Psicoradio
radazione2010
22 maggio 2019
Palestina: vivere nella malattia della guerra

Apriamo questa puntata parlando di due fatti recenti di cronaca che raccontano di aggressioni, una mortale, a persone con disagio mentale avvenuti a Manduria e Bologna. A proposito della vicenda di Manduria che ha visto la morte di Antonio Stano, l’Unasam, l’unione nazionale delle associazioni per la salute mentale, ha anche scritto una lettera aperta chiedendo l’apertura di una inchiesta interna ai servizi di salute mentale e ai servizi sociali della Asl di Manduria. Psicoradio, si unisce a queste parole e tiene alta l’attenzione su questi casi per ribadire che le persone con disturbo mentale sono più spesso vittime che autori di azioni violente… .. Sarò felice di morire nel mio paese,..Di essere sepolta e sciolta sotto la mia terra…Un giorno risorgerò sotto forma di un erba…O di un fiore che verrà gentilmente carezzato..Dalle manine di un bambino del mio paese…Sarò felice e soddisfatta di rimanere,..Non importa se sotto forma di un erba o di un fiore,..Nel grembo benigno del mio paese… ..“Felice nel suo grembo” di Fadwa Tuqan.. ..Nella puntata di questa settimana parliamo della Palestina, dove recentemente è stata raggiunta una fragile tregua, e lo facciamo mettendo in luce danni che la guerra ha provocato e continua a provocare nelle menti di uomini, donne e bambini che crescono e vivono una situazione costante di terrore… ..“Il 70% della popolazione di Gaza è costituita da rifugiati. Quindi parliamo di 12 anni di blocco, durante i quali ci sono state tre operazioni militari su larga scala” è cosi che uno de fondatori di Gaza Mental Health, fondazione che sostiene il Programma di salute mentale nella comunità di Gaza, descrive la situazione in questo territorio ai microfoni di Psicoradio… ..La popolazione di queste zone vive situazioni molto dure. Tra i danni da mettere in conto ci sono la depressione, il lutto e la perdita di lavoro “e poi ci sono le persone che sono rimaste traumatizzate dalle aggressioni provocate dall’esercito israeliano”, continuano i referenti di Gaza Mental Health, Yasser Abu Jamei e Mohammed Abu Shala… ..“La Palestina è un luogo di grandi ingiustizie: è un popolo a cui sono state tolte la loro terra e le loro case” spiega Luisa Morgantini, presidente di Asso Pace Palestina, a proposito della situazione nella striscia di Gaza. Così le abbiamo chiesto come sia possibile che un popolo che ha subito secoli di persecuzioni, sia capace a sua volta di infliggerle ad altri… ..“Il popolo israeliano è diviso ormai in due: c’è chi dice persecuzione mai più a nessuno, e questi sono gli ebrei che vogliono vivere nella terra con i palestinesi senza cacciarli. Chi invece dice persecuzione mai più a me questi invece sono gli ebrei estremisti, dove l’altro non esiste più, ma esisto solo io. Questi non vogliono vivere con i palestinesi perché la terra promessa è solo loro” risponde la presidente di Asso Pace Palestina, ricordando le parole di un suo amico ebreo…..PSICOAPPUNTAMENTO..Mozart 14: un pianoforte silenzioso nella notte bolognese….Un pianoforte silenzioso suona nella notte bolognese. È quello che accadrà sabato 25 maggio alle 21, in piazza Santo Stefano a Bologna, dove l’associazione Mozart 14 organizza insieme a Yamaha Music Italia il “Yamaha Silent Wifi Concert” udibile solo attraverso cuffie speciali. L’ingresso è gratuito e le donazioni saranno devolute al progetto Tamino, con il quale l’associazione Mozart 14 porta la musica nei reparti pediatrici e neonatali degli ospedali.

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GLI ULTIMI PODCAST
19 giugno 2019
 
psicoradio di mer 19/06

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12 giugno 2019
 
Italia: come sta la cura della salute mentale?

