Psicoradio
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07 febbraio 2017
psicoradio di mar 07/02

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La redazione di Psicoradio

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mercoledì dalle 21.30 alle 22.00

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GLI ULTIMI PODCAST
27 agosto 2018
 
Cosa mi aspetto da chi mi cura?

Aspettative e bisogni. Fare il terapeuta è solo un lavoro, che si conclude quando è finito il tempo del colloquio o della prescrizione di farmaci, o invece possiamo incontrare persone che provano empatia, trasmettono calore, diventano punti di riferimento nei momenti di difficoltà?..Questo interrogativo ha animato una discussione tra redattori/redattrici, e da qui è nata una nostra inchiesta…Quali sono gli atteggiamenti di chi ci cura che rendono più difficile il rapporto, o le cose che danno proprio fastidio? Quali sono invece i comportamenti che ci avvicinano alle persone ai quali ci affidiamo?….“La psichiatra che ho adesso secondo me è molto brava e mi fido molto di lei, ma ha una massa di pazienti, e per questo si attiva solo in caso di emergenza” – sostiene V…Altri si affidano sia a uno psichiatra che a uno psicologo, per avere meno paura di trovarsi soli in caso di emergenza…Qualcuno denuncia di aver ricevuto la prescrizione di molti farmaci: “mi è capitato anni fa, al primo appuntamento, con una psichiatra”. – racconta C. – “Io mi aspettavo di poterle parlare di più e avevo una certa avversione verso le medicine. Cercai di spiegarglielo ma lei mi rispose: allora non vuole guarire”…V. ricorda “Ho avuto uno psicologo che aveva sempre un’espressione fredda e imperturbabile. Si infervorava solo quando sbagliavo i pagamenti”…“La pastiglia aiuta, ma aiuta molto anche un buon colloquio” sostiene B…E’ importante sentirsi accolti da una persona; poi, attraverso questa accoglienza si accetta più facilmente l’uso degli psicofarmaci. Ma se si ha la sensazione che l’accoglienza cominci ad essere sostituita dall’uso dei farmaci, la fiducia stenta a instaurarsi.

20 agosto 2018
 
L’arte che libera l’inconscio

Arte in libertà In questa puntata Psicoradio – attraverso stralci di biografie, brani di diari, citazioni – indaga la capacità e la necessità degli artisti di affondare negli abissi dell’inconscio, proprio e collettivo…“Tutti noi siamo influenzati da Freud, mi pare… La pittura è una scoperta del sé. Ogni buon artista dipinge ciò che è.(…) L’inconscio è un elemento molto importante dell’arte moderna; e penso che le pulsioni dell’inconscio abbiano grande significato per chi oggi guarda un quadro.” -..Jackson Pollock

13 agosto 2018
 
Un baule pieno di musica e parole

Psicoregali estivi. I redattori di Psicoradio hanno confezionato per gli ascoltatori un’intera puntata piena di regali estivi: una carrellata di presentazioni di canzoni che per loro hanno un significato particolare, film che li hanno appassionati e numerose poesie che hanno lasciato il segno nel loro cuore. Da Californication dei Red Hot Chili Peppers a The End dei Doors, passando per mille suggestioni musicali, letterarie, culturali, questa puntata rappresenta un vero e proprio viaggio.

06 agosto 2018
 
Dolori che vengono da lontano

Viaggio nell’etnopsichiatria “Curare persone di altre culture ci insegna a relativizzare le nostre conoscenze, ad uscire dall’onnipotenza del pensiero occidentale. Non siamo soli al mondo, l’etnocentrismo è un atto di superbia” riflette l’etnopsichiatra Roberto Maisto. La cura del disagio psichico di persone che vengono da altre culture è al centro della puntata estiva di Psicoradio durante la quale intervengono anche l’esperto di comunicazione camerunense Fausten Akafack, lo psichiatra Eric Jarvis che racconta il suo modo di curare le persone partendo dalla loro cultura di origine e Maria Nolet psichiatra dell’AUSL di Bologna che da tempo si occupa delle cure psichiche dei migranti che arrivano in Italia “Noi psichiatri dobbiamo riuscire a rispettare sempre pienamente la cultura dell’altro”.

