Memos
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14 giugno 2018
Memos di gio 14/06

Fine di un’epoca. Draghi ha chiuso i rubinetti del QE. Il programma di acquisti dei titoli pubblici dei paesi dell’eurozona è stata un’ancora di salvataggio per i più indebitati. E ora, cosa succederà? Chi favorirà la mossa del presidente della Bce? Frenerà l’uscita dalle politiche di austerità? Quanto costerà ai paesi più indebitati come l’Italia? Con la fine del QE (Quantitative Easing) si apre la lunga stagione della successione a Mario Draghi, il cui mandato ai vertici della Bce scade tra un anno. Memos ne ha parlato con l’economista Giovanni Dosi, della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

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GLI ULTIMI PODCAST
09 aprile 2019
 
Memos di mar 09/04

L’immigrazione, tra risorsa e diritto. Quando l’invecchiamento della popolazione, il declino della fecondità, rendono benvenuto l’arrivo di immigrati. E poi le politiche per le famiglie, in Italia sono sempre di più uno strumento raro per fronteggiare il declino demografico. Di tutto questo Memos ha parlato oggi con l’economista Emanuele Felice (Università Chieti-Pescara) e la demografa Letizia Mencarini (Università Bocconi).

05 aprile 2019
 
Democrazie in Europa (2)

Democrazie in Europa, 1989-2019. I paesi di Visegrad, dalla transizione democratica alla conversione nazional-populista. Un “viaggio” di andata e ritorno durato trent’anni. Nel 1989 Polonia e Ungheria furono decisive nell’abbattere la Cortina di ferro, oggi invece sono determinanti nel costruire nuovi muri. Trent’anni fa, prima della caduta del Muro di Berlino, Varsavia e Budapest guidarono le transizioni democratiche dell’est; in questo 2019 gli attuali leader di Polonia e Ungheria, Jaroslaw Kaczyński e Viktor Orbàn, sono i fautori della conversione al nazional-populismo e delle democrazie illiberali. Oggi a Memos è andata in onda la seconda puntata di un ciclo dedicato all’Europa di 30 anni fa e a quella che a fine maggio andrà al voto. Venerdì scorso, 29 marzo (ascolta il podcast), avevamo ospitato la storica dell’università di Padova Valentine Lomellini, stasera due grandi giornalisti e inviati come Massimo Nava (allora e oggi del Corriere della Sera) e Paolo Soldini (trent’anni fa inviato dell’Unità). Nava e Soldini hanno raccontato allora alcuni dei luoghi chiave di quella primavera-estate del 1989.

04 aprile 2019
 
Memos di gio 04/04

MMT, una teoria alternativa al neoliberismo? Si chiama Modern Monetary Theory (MMT) e negli Stati Uniti ha una sua co-autrice e convinta sostenitrice in Stephanie Kelton. L’economista, 49enne, della Stony Brook University di New York, promuove una teoria fondata sul monopolio pubblico della moneta da parte del governo. Se la moneta è sotto il controllo pieno del governo, lo stato non fallisce se contrae troppi debiti. Allora debito e disavanzo pubblico, secondo MMT, devono essere tenuti d’occhio ma non con i parametri “stupidi” alla Maastricht (3% deficit/pil, 60% debito/pil), ma guardando gli effetti sulle variabili ritenute importanti: occupazione, inflazione, diseguaglianze. Memos ha intervistato Stephanie Kelton, ieri a Milano ospite della Fondazione Feltrinelli per “Democrazia minima”. L’intervista è stata commentata dall’economista Riccardo Realfonzo.

03 aprile 2019
 
Memos di mer 03/04

La politica trasformata dall’ansia da social network. Una vera e propria mutazione dell’era digitale rispetto al mondo analogico. Un’epoca in cui la democrazia è sempre più insidiata dalle tecnologie digitali: la profilazione dell’elettore da parte di algoritmi sofisticati ha raggiunto dimensioni da grande fratello. Memos ne ha parlato con Giovanni Ziccardi, docente di Informatica giuridica all’Università Statale di Milano. “La tecnologia per il potere” (Raffaello Cortina, 2019) è il titolo del suo ultimo libro. Chiude la puntata la giornalista e saggista Paola Natalicchio con un messaggio sull’unione civile tra le due militari della Marina Rosi e Lorella e il “carnevale nero” delle giornate di Verona del World Family Congress.