Come forse sapete, oltre alle trasmissioni settimanali ogni fine mese Psicoradio realizza anche una trasmissione in diretta su Radio Città del Capo, che poi ripropone a tutte le altre radio che ci trasmettono…L’ultima diretta di maggio è stata una intervista a Gisella Trincas, presidente dell’UNASAM, l’Unione Nazionale delle Associazioni per la Salute Mentale, che discute con la redazione sulla situazione delle cure in Italia ed i problemi che deve affrontare chi soffre di un disagio psichico…L’intervista è anche l’occasione per lanciare “La conferenza nazionale per la salute mentale”, promossa dall’Unasam, che si terrà all’Università La Sapienza di Roma il 14 e il 15 giugno 2019 alla quale sarà presente anche Psicoradio!..Perché è urgente continuare a parlare di salute mentale? Secondo Gisella Trincas : “ si sta tornando a luoghi segreganti e ad una residenzialità pesante, fatta di strutture che legano i pazienti. Siamo ancora distanti da condizioni uniformi in Italia, e ci sono ancora poche informazioni per chi ha bisogno dei servizi di salute mentale.”..La Conferenza Nazionale sarà la tappa conclusiva di un cammino iniziato nel dicembre 2018, con incontri in più di 20 città italiane, per valutare lo stato delle politiche e dei servizi per la salute mentale. Saranno presenti esperti, dirigenti dei dipartimenti di salute mentale ed esponenti del governo come il Ministro della Salute Giulia Grillo…La diseguaglianza tra servizi regionali, la contenzione fisica e meccanica, l’utilizzo eccessivo dei farmaci, la residenzialità prolungata anche fuori dalla propria regione, sono alcuni degli argomenti che verranno trattati, per arrivare alla creazione di un Nuovo Piano Nazionale, che rispetti i principi sanciti dalla legge Basaglia. ..Secondo Trincas l’obiettivo della conferenza di Roma è: “la restituzione dei diritti fondamentali alle persone che attraversano la salute mentale. Questo significa non solo cure adeguate ma soprattutto possibilità di avere casa, lavoro e relazioni affettive e sociali”. Per maggiori informazioni sulla conferenza: www.unasam.it

05 giugno 2019
 
Oltre le frontiere

“Un viaggio nella psichiatria dell’Est Europa”..Ho un solo dor,..nel silenzio della notte..lasciatemi morire..Al margine del mare…Avrò un sonno dolce,..Il bosco vicino..Sulle distese acque..Mi sia il cielo sereno…Non voglio bandiere,..Nè una bara ricca,..Fatemi solo un letto..Di teneri ramicelli… ..“Mi am un singur dor”..trad.“Mi resta un solo desiderio”.. di Mihai Eminescu.. ..Riparte il viaggio di Psicoradio alla scoperta della psichiatria nel mondo con quattro nuove fermate: meta l’Europa dell’Est…Partiamo dalla Romania attraverso il reportage “Sindrome Italia, nella clinica delle nostre badanti”, di Francesco Battistini per il Corriere della Sera… ..“Sindrome Italia è un disagio dovuto alla lontananza da casa e dalla famiglia, alla fatica di occuparsi per 24 ore di un anziano con problemi di salute e alla mancanza di sonno”. E’ stata definita così da due psichiatri di Kiev, e causa ogni anno “il ricovero di almeno 200 badanti in istituti psichiatrici della Romania”… ..Psicoradio dà voce a storie ed esperienze di alcune ex badanti in Italia. “Mi davano poco da mangiare: ero diventata 50 chili, curavo un anziano che ne pesava cento […] E le parolacce, le mani addosso: romena figlia di puttana, siete tutti morti di fame! Mi sono venuti attacchi di panico, un dolore fisso alla gola” dice Elena Alexa, che ha fatto la badante a Verona ed è in cura da 5 anni presso la clinica psichiatrica di Iasi, in Romania…E la Sindrome Italia colpisce anche i figli lasciati nel paese d’origine. Dei 750 mila orfani bianchi rimasti in Romania senza le madri, molti non reggono il distacco e “ad oggi sono stati registrati circa un centinaio di casi di suicidio di bambini”… ..Il viaggio continua in Serbia e Slovenia, due paesi molto vicini all’Italia che hanno ancora strutture manicomiali. “Ci sono stati molti tentativi di deistituazionalizzare il sistema sanitario prendendo come modello quello italiano, ma molte cose non sono applicabili nel nostro paese. Attualmente abbiamo dei programmi di comunità, andiamo a rilento, ma penso che siamo sulla strada giusta” afferma Bodgan, dipendente di una struttura psichiatrica slovena… ..Ultima tappa è l’Ungheria. Zsusanna Szollar, direttore generale per gli affari sociali e la protezione dei diritti dell’infanzia, racconta ai nostri microfoni che nel suo paese sono state chiuse le strutture manicomiali e in caso di necessità ci si rivolge a “piccole strutture messe a disposizione dal governo in cui si può essere curati e trascorrere protetti il periodo di degenza”… ..Due o tre cose che so di Lei. Ricettario per la salute mentale.. ..E’ il titolo dell’ultimo libro di Giovanni Rossi, psichiatra, psicoterapeuta e attivista della salute mentale. Il Ricettario ci accompagna in un percorso che porta al centro l’essere umano e le sue fragilità, sottolineando l’importanza della Salute Mentale come diritto accessibile a tutti…“Nel fare una ricetta in cucina il cuoco assaggia quello che prepara mentre invece quando gli psichiatri prescrivono i farmaci non li assaggiano mai, ma li prescrivono e basta. E questa è una differenza importante perchè si fa esperienza assaggiando e quindi si può continuamente migliorare la ricetta” afferma Giovanni Rossi ai nostri microfoni.

