino per l’epatite ? Il preservativo è l’unica precauzione contro le malattie sessualmente trasmissibili? Che cos’è il ‘periodo finestra’? Psicoradio parla di ciò di cui si ha paura e vergogna di parlare: le malattie sessualmente trasmissibili, perché nascondere la polvere sotto il tappeto non ha mai funzionato. E queste malattie del corpo hanno impatto anche sulla psiche. La redazione ne parla con la dottoressa Antonietta D’Antuono, responsabile dal 1987 dell’ambulatorio Mts (malattie a trasmissione sessuale) dell’ospedale Sant’Orsola di Bologna…“Le infezioni più diffuse a livello quantitativo sono sicuramente la sifilide e la clamidia. La sifilide si credeva erroneamente sconfitta, mentre è ritornata in auge negli ultimi quindici anni. Per la clamidia si sta facendo strada l’ipotesi di fare degli screening soprattutto nelle donne molto giovani”. L’HIV è la malattia sessualmente trasmissibile che ancora fa più paura; come si comunica? Intanto, ricordando che la situazione è molto cambiata, e che ”è diventata una malattia cronica, con cui si convive, come il diabete, che permette una vita completamente normale” – continua la dottoressa Dantuono. E poi, una serie utilissima di domande, un Vero/Falso sulla trasmissione sessuale delle malattie. Alla fine, dopo tante infezioni, rischi e malattie che si trasmettono con il sesso, Psiocoradio chiude la puntata tornando a parlare di piacere e amore, e regalandovi le poesie di tre grandi poeti…..E’ l’amore che è essenziale..E’ l’amore che è essenziale…Il sesso è solo un accidente…Può essere uguale..o differente…L’uomo non è un animale..è una carne intelligente,..anche se a volte malata…Fernando Pessoa….Giura che mi terrai nuda e legata..per una notte intera, a luci spente;..che se mento sarò martorizzata..a mezzogiorno, irrevocabilmente…Patrizia Valduga….E poi fate l’amore..E poi fate l’amore…Niente sesso, solo amore…E con questo intendo i baci lenti sulla bocca,..sul collo, sulla pancia, sulla schiena,..i morsi sulle labbra, le mani intrecciate,..e occhi dentro occhi.(…)..Alda Merini

13 giugno 2018
 
Farmaci e una cintura magica contro il dolore di essere lontani

Psichiatria culturale e etnopsichiatria Curare persone che vengono da altre culture ci insegna a relativizzare le nostre conoscenze, ad uscire dall’onnipotenza del pensiero occidentale. Non siamo soli al mondo, l’etnocentrismo è un atto di superbia.”..Roberto Maisto…Questa settimana Psicoradio intervista Roberto Maisto e Maria Nolet, due psichiatri dell’AUSL di Bologna che da tempo si occupano delle cure psichiche dei migranti che arrivano in Italia, lavorando in una equipe che prevede un antropologo, uno psichiatra, uno psicologo e un mediatore linguistico/culturale. Il problema, commenta la dottoressa, è che noi psichiatri dobbiamo riuscire a rispettare sempre pienamente la cultura dell’altro. E come esempio ci racconta la storia del ragazzo di 18 anni che aveva in cura e della sua “cintura magica”….. ….“Questo ragazzo portava un amuleto di protezione – una cintura “magica”- che era stato fatto dal nonno per la madre, quando la madre lo aveva partorito. Evidentemente questo amuleto non era sufficiente contro le angosce che il ragazzo stava subendo in quel periodo e quindi lui utilizzava il suo amuleto ma anche le altre cure. Nel suo pensiero era assolutamente fiducioso nella protezione dell’ amuleto; però sapeva anche che sarebbe stato preso in giro dai compagni di appartamento per questa sua credenza.”..Nell’intervista si parla della differenza tra psichiatria transculturale ed etnopsichiatria. Per Psichiatria transculturale, dice la la dottoressa Nolet, “s’intende una psichiatria che deve approcciarsi alla cultura della persona che viene in cura; la cultura dell’altro può essere molto distante dalla nostra, e quindi si deve avere attenzione all’elemento culturale come elemento di comprensione delle motivazioni e del pensiero dell’altra persona. Invece l’etnopsichiatria e l’etnopsicologia prevedono che si utilizzino dispositivi specifici per curare le persone che provengono da un’altra cultura.”..Cosa fanno gli etnopsichiatri quando entrano in contatto con i migranti? Per Roberto Maisto “bisogna cercare di capire qual è il problema: se si tratta di un ostacolo linguistico, un ostacolo culturale, un ostacolo psicopatologico, un ostacolo che viene da un problema di tipo sociale, e così via. Quindi occorre fare insieme una sorta di analisi della situazione e di comprensione di qual è il disagio dell’altro…Secondo Nolet, con le ultime ondate migratorie “la sofferenza è frutto anche dei traumi subiti durante il percorso; è qualcosa di molto diverso rispetto al semplice sradicamento che deriva da un tipo di immigrazione “tradizionale” più strutturata.”