02 aprile 2019
 
Memos di mar 02/04

Intercettati, sorvegliati, spiati, profilati. Sembra il destino obbligato della vita digitale di ciascuno di noi. Eppure questo corso normale degli eventi può essere fermato, la vita digitale può essere resa libera. Cosa racconta l’ultimo caso giudiziario di intercettazioni illegali e sospetti dossieraggi contro le vittime di queste intrusioni digitali? A Memos l’avvocato Emanuele Florindi, esperto di diritto informatico. Chiude la puntata di oggi il messaggio di Davide Mattiello, presidente della fondazione “Benvenuti in Italia”. Il messaggio parte da un ricordo delle vittime della strage di Pizzolungo (TP) il 2 aprile 1985, l’attentato mafioso contro il giudice Carlo Palermo in cui morirono una giovane madre, Barbara Rizzo, e i suoi due figli Giuseppe e Salvatore Asta, gemelli di sei anni.

29 marzo 2019
 
Democrazie in Europa (1)

Democrazie in Europa, 1989-2019. I paesi di Visegrad, dalla transizione democratica alla conversione nazional-populista. Un viaggio di andata e ritorno durato trent’anni. Nel 1989 Polonia e Ungheria furono decisive nell’abbattere la Cortina di ferro, oggi invece sono determinanti nel costruire nuovi muri. Trent’anni fa, prima della caduta del Muro di Berlino, Varsavia e Budapest guidarono le transizioni democratiche dell’est; in questo 2019 gli attuali leader di Polonia e Ungheria, Jaroslaw Kaczyński e Viktor Orbàn, sono i fautori della conversione al nazional-populismo e delle democrazie illiberali…L’alleanza di Visegrad (fondata nel febbraio 1991) fu allora decisiva per l’integrazione europea, per l’unione tra est e ovest, quanto oggi sembra esserlo per la dis-integrazione e per la dis-unione del continente. Le prossime elezioni europee, con la sfida nazionalista e xenofoba lanciata dai paesi di Visigrad, diranno quanto è profonda la minaccia alla democrazia europea. Memos da oggi inizia un ciclo di puntate dedicato: 1) ad un anniversario importante (la dissoluzione della Cortina di ferro nella primavera-estate del 1989) e 2) alle elezioni europee del 26 maggio. Tutti i venerdì da oggi e fino al 17 maggio Memos ospiterà – nelle prime quattro puntate – il racconto di storici, studiosi, giornalisti su quanto successo trent’anni fa lungo la Cortina di ferro, tra Ungheria Polonia e l’allora Germania Est. Nelle rimanenti quattro puntate, da venerdì 26 aprile, ci occuperemo della campagna elettorale europea, con un’attenzione particolare ai temi dei diritti e della democrazia.

28 marzo 2019
 
Memos di gio 28/03

Quindici proposte di azione contro le disuguaglianze nella distribuzione della ricchezza. Il Forum Disuguaglianze e Diversità di Roma le ha elaborate in un lavoro di indagine e ascolto durato due anni (https://www.forumdisuguaglianzediversita.org/proposte-per-la-giustizia-sociale/). Le disuguaglianze vanno colpite non solo quando si verificano dividendo le persone, ma anche quando discriminano tra i territori, sostiene il Forum. Le proposte, che sono una sfida per ogni governo – e ancora di più per ogni forza politica di sinistra – vogliono curare alla radice le lacerazioni prodotte dalle disuguaglianze, andando a mettere le mani nei meccanismi che determinano la formazione e la distribuzione della ricchezza: “il cambiamento tecnologico, la relazione fra lavoratori e lavoratrici e chi controlla le imprese, il passaggio generazionale della ricchezza stessa”. Memos ha ospitato l’economista Elena Granaglia, tra le fondatrici del Forum, e la sociologa Chiara Saraceno. Chiude la puntata di oggi il messaggio del vicedirettore della rivista Il Mulino, Bruno Simili.

27 marzo 2019
 
Memos di mer 27/03

Debito+recessione=austerità? E’ la terribile equazione della crisi. Il debito pubblico, in rapporto al Pil, sta crescendo ancora: siamo arrivati al 132,1%, secondo l’ultimo consuntivo dell’Istat riferito al 2018. L’economia italiana è in recessione, ha confermato l’istituto di statistica ai primi di marzo. A fronte di questa situazione si preparano a tornare le politiche di austerità? Memos ha messo a confronto due economisti: Carlo Favero, dell’Università Bocconi (autore con A.Alesina e F.Giavazzi di “Austerità”, Rizzoli 2019) e Emiliano Brancaccio, docente all’Università del Sannio (“L’austerità è di destra”, Saggiatore 2012). L’austerità è la cura di una malattia (l’alto debito pubblico) generata dall’irresponsabilità dei governi nella gestione della finanza pubblica, sostiene Favero. Per Brancaccio, invece, le “irresponsabilità politiche” non spiegano tutto. Esistono altre due variabili che possono suggerire una narrazione diversa sul debito pubblico. Si tratta, sostiene Brancaccio, dell’andamento dei tassi di interesse e dei tassi di crescita dell’economia. Se i tassi di interesse restano sistematicamente superiori ai tassi di crescita dell’economia, allora le politiche di rigore non servono a contenere il debito pubblico. In altre parole, l’austerità si rivelerà – secondo il professor Brancaccio – “inefficace o controproducente”. Nel corso della puntata Favero e Brancaccio si sono confrontati anche sulle tesi contenute nel saggio dell’economista dell’università del Sannio “Il discorso del potere” (Saggiatore, 2019). A Memos chiude la puntata di oggi Dino Amenduni, docente di comunicazione politica all’Università di Bari: elezioni europee, i candidati del centrosinistra sapranno coprire il territorio?