30 luglio 2018
 
Il rovente ritmo del punk, del metal e del sadomaso

Helena Velena e i Death SS Helena Velena, cantante, produttrice discografica, attivista transgender, scrittrice e teorica delle controculture, racconta il sadomasochismo, mondo in cui piacere e dolore, sottomissione e potere diventano giochi, alla ricerca dell’equilibrio tra gli estremi che abitano tutti noi. “Un insieme di pratiche sessuali in cui nella maggior parte dei casi non c’è sesso, inteso come penetrazione: si lavora su altri livelli, psichici e mentali. La soddisfazione è delocalizzata e (…) avviene un processo di rimappatura del corpo”. Nella seconda parte della trasmissione, Steve Sylvester, alias Stefano Silvestri, leader della horror metal band Death SS, si racconta a Psicoradio e descrive il rapporto dissacrante della sua band con l’oscuro e la diversità…..“Ognuno deve lavorare sul proprio lato oscuro, accettarlo e fare in modo che faccia parte della propria personalità. Non una maschera che metti per aderire ad uno stereotipo di diversità preconfezionata o di eccentricità parte di un trend o di una moda. Il lato oscuro deve essere un lato della tua personalità che tu fai tuo e, con intelligenza, fai diventare un punto di forza.”

18 luglio 2018
 
Un TSO non può trasformarsi in tragedia

Jefferson e gli altri “Ieri sera ho avuto un problema con mio figlio (…) adesso ha un coltello, voglio un aiuto perché si sta facendo tanto male, si vuole ammazzate”…Con queste parole la madre di Jefferson Garcia Tomala, nato in Equador 20 anni fa, chiede l’aiuto di un medico e chiama il 112. Dopo l’ultimo litigio con la fidanzata, che il giorno prima aveva lasciato la casa, Jefferson aveva bevuto molto e minacciava di suicidarsi se la fidanzata non tornava con lui. Arrivano due volanti della polizia; dopo un’ora gli agenti spruzzano del peperoncino, il ragazzo ferisce con un coltello un agente, il suo collega spara 5 colpi che uccidono Jefferson. Abbiamo parlato di questa vicenda tragica con Catia Nicoli, psichiatra e responsabile della formazione dell’SPDC di San Giovanni in Persiceto, (il luogo in cui vengono portate le persone per eseguire il Trattamento Sanitario Obbligatorio) e con Giovanni Rossi membro del Forum sulla Salute Mentale e di Stop Opg….. ….Alla psichiatria si chiede sempre più spesso di svolgere funzioni di controllo sociale: ci dice il dott. Nicoli “Ormai in generale si dice TSO per richiedere un intervento violento di custodia di uno che viene ritenuto matto; questo non corrisponde per niente a quello che dovrebbe essere un intervento sanitario obbligatorio (…) purtroppo nell’opinione pubblica si ricorre a questo termine per dire “mettetelo via, pensateci voi, è matto”, ma è sbagliatissimo”. Continua la dott.ssa Nicoli spiegandoci che il TSO deve essere effettuato dai vigili urbani e dagli operatori del servizio di salute mentale, lavorando assieme, una disponibilità di presa in carico sanitaria non può diventare un’operazione di polizia. Ma cosa si deve fare (e cosa non si deve fare) nell’avvicinarsi a una persona molto agitata? “Sicuramente non bisogna farla sentire blocca, braccata, – dice la dott.ssa Nicoli – non ci deve essere un atteggiamento di uguale reattività. Invece, gli si deve chiedere cosa si può fare per farlo stare meglio”..Per evitare che il TSO si trasformi in tragedia, continua la dottoressa, la strada da seguire è la formazione: sia del personale sanitario, che di vigili, polizia, carabinieri, come si sta cercando di fare a Bologna

11 luglio 2018
 
REMS dove si curano i “folli rei”

In questa puntata Psicoradio cerca di fare il punto sulla situazione delle REMS in Italia, le “Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza” che sono state create dopo la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari (OPG). Stefano Cecconi, di StopOpg (che oggi svolge una funzione di “osservatorio” sulle REMS) ha iniziato un viaggio che lo porterà a visitare tutte le 30 strutture attive nel nostro paese…Il quadro che descrive a Psicoradio è molto vario: in Lombardia, a Castiglione delle Stiviere, ci sono 120 persone concentrate in un unico luogo ed anche nel Lazio abbiamo alcune strutture fortemente custodiali mentre molto più interessanti e vivaci sono esperienze riscontrate ad esempio in Friuli Venezia Giulia, in cui le REMS praticamente quasi “scompaiono” perché sono costituite da due o tre posti all’interno di altre strutture sociosanitarie.