29 maggio 2019
 
Gaza: arte, scuola, parkour per resistere

..Potete legarmi mani e piedi..Togliermi il quaderno e le sigarette..Riempirmi la bocca di terra..La poesia è sangue del mio cuore vivo..sale del mio pane luce nei miei occhi. ..Sara’ scritta con le unghie lo sguardo e il ferro..la cantero’ nella cella della mia prigione..al bagno..nella stalla..sotto la sferza..tra i ceppi..nello spasimo delle catene…Ho dentro di me un milione d’usignoli..Per cantare la mia canzone di lotta.. ..“Potete legarmi mani e piedi” di Mahmood Darwish.. ..Anche la poesia può essere una forma di resistenza e succede che per la loro arte poeti e poetesse vengano privati della libertà. E’ il caso di Mahmood Darwish, più volte arrestato anche solo per aver letto le sue poesie in pubblico; o di Dareen Tatour, arrestata nell’ottobre del 2015 dopo aver pubblicato una delle sue poesie su Youtube e Facebook…Parliamo ancora del conflitto israelo-palestinese, che continua a seminare vittime e orrore. .. ..Cosa vuol dire abitare in una terra perennemente in guerra? “Nessuno sa come è difficile la situazione, solo chi ci vive, solo chi sta a Gaza e non può vedere il figlio, la figlia, il nipotino andare e venire dal paese. Queste sono le piccole cose; poi c’è la situazione finanziaria. La disoccupazione a Gaza è sopra il 50%…e arriva a volte fino al 65% degli abitanti” ci spiega Mohammed Abu Shala, direttore del programma per la salute mentale di Gaza (Gaza Community Mental Health Programme)…Nonostante tutto i Palestinesi non smettono di sognare e desiderare la libertà “Il nostro sogno è vedere Gaza libera come il resto del mondo. Ridateci la libertà”…..Quali possono essere le prospettive di futuro di giovani che vivono in una striscia di terra perennemente in guerra? Cosa dicono gli adulti palestinesi ai loro figli? “Quello che direbbe ogni padre, e cioè che si meritano un futuro, ma un futuro non c’è. La tentazione di andarsene è forte, ma lo è anche la resistenza quotidiana. Pur essendo prigionieri nella loro terra, i giovani continuano ad andare a scuola, a creare, a fare cinema, teatro, parkour, a dipingere… impedendo ad Israele di fare quello che vorrebbe, ovvero distruggere l’identità palestinese.” A parlare è Luisa Morgantini, presidente di “Asso Pace Palestina”, associazione impegnata a diffondere la cultura e la resistenza non violenta palestinese… ..ITALIA: COME STA LA CURA DELLA SALUTE MENTALE?.. ..L’UNASAM, l’Unione Nazionale delle Associazioni per la Salute Mentale, assieme a molte altre realtà del settore, ha organizzato “La conferenza nazionale per la salute mentale” che si terrà all’Università La Sapienza di Roma il 14 e il 15 giugno 2019…La due giorni sarà la tappa conclusiva di un cammino iniziato nel dicembre 2018, con incontri in più di 20 città italiane…La conferenza apre uno spazio di confronto per valutare lo stato delle politiche e dei servizi per la salute mentale, discutere di un possibile aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza (LEA) e della creazione di un Nuovo Piano Nazionale, nel rispetto dei principi sanciti dalla legge Basaglia… ..Abbiamo intervistato Gisella Trincas, presidente dell’UNASAM, che ci spiega quali sono i problemi principali che deve affrontare chi soffre di un disagio psichico… ..Disuguaglianze tra regioni, “Nella maggior parte del territorio nazionale i CSM si riducono ad essere degli ambulatori psichiatrici; non è sempre colpa dei CSM, ci sono carenze di risorse umane, culturali e finanziarie.”..Residenzialità pesante, “Le persone stanno in strutture residenziali per un tempo indefinito, oppure escono, non hanno risolto i problemi, e vengono rimandate nelle comunità terapeutiche. In alcuni luoghi le persone vengono inviate anche in strutture fuori dalla regione di appartenenza.”..Pratiche coercitive, “Come le porte chiuse negli SPDC (Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura), la pratica delle contenzione fisica e meccanica e un utilizzo eccessivo di psicofarmaci.