06 giugno 2018
 
Ortoressia, vigoressia, drunkoressia

Quando il cibo diventa l’unica fonte di gratificazione “Obesità, bulimia e anoressia nervosa sono in grandissimo aumento, l’età di esordio è sempre più giovane”. Dopo la puntata dedicata all’anoressia nervosa, questa settimana Psicoradio continua ad approfondire i disturbi dell’alimentazione in compagnia della dottoressa Anna Rita Atti, psichiatra specializzata nei disturbi del comportamento alimentare (DCA) e docente all’Università di Bologna. Nel periodo dell’anno in cui sempre più insistenti sono i bombardamenti televisivi sulla ‘prova costume’, abbiamo fatto il punto su forme patologiche “non ancora codificate nei libri sacri della psichiatria, ma sempre più frequenti”. Ad esempio l’ortoressia, “caratterizzata da un’attenzione ossessiva al mangiare corretto che porta chi ne è affetto a non consumare nulla che sia fuori dal suo diario alimentare”; la vigoressia, molto comune tra gli uomini,”in cui il soggetto spera di raggiungere una massa muscolare significativa a discapito di una forma fisica più corretta basata su un equilibrio tra parte grassa e parta magra”; la drunkoressia: chi ne soffre sceglie di non mangiare “per non aumentare l’introito calorico e potersi concedere, al posto del cibo, drink e alcolici”. “Confrontatevi e non isolatevi – è il consiglio della dottoressa Atti – Rivolgetevi a un’equipe specialistica dei disturbi dell’alimentazione. Non importa dove, ma che sia una ‘squadra’ e che tenga anche voi in squadra a giocare contro la malattia”…Il sentiero del teatro accanto alla follia..I TEATRI DELLA SALUTE MENTALE..Lunedì scorso i teatri della salute mentale (le compagnie teatrali formate dai pazienti psichiatrici) di tutta Italia si sono dati appuntamento all’Arena del Sole di Bologna per raccontarsi e fare rete. Al convegno “I teatri della salute mentale. Sul palco con Basaglia dopo 40 anni” c’era anche Psicoradio in veste di media partner. Vi racconteremo tutto nelle prossime puntate, per ora vi facciamo ascoltare alcune voci che abbiamo raccolto: Claudio Misculin, attore e regista teatrale, il paroliere per eccellenza Alessandro Bergonzoni e uno degli attori della compagnia teatrale bolognese di Arte e Salute Onlus.

30 maggio 2018
 
Che emozione quando l’Italia vince i mondiali di calcio!