04 luglio 2018
 
Non confondiamo controllo e cura, medici e polizia

La redazione di Psicoradio ha partecipato al convegno “40#180. Democrazia e salute mentale di comunità” dal 21 al 23 giugno a Trieste. Qui è nata un’intervista “diversa”, dove i redattori di Psicoradio, a partire dalle loro esperienze, muovono critiche e suggeriscono al dottor Angelo Fioritti, direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Bologna, cosa c’è ancora da fare nel mondo della cura. Claudio ricorda: “Una volta una psichiatra, dopo pochi minuti di colloquio, mi ha dato un sacco di medicinali, dicendomi che lei i depressi li riconosceva a prima vista. Siccome ero perplesso, mi ha detto che se non volevo prendere tutte quei farmaci, significava che non volevo guarire”.

27 giugno 2018
 
Quando teatro e salute mentale si incontrano

A quarant’anni dalla Legge Basaglia i teatri della salute mentale (le compagnie teatrali formate dai pazienti psichiatrici) di tutta Italia si sono dati appuntamento a fine maggio all’Arena del Sole di Bologna per raccontare le loro esperienze e fare rete. Al convegno I teatri della salute mentale. Sul palco con Basaglia dopo 40 anni c’era anche Psicoradio, in veste di media partner, che ha chiesto ai principali attori del mondo del palcoscenico qual è il significato di questa esperienza e perché un attore che soffre di disagio mentale possa essere un bravo attore.

20 giugno 2018
 
Non dimenticate il preservativo!

Parliamone senza paura Cosa sono Prep, lue o chemsex? Ed è vero che l’HIV si trasmette con un bacio, con il sudore o con le lacrime? Si trasmette solo con i rapporti completi? Esiste un vaccino per l’epatite ? Il preservativo è l’unica precauzione contro le malattie sessualmente trasmissibili? Che cos’è il ‘periodo finestra’? Psicoradio parla di ciò di cui si ha paura e vergogna di parlare: le malattie sessualmente trasmissibili, perché nascondere la polvere sotto il tappeto non ha mai funzionato. E queste malattie del corpo hanno impatto anche sulla psiche. La redazione ne parla con la dottoressa Antonietta D’Antuono, responsabile dal 1987 dell’ambulatorio Mts (malattie a trasmissione sessuale) dell’ospedale Sant’Orsola di Bologna…“Le infezioni più diffuse a livello quantitativo sono sicuramente la sifilide e la clamidia. La sifilide si credeva erroneamente sconfitta, mentre è ritornata in auge negli ultimi quindici anni. Per la clamidia si sta facendo strada l’ipotesi di fare degli screening soprattutto nelle donne molto giovani”. L’HIV è la malattia sessualmente trasmissibile che ancora fa più paura; come si comunica? Intanto, ricordando che la situazione è molto cambiata, e che ”è diventata una malattia cronica, con cui si convive, come il diabete, che permette una vita completamente normale” – continua la dottoressa Dantuono. E poi, una serie utilissima di domande, un Vero/Falso sulla trasmissione sessuale delle malattie. Alla fine, dopo tante infezioni, rischi e malattie che si trasmettono con il sesso, Psiocoradio chiude la puntata tornando a parlare di piacere e amore, e regalandovi le poesie di tre grandi poeti…..E’ l’amore che è essenziale..E’ l’amore che è essenziale…Il sesso è solo un accidente…Può essere uguale..o differente…L’uomo non è un animale..è una carne intelligente,..anche se a volte malata…Fernando Pessoa….Giura che mi terrai nuda e legata..per una notte intera, a luci spente;..che se mento sarò martorizzata..a mezzogiorno, irrevocabilmente…Patrizia Valduga….E poi fate l’amore..E poi fate l’amore…Niente sesso, solo amore…E con questo intendo i baci lenti sulla bocca,..sul collo, sulla pancia, sulla schiena,..i morsi sulle labbra, le mani intrecciate,..e occhi dentro occhi.(…)..Alda Merini