22 maggio 2019
 
Palestina: vivere nella malattia della guerra

Apriamo questa puntata parlando di due fatti recenti di cronaca che raccontano di aggressioni, una mortale, a persone con disagio mentale avvenuti a Manduria e Bologna. A proposito della vicenda di Manduria che ha visto la morte di Antonio Stano, l’Unasam, l’unione nazionale delle associazioni per la salute mentale, ha anche scritto una lettera aperta chiedendo l’apertura di una inchiesta interna ai servizi di salute mentale e ai servizi sociali della Asl di Manduria. Psicoradio, si unisce a queste parole e tiene alta l’attenzione su questi casi per ribadire che le persone con disturbo mentale sono più spesso vittime che autori di azioni violente… .. Sarò felice di morire nel mio paese,..Di essere sepolta e sciolta sotto la mia terra…Un giorno risorgerò sotto forma di un erba…O di un fiore che verrà gentilmente carezzato..Dalle manine di un bambino del mio paese…Sarò felice e soddisfatta di rimanere,..Non importa se sotto forma di un erba o di un fiore,..Nel grembo benigno del mio paese… ..“Felice nel suo grembo” di Fadwa Tuqan.. ..Nella puntata di questa settimana parliamo della Palestina, dove recentemente è stata raggiunta una fragile tregua, e lo facciamo mettendo in luce danni che la guerra ha provocato e continua a provocare nelle menti di uomini, donne e bambini che crescono e vivono una situazione costante di terrore… ..“Il 70% della popolazione di Gaza è costituita da rifugiati. Quindi parliamo di 12 anni di blocco, durante i quali ci sono state tre operazioni militari su larga scala” è cosi che uno de fondatori di Gaza Mental Health, fondazione che sostiene il Programma di salute mentale nella comunità di Gaza, descrive la situazione in questo territorio ai microfoni di Psicoradio… ..La popolazione di queste zone vive situazioni molto dure. Tra i danni da mettere in conto ci sono la depressione, il lutto e la perdita di lavoro “e poi ci sono le persone che sono rimaste traumatizzate dalle aggressioni provocate dall’esercito israeliano”, continuano i referenti di Gaza Mental Health, Yasser Abu Jamei e Mohammed Abu Shala… ..“La Palestina è un luogo di grandi ingiustizie: è un popolo a cui sono state tolte la loro terra e le loro case” spiega Luisa Morgantini, presidente di Asso Pace Palestina, a proposito della situazione nella striscia di Gaza. Così le abbiamo chiesto come sia possibile che un popolo che ha subito secoli di persecuzioni, sia capace a sua volta di infliggerle ad altri… ..“Il popolo israeliano è diviso ormai in due: c’è chi dice persecuzione mai più a nessuno, e questi sono gli ebrei che vogliono vivere nella terra con i palestinesi senza cacciarli. Chi invece dice persecuzione mai più a me questi invece sono gli ebrei estremisti, dove l’altro non esiste più, ma esisto solo io. Questi non vogliono vivere con i palestinesi perché la terra promessa è solo loro” risponde la presidente di Asso Pace Palestina, ricordando le parole di un suo amico ebreo…..PSICOAPPUNTAMENTO..Mozart 14: un pianoforte silenzioso nella notte bolognese….Un pianoforte silenzioso suona nella notte bolognese. È quello che accadrà sabato 25 maggio alle 21, in piazza Santo Stefano a Bologna, dove l’associazione Mozart 14 organizza insieme a Yamaha Music Italia il “Yamaha Silent Wifi Concert” udibile solo attraverso cuffie speciali. L’ingresso è gratuito e le donazioni saranno devolute al progetto Tamino, con il quale l’associazione Mozart 14 porta la musica nei reparti pediatrici e neonatali degli ospedali.