26 marzo 2019
 
Memos di mar 26/03

Salvini e i lati oscuri della Lega: dai conti truccati allo sbarco del partito al Sud, dalla passione per l’estrema destra alla ricerca di un posto alla corte russa di Putin. A Memos Stefano Vergine, giornalista freelance, autore insieme a Giovanni Tizian de’ “Il libro nero della Lega” (Laterza, 2019). Chiude la puntata il messaggio di Debora Migliucci, storica, direttrice dell’Archivio lavoro della Cgil di Milano.

22 marzo 2019
 
Lezioni di antimafia: Sabrina Natali e Nando dalla Chiesa

Decimo e ultimo incontro del ciclo di “Lezioni di antimafia” ideato dalla Scuola di Formazione “Antonino Caponnetto” e coordinato da Raffaele Liguori. Titolo: «Giornalismo e mafia. La forza della libertà di stampa». La lezione è stata tenuta da Sabrina Natali, attivista nel movimento delle agende rosse; impiegata grafica a Sassuolo. Sabrina Natali è autrice di un’importante opera di documentazione sul processo Aemilia, il processo che ha svelato la presenza della ‘ndrangheta in Emilia. Sabrina Natali ha trascritto il contenuto del dibattimento processuale e lo ha pubblicato sul sito processoaemilia.com. Insieme a lei sul palco dell’auditorium anche il professor Nando dalla Chiesa, presidente della Scuola di formazione “Antonino Caponnetto”. La lezione si è svolta il 15 marzo 2019.

21 marzo 2019
 
Memos di gio 21/03

“Chi è fascista”. E’ il titolo dell’ultimo libro (esce tra una settimana per Laterza) del professor Emilio Gentile, storico di fama internazionale, studioso del fascismo italiano. «…è fascista – scrive il professor Gentile – chi si considera erede del fascismo storico, pensa e agisce secondo le idee e i metodi del fascismo storico, milita in organizzazioni che si richiamano al fascismo storico…Inoltre è fascista chiunque ostenta idee, linguaggi, simboli, gesti che erano tipici del fascismo italiano». Emilio Gentile non ritiene che oggi il fascismo stia tornando. La sua è più una posizione scientifica che politica, tende a far emergere di più l’importanza dei riferimenti storici che non delle posizioni politiche. Ospite di Memos anche Roberto Cenati, presidente dell’Anpi provinciale di Milano. Sabato 23 marzo, alle 9:30, ci sarà la manifestazione antifascista al Cimitero Monumentale di Milano per protesta contro le iniziative dei gruppi neofascisti nella giornata del centenario della fondazione dei Fasci di combattimento, l’origine del fascismo italiano.

20 marzo 2019
 
Memos di mer 20/03

Tra due mesi, a fine maggio, le elezioni europee. Le prime elezioni politiche continentali, dopo 40 anni. Infatti, dopo il primo voto nel 1979, e per i decenni successivi, l’elezione degli europarlamentari è stata soprattutto una questione nazionale, interna ai singoli stati. Oggi, invece, il voto di fine maggio contiene sfide europee: come si modificheranno gli equilibri politici? Che fine farà il bipolarismo compromissorio popolare-socialisti? Le destre nazionaliste e xenofobe diventeranno il nuovo decisivo polo della politica europea? La lunga vigilia elettorale è caratterizzata da alcuni fatti che rischiano di indebolire l’Europa: la vicenda Brexit, le pressioni dell’amministrazione Trump, la Cina e la sua ricerca di relazioni con i singoli stati dell’Unione (vedi il caso Italia-Cina). Memos ne ha parlato con Luigi Bonanate, professore emerito all’università di Torino dove ha insegnato Relazioni internazionali. Chiude la puntata di oggi Paola Natalicchio, giornalista e scrittrice, con il suo messaggio dedicato alla vicenda della Mare Jonio a Lampadusa e al decreto cosiddetto “sblocca-cantieri”.

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