13 giugno 2018
 
Farmaci e una cintura magica contro il dolore di essere lontani

Psichiatria culturale e etnopsichiatria Curare persone che vengono da altre culture ci insegna a relativizzare le nostre conoscenze, ad uscire dall’onnipotenza del pensiero occidentale. Non siamo soli al mondo, l’etnocentrismo è un atto di superbia.”..Roberto Maisto…Questa settimana Psicoradio intervista Roberto Maisto e Maria Nolet, due psichiatri dell’AUSL di Bologna che da tempo si occupano delle cure psichiche dei migranti che arrivano in Italia, lavorando in una equipe che prevede un antropologo, uno psichiatra, uno psicologo e un mediatore linguistico/culturale. Il problema, commenta la dottoressa, è che noi psichiatri dobbiamo riuscire a rispettare sempre pienamente la cultura dell’altro. E come esempio ci racconta la storia del ragazzo di 18 anni che aveva in cura e della sua “cintura magica”….. ….“Questo ragazzo portava un amuleto di protezione – una cintura “magica”- che era stato fatto dal nonno per la madre, quando la madre lo aveva partorito. Evidentemente questo amuleto non era sufficiente contro le angosce che il ragazzo stava subendo in quel periodo e quindi lui utilizzava il suo amuleto ma anche le altre cure. Nel suo pensiero era assolutamente fiducioso nella protezione dell’ amuleto; però sapeva anche che sarebbe stato preso in giro dai compagni di appartamento per questa sua credenza.”..Nell’intervista si parla della differenza tra psichiatria transculturale ed etnopsichiatria. Per Psichiatria transculturale, dice la la dottoressa Nolet, “s’intende una psichiatria che deve approcciarsi alla cultura della persona che viene in cura; la cultura dell’altro può essere molto distante dalla nostra, e quindi si deve avere attenzione all’elemento culturale come elemento di comprensione delle motivazioni e del pensiero dell’altra persona. Invece l’etnopsichiatria e l’etnopsicologia prevedono che si utilizzino dispositivi specifici per curare le persone che provengono da un’altra cultura.”..Cosa fanno gli etnopsichiatri quando entrano in contatto con i migranti? Per Roberto Maisto “bisogna cercare di capire qual è il problema: se si tratta di un ostacolo linguistico, un ostacolo culturale, un ostacolo psicopatologico, un ostacolo che viene da un problema di tipo sociale, e così via. Quindi occorre fare insieme una sorta di analisi della situazione e di comprensione di qual è il disagio dell’altro…Secondo Nolet, con le ultime ondate migratorie “la sofferenza è frutto anche dei traumi subiti durante il percorso; è qualcosa di molto diverso rispetto al semplice sradicamento che deriva da un tipo di immigrazione “tradizionale” più strutturata.”

06 giugno 2018
 
Ortoressia, vigoressia, drunkoressia

Quando il cibo diventa l’unica fonte di gratificazione “Obesità, bulimia e anoressia nervosa sono in grandissimo aumento, l’età di esordio è sempre più giovane”. Dopo la puntata dedicata all’anoressia nervosa, questa settimana Psicoradio continua ad approfondire i disturbi dell’alimentazione in compagnia della dottoressa Anna Rita Atti, psichiatra specializzata nei disturbi del comportamento alimentare (DCA) e docente all’Università di Bologna. Nel periodo dell’anno in cui sempre più insistenti sono i bombardamenti televisivi sulla ‘prova costume’, abbiamo fatto il punto su forme patologiche “non ancora codificate nei libri sacri della psichiatria, ma sempre più frequenti”. Ad esempio l’ortoressia, “caratterizzata da un’attenzione ossessiva al mangiare corretto che porta chi ne è affetto a non consumare nulla che sia fuori dal suo diario alimentare”; la vigoressia, molto comune tra gli uomini,”in cui il soggetto spera di raggiungere una massa muscolare significativa a discapito di una forma fisica più corretta basata su un equilibrio tra parte grassa e parta magra”; la drunkoressia: chi ne soffre sceglie di non mangiare “per non aumentare l’introito calorico e potersi concedere, al posto del cibo, drink e alcolici”. “Confrontatevi e non isolatevi – è il consiglio della dottoressa Atti – Rivolgetevi a un’equipe specialistica dei disturbi dell’alimentazione. Non importa dove, ma che sia una ‘squadra’ e che tenga anche voi in squadra a giocare contro la malattia”…Il sentiero del teatro accanto alla follia..I TEATRI DELLA SALUTE MENTALE..Lunedì scorso i teatri della salute mentale (le compagnie teatrali formate dai pazienti psichiatrici) di tutta Italia si sono dati appuntamento all’Arena del Sole di Bologna per raccontarsi e fare rete. Al convegno “I teatri della salute mentale. Sul palco con Basaglia dopo 40 anni” c’era anche Psicoradio in veste di media partner. Vi racconteremo tutto nelle prossime puntate, per ora vi facciamo ascoltare alcune voci che abbiamo raccolto: Claudio Misculin, attore e regista teatrale, il paroliere per eccellenza Alessandro Bergonzoni e uno degli attori della compagnia teatrale bolognese di Arte e Salute Onlus.

 
 
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