15 maggio 2019
 
Muri di Versi

Un Festival di socialità poetica a Bologna..“Muri di versi è una strada che si popola di poesie, d’incontri, di confronti e di scoperte”…In questa puntata proseguiamo il discorso sull’importanza delle parole: Psicoradio parteciperà a “Muri di Versi” che si svolgerà a Bologna dal 17 al 19 maggio. Cos’è Muri di Versi? Un festival di poesia di strada e un esperimento comunitario di socialità poetica, giunto quest’anno alla quinta edizione. Spiega Anita Bianco, una delle organizzatrici: “socialità poetica vuol dire utilizzare la poesia associata ad altre forme d’arte e ritrovarsi tutti insieme in una strada di Bologna, che è via Fondazza, ormai da 5 anni, per dare vita ad un’incontro di socialità tra i partecipanti”…Venerdì 17 alla Biblioteca Italiana delle Donne verranno lette le poesie della poetessa femminista afroamericana Audre Lorde: tradotte dal collettivo Wit (Women in Traslation). “La poesia per Audre Lorde non è un lusso, scrivere per lei è una necessità.- ci dice l’organizzatrice del Festival – Tutte le sue poesie esprimono momenti particolari della sua esistenza: il rapporto con la madre e con il padre, il suo essere madre, moglie, ma anche lesbica, l’aver vissuto momenti molto forti sin da bambina legati al razzismo e l’incontro con i movimenti di lotta per la difesa dei diritti civili”…Il 18 e 19 maggio la poesia in varie forme e di tanti autori invaderà i portici di via Fondazza, nel centro della città. Ci sarà anche Psicoradio che invita tutti a fare un gioco: fermatevi a leggere sulle colonne di via Fondazza una serie di titoli di giornali. Chiedetevi se sono “giusti” o “sbagliati”. In piazzetta Morandi potrete confrontarvi con il parere della nostra redazione…Ad esempio cosa c’è di sbagliato in un titolo come “Raptus di follia. Uccide la fidanzata”?..Il titolo ha una funzione fondamentale: ci fa scegliere se continuare a leggere l’articolo o meno. Quasi nessuno infatti legge interamente un giornale. Questo significa che la maggior parte dei lettori si forma opinioni e credenze rispetto a temi che non approfondisce leggendo completamente gli articoli. E possiamo pensare che molte impressioni, sensazioni , paure, stereotipi possano essere alimentati non tanto da una lettura attenta dell’articolo, quanto dallo sguardo frettoloso su titolo, sottotitolo e occhiello…L’intenzione degli organizzatori è quella di portare dentro Muri di Versi realtà molto eterogenee: “I muri di Muri di Versi non rappresentano distanze, separazioni e confini. E poi c’è tutta una dimensione legata al muro di via Fondazza che è un sostegno, uno spazio che può diventare un quadro, una poesia e così via”…Il settimo senso ..Donne..Che costruiscono nazioni..Imparano..Ad amare..Uomini..Che..Costruiscono nazioni..Imparano..Ad amare..Bambini..Costruttori di castelli di sabbia..Vicino al mare che sale…da From a land where other people live (1973) – Audre Lorde