La terapia del calcio “Al mondiale eravamo tutti pazienti psichiatrici,e venivame da tutti i paesi. Quel che mi ha colpito delle nostre storie è che tutti da bambini abbiamo sofferto; giocare a calcio è riscattare un po’ quel bambino”…Questa settimana Psicoradio ha intervistato Matteo Amendola, uno dei giocatori della nazionale di calcio italiana formata dagli utenti dei servizi psichiatrici. La squadra, allenata da Enrico Zanchini, il 17 maggio scorso ha vinto la Dream World Cup, il mondiale di calcio giocato dagli utenti dei centri di salute mentale di tutto il mondo, e Alessandro Cisilin, un giornalista del Fatto Quotidiano inviato ai Mondiali…“A 9 anni nella mia prima squadra di calcio ho trovato l’affetto che mancava in famiglia”, racconta emozionato Matteo, che oggi ha 39 anni. Aveva appeso le scarpe al chiodo a 21 anni, complice anche la malattia. E’ tornato in campo, in veste di allenatore e giocatore al tempo stesso, grazie a una lungimirante idea dalla sua psichiatra: riunire i pazienti attorno a un pallone, calcio-terapia. E ha funzionato: “Quest’esperienza ha aiutato a reinserirmi nella società civile”, continua Matteo, “I miei compagni da quando hanno iniziato a giocare non sono più stati ricoverati. Per me questa è una vittoria importante, al di là del risultato sportivo. “Ho sempre trattato i ragazzi come calciatori e non come pazienti’’, ha raccontato ai microfoni di Psicoradio l’allenatore Enrico Zanchini, che ha sottolineato come le dinamiche di spogliatoio non differiscano da quelle dei cosiddetti “presunti sani”. “A chi ha disturbi seri non devono essere negate le cose belle della vita, e lo sport è sicuramente una di quelle. Lo sport agonistico, vero, ad alti livelli, con una maglia azzurra e uno stemma che sostituisca lo stigma”…Il sentiero del teatro accanto alla follia..I TEATRI DELLA SALUTE MENTALE..Il teatro, così importante per arricchire la cultura delle persone, può essere anche una terapia per chi soffre. Allora perché non fare squadra tra associazioni, teatro e università? A quarant’anni dalla legge Basaglia, il 28 maggio, a Bologna, il convegno “ I teatri di salute mentale” farà il punto della situazione per proporre la nascita di una rete nazionale dei teatri della salute mentale. Tra gli ospiti anche Giuliano Scabia, scrittore e drammaturgo, che terrà un intervento dal titolo “Il sentiero del teatro accanto alla follia (1969-2018). Il pomeriggio si aprirà con un intervento dell’artista Alessandro Bergonzoni, mentre attori e operatori di tutta Italia discuteranno in una tavola rotonda coordinata dal critico teatrale Massimo Marino, che intervisterà anche due direttori di dipartimento, Angelo Fioritti di Bologna e Fabrizio Starace di Modena, e operatori di diversi teatri della regione, i rappresentanti di diversi teatri della regione, come Andreina Garella (Festina Lente teatro di Reggio Emilia), Nanni Garella (Arte e Salute di Bologna), Davide Camporesi (TTO di Rimini) Michael Tampanella (Diurni e Notturni di Piacenza).

23 maggio 2018
 
Il male di vivere ho incontrato

L’anoressia – “L’anoressia è in forte aumento in tutte le fasce d’età. Non è più una patologia legata all’adolescenza ma ha esordi anche durante l’infanzia. Si può manifestare già dagli otto, nove anni.” In questa puntata dedicata ai disturbi dell’alimentazione Psicoradio ha intervistato la dottoressa Annarita Atti, psichiatra e docente all’Università di Bologna, focalizzandosi sull’anoressia, sulle sue cause e i possibili rimedi. Si tratta di un problema che afflige prevalentemente il genere femminile, anche se negli ultimi anni stanno aumentando gli uomini anoressici: “i dati ci dicono che il rapporto è di un uomo ogni otto donne”…Giovani soli e fragili trovano spesso nel web amicizie che li spingono a continuare in questo pericoloso cammino, ma “ovviamente la rete non è tutta da demonizzare, perchè online si possono trovare anche siti o gruppi di auto mutuo aiuto”, continua la dottoressa…Spesso la prima cosa che le famiglie fanno è di portare la figlia da un nutrizionista, o un dietologo, ma è un errore. “E’ necessario affidarsi ad una equipe di professionisti, competenti sui problemi delo corpo e dei suoi bisogni, ma l”anoressia non si può curare andando solo da un nutrizionista – sostiene la dottoressa Atti. – Serve anche una equipe di professionisti, psicologi, educatori, che possano fornire il supporto necessario nei periodi di crisi.”..“Mi è anche capitato spesso di vedere madri anoressiche accompagnare figlie anoressiche in ambulatorio – continua la dottoressa – non riconoscendo che il problema era di tutte e due.”..Si guarisce, con percorsi lunghi e impegnativi; ma c’è una piccola percentuale che cronicizza, o altri che rimangono con una grandissima vulnerabilità…Se poi volete sapere quali sono i campanelli d’allarme che segnalano il rischio di anoressia, ascoltate la puntata!..Continueremo ad approfondire i disturbi dell’alimentazione, tra i quali la bulimia, nelle prossime trasmissioni….. ..Intanto, vi lasciamo con una poesia scritta da una ragazza guarita dall’anoressia…Ero smarrita in un labirinto di specchi..Confusa da mille immagini di me..Ho spaccato tutto e ritrovato me stessa…Ho ricominciato a sognare..A sorridere alla vita..Quando sembrava finita..Ho iniziato a volare

 
 
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