08 maggio 2019
 
Alcol come eroina

Un viaggio con chi fa prevenzione del rischio nei locali della movida bolognese..Cosa rispondereste se qualcuno vi chiedesse “Qual è secondo voi la droga più pericolosa per un giovane che frequenta una discoteca?” A questa domanda e ad altre ci ha risposto Marco Falconieri, una vecchia conoscenza di Psicoradio che in questa occasione abbiamo intervistato in veste di responsabile di Beat Project, una delle sezioni del progetto “Guida la Notte” del comune di Bologna. ..Marco ci racconta che Beat Project è un “progetto che si rivolge a giovanissimi, giovani e giovani adulti, cioè a chiunque possa accedere ad un locale del divertimento: discoteche, pub, bar ma anche i grandi eventi”. In queste occasioni gli operatori sono presenti con una postazione per “dare informazioni riguardo al consumo di sostanze e alla sessualità, tutto ciò che potrebbe comportare un rischio”…Nonostante la grande varietà di sostanze in circolazione e la facilità con cui ormai è possibile reperirle, Marco afferma che “la sostanza più consumata è l’alcol, insieme alle sigarette”. Infatti ci racconta che in oltre dieci anni di servizio, le poche volte che ha dovuto chiamare l’ambulanza è stata per persone, soprattutto ragazze, che avevano ingerito massicce quantità di alcol in poco tempo. Si tratta del così detto fenomeno del binge drinking che secondo Marco è “uno dei comportamenti più rischiosi, poiché porta ad un’intossicazione acuta”. Insieme al binge drinking si assiste anche alla crescente diffusione dei cocktail a base di energy drink, infatti: “grazie alla presenza della caffeina si sente meno la sbronza, anche se il tasso alcolemico è molto alto”. ….Ma l’affermazione che forse è più sorprendente riguarda proprio gli effetti dell’alcol: secondo Marco si tratta di “una sostanza tossica al pari dell’eroina, che provoca lo stesso tipo di dipendenza” e che, nel breve periodo, causa gravi problemi gastrointestinali e al fegato. Quando poi diventa una dipendenza vera e propria possono insorgere deficit cognitivi e problemi neurologici…..Dona il tuo 5 per mille a Psicoradio! Codice: 02049631209.

24 aprile 2019
 
Buona Pasqua senza legge sulla omotransnegatività

“A Torino 53enne picchiato a calci e pugni dai vicini perché gay”..“Scafati (Salerno). 13 enne picchiato dai compagni di scuola perché gay”…“Vittoria, ( Ragusa) “dammi il telefono, frocio” e la baby gang picchia un giovane gay”…“Professore picchiato perché gay da mamma e zio di un alunno”..“Milano. Studente della Bocconi picchiato perché gay”..“Genova. 19enne insultato e picchiato perché gay”..Sono solo alcuni dei titoli che trattano il problema delle aggressioni omofobe nel 2018. L’Arcigay dichiara infatti che sono più di 100 le aggressioni registrate ogni anno; nel 2016 sono stati 196 gli episodi di abusi denunciati. In realtà i casi sono molto di più, perché la maggioranza non viene denunciata, soprattutto i casi di bullismo tra i giovanissimi…Eppure è ancora difficile arrivare a una legge che tuteli gli omosessuali. Ne è una prova il fatto che in Emilia Romagna la proposta di legge regionale sulla omotrasnegatività non riesce ad essere approvata. In Umbria nel 2017 è stata approvata una legge di tutela ma la Lega la sta attaccando sostenendo che “nel 2020 la polverizzeremo” perchè la norma “consegna i bambini alla lobby gay”. Eppure una legge nazionale sarebbe urgente…Ancora in questi giorni La Repubblica riporta la notizia dell’aggressione di due ragazzi gay all’uscita di un locale di Bologna. Un gruppo di coetanei li ha insultati e picchiati, e quando si sono accorti che uno dei due stava telefonando per chiedere aiuto, ha minacciato di “tornare con dei coltelli”…La puntata segue con gli auguri dalla redazione di Psicoradio. La sorpresa nell’uovo di Pasqua di Piero è “Tanbark” un brano rock strumentale dei Gifthorse. Un redattore ci racconta che aspetta con ansia il corriere Amazon per poter vedere il suo film horror preferito di Pasqua. Per il pranzo di Pasqua Barbara prepara la ricetta della torta Pasqualina da gustare durante la classica gita fuoriporta a San Luca. Sara nella stanza a fianco legge un brano per grandi e piccini “Il coniglio di Pasqua e l’esercito delle uova”…E c’è anche chi ricorda una canzone di Beyoncè, “Freedom”: “sto dicendo a queste lacrime andatevene e sparite, che possa l’ultima bruciare tra le fiamme… libertà… continuerò a correre perchè un vincitore non si arrende a se stesso”.

17 aprile 2019
 
Quanta insicurezza dal Decreto Sicurezza!

Maisto: il decreto ostacola il diritto alla cura..Anche alla luce del delitto di Torino – l’assassinio di Stefano Leo da parte di Said Machaouat, reo confesso – in questa puntata ci occupiamo delle ripercussioni che il Decreto Sicurezza rischia di avere sulla salute, anche mentale, dei migranti…La Sezione Regionale Emilia-Romagna della Società Italiana di Psicoterapia Medica (SIPM) ha emesso un comunicato “sulla salute dei migranti: denuncia della difficoltà di accesso al diritto di cura.”..Un elemento molto frequente che si riscontra nella cura dei migranti sono condizioni post-traumatiche. “Con questo provvedimento di legge – scrive la SIPM – prevediamo che l’esposizione a situazioni di esclusione e marginalizzazione rappresenteranno possibili concause di una nuova traumatizzazione, che favorirà condizioni di malessere psicologico più gravi e invalidanti”. Ne parliamo con Roberto Maisto, psichiatra che da molto tempo si occupa di questi temi e che ha contribuito alla denuncia della SIPM…Perché è pericoloso il decreto sicurezza? Perché rende molto più difficile alle persone migranti l’accesso alle cure di salute mentale, con il rischio di non monitorare le persone in crisi. Maisto spiega che “il Decreto Sicurezza agisce su due punti rilevanti. Da una parte, l’impossibilità per molti di accedere all’anagrafe sanitaria, per cui queste persone non avranno più diritto ai trattamenti che comunemente vengono erogati dal Servizio Sanitario Nazionale; inoltre, i minori non accompagnati, diventando maggiorenni, perdono nel giro di poco tempo l’assistenza di cui godevano precedentemente”…Anche Roberto Beneduce, antropologo all’università di Torino che si occupa da molto tempo di persone migranti e di etnopsichiatria, in un intervento pubblicato su La Stampa parla della “traiettoria cupa” della vicenda umana di Said Machaouat – che aveva perso famiglia, casa, lavoro. “Un percorso di dis-integrazione” che “sembra il ritratto di un crollo che abbiamo riconosciuto in tante tragedie di questi anni.”

10 aprile 2019
 
Tempo di paure

Poiché avevamo paura, (…)..stavamo insieme ogni giorno…Stavamo seduti al tavolo,..ma la paura rimaneva isolata in ogni testa,..così come ce la portavamo dietro..quando ci incontravamo…Ridevamo molto,..per nasconderla gli uni dagli altri… ..Dal libro “Il paese delle prugne verdi” di Herta Müller..“Gestire il fenomeno migratorio come una pura questione di ordine pubblico è segno di pericolosa miopia. (…) Non siamo disposti a vedere una parte dell’Italia abbracciare xenofobia e razzismo.” A dirlo sono più di 600 psicoanalisti della SPI (Società Psicoanalitica Italiana)…In una lettera aperta al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, gli esperti esprimono il loro dissenso di fronte alla recente approvazione del Decreto sicurezza, che, dicono: “rende impossibile l’integrazione dei migranti in Italia, esponendoli ancora una volta al rischio di umiliazioni e sofferenze psichiche profonde e disumane. Non riconoscere più il permesso di soggiorno per motivi umanitari è disumano!”A seguire noi redattori di Psicoradio abbiamo parlato e riflettuto sulle nostre paure. Per esempio una redattrice racconta: “ho paura di restare sola, di perdere gli affetti che ho e di non essere autosufficiente. Però con l’aiuto dei miei familiari e della psicoterapia un po’ mi sono calmata e ci sto lavorando, anche se non sono ancora arrivata”…Un altro redattore ci dice: “la mia infermiera del CSM, con la quale ho un ottimo rapporto, mi ha fatto notare che spesso dimentico quanto una cosa per me sia stata difficile da ottenere. Vorrei ricordarmi di più di quanto ho avuto paura nell’iniziare a fare cose nuove”…Sempre la paura è al centro di un articolo pubblicato qualche giorno fa da “La Repubblica”, del noto costituzionalista Gustavo Zagrebelsky. In esso il giurista riflette sul rapporto tra potere e paura: “I regimi forti non si basano, in ultima istanza, sulla forza, ma sulla paura perché la paura invoca la forza e la rende non solo tollerabile ma anche desiderabile. Tempo di paure, tempo di autoritarismi.” E la paura si riversa sulla società e:“ci rende tutti più cattivi. Si salvi chi può. Prima noi, gli altri a mare.”

03 aprile 2019
 
La paura è come l’acqua

“Penso che sia un po’ in questo momento la paura di tutti i giovani: quella di vedere il frutto del proprio lavoro mai realizzato. Perché si passano tanti anni a studiare, si fanno tanti sacrifici, per raggiungere un obiettivo e, nel momento in cui non si vede realizzato, si iniziano anche a perdere le speranze.”..Questa è una delle tante testimonianze che abbiamo raccolto nel cuore di Bologna, tra Piazza Maggiore e il Nettuno, davanti a Palazzo Re Enzo, durante la tre giorni dedicata al welfare, “Bologna si prende cura”, di cui Psicoradio era media partner. I redattori hanno chiesto ai passanti di raccontare la loro paura più grande. E proprio al tema della paura Psicoradio dedica un ciclo di puntate che sviscereranno l’argomento da diversi punti di vista…..Umberto Galimberti, nel suo ”Dizionario di psicologia”, definisce così il termine paura: “Emozione primaria di difesa, provocata da una situazione di pericolo che può essere reale, anticipata dalla previsione, evocata dal ricordo o prodotta dalla fantasia.”….La redazione di Psicoradio si è seduta intorno a un tavolo e si è posta la stessa domanda che è stata rivolta ai passanti. Quali sono dunque le paure più grandi? Vanes, uno dei redattori, dice ad esempio: “Spesso l’ho negata, l’ho odiata. Aver paura mi faceva provare vergogna di me stesso, poi a conti fatti la realtà mi spiega che senza di essa non avrei raggiunto certe cose che oggi mi arricchiscono la vita. La paura è un po’ come l’acqua: è vitale, devi berla, però se esageri e ti ci butti dentro, se non sai nuotare, ci puoi morire.”…. Mentre un altro racconta: “Nella vita mi è capitato di avere molta paura a buttarmi e non mi sono buttato. Anzi, quando facevo le gare di nuoto avevo proprio una paura terribile a tuffarmi. E invece ci sono stati momenti in cui mi sono completamente buttato, sono andato in acqua proprio senza paracadute, e questa è stata una mancanza di paura “cattiva” perché è il contrario dell’autoconservazione.”….È venuto inoltre a trovarci nei nostri studi Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociali, Salute e Diritti del Comune di Milano. L’abbiamo intervistato a proposito del libro che ha scritto insieme ad Aldo Bonomi, intitolato “Nel labirinto delle paure. Politica, precarietà e immigrazione” (Bollati Boringhieri). Gli abbiamo chiesto di parlarci delle paure più diffuse, comprese le sue, e come si devono affrontare. “Dal labirinto delle paure se ne può uscire o coltivando la ferocia e il rancore nei confronti dell’altro […] oppure invece con poderose politiche sociali, di inclusione, di promozione dei diritti, cercando di non alimentare il conflitto tra chi è in difficoltà, come spesso accade” afferma l’assessore ai microfoni di Psicoradio.

27 marzo 2019
 
Ovunque proteggimi

Il film di Bonifacio Angius, Ovunque proteggimi, vincitore del premio come miglior film al festival Visioni Italiane di Bologna, racconta la storia di Alessandro e Francesca, che si incontrano durante un avvenimento spiacevole come il TSO (trattamento sanitario obbligatorio) e intraprendono un viaggio fisico e mentale rivelando le loro fragilità ma anche un senso di vicinanza e la possibilità di riscattarsi…“il film racconta la storia di due solitudini non volute”, racconta il regista. Lui è un cantante di musica folk sassarese che ha perso la gioia del suo lavoro e, in un momento di crisi, subisce un TSO, lei una madre a cui è stato tolto il figlio e conduce una vita di macerie. Da questo incontro nasce un forte legame, e Alessandro diventa quasi l’angelo custode di Francesca. Inizia così il film e il viaggio dei due verso una ribellione alle regole della società…..Abbiamo chiesto al regista per quali motivi ha deciso di raccontare la storia di due personaggi ai margini: “molto spesso non decidi tu le storie da raccontare, sono loro che scelgono te”, aggiungendo che, a suo parere, “in tutti i capolavori del cinema e della letteratura vengono raccontati personaggi cosiddetti marginali”. Angius precisa che non ha voluto fare un film sulla salute mentale:“i personaggi non sono affetti da patologie ma reagiscono a delle cose che gli capitano durante la loro strada. Io penso che molte persone, se messe nella loro posizione, potrebbero reagire nell’identica maniera”. E insiste su questo punto interrogandosi: “Dove sta la patologia? La patologia è qualcosa di veramente sottile, io non ci vedo niente di patologico. Questi personaggi vivono qualcosa di familiare, che molto spesso è tenuto nascosto, per pudore soprattutto. Ci sono tantissime famiglie (a cui viene tolta la capacità genitoriale) che vivono situazioni del genere e che le tengono nascoste, quindi ho sempre pensato che fosse un argomento che potesse essere compreso da tanti, perché molti l’hanno vissuto direttamente.”

 
